Inter, Chivu: “Finiti i tempi delle difese che vincono i campionati, adattiamoci al calcio moderno”
Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Torino: "Siamo sereni come sempre e consapevoli del lavoro svolto. Sappiamo quanto abbiamo lavorato ma siamo consapevoli che mancano ancore partite e punti a uno dei nostri obiettivi".
Com'è riuscito a tirare fuori questo rendimento dopo la sosta? "Io parlo di una stagione intera, siamo arrivati alla sosta con un bel vantaggio. Arrivarci con la sconfitta contro il Milan ha creato qualche critica, poi abbiamo auto l'opportunità di fare buone prestazioni, la gara con la Roma è stata importante e poi a Como eravamo consapevoli della difficoltà e l'abbiamo portata a casa".
Negli Stati Uniti aveva parlato di interismo e dopo il Como di Pazza Inter, dovesse arrivare anche uno dei trofei, si può parlare di impresa? "Questa squadra ha cercato sempre di fare imprese ed è sempre stata competitiva. Quando alleni l'Inter hai grandi obiettivi. Questa squadra ha dimostrato quanto è competitiva ed è sempre stato un obiettivo per noi.".
Come sta Bastoni? "Stringe i denti e sta facendo lavoro di condizionamento atletico. Oggi si è allenato con la squadra, Petar sta bene e negli ultimi due mesi ha avuto un problema alla mano con una tripla frattura e non l'abbiamo mai detto. Tanto di cappello a lui, ha giocato tante partite con il gesso, ora che sta bene è tornato a pieno regime. Ora non è più condizionato, la mano lo aveva un po' frenato".
Cos'è una cosa che non le abbiamo mai chiesto? "Non mi viene in mente niente, siete talmente bravi con le domande. Non ci ho mai pensato, l'anno prossimo se sarò ancora qua vi potrò dire meglio nel dettaglio le domande che avrei voluto (ride ndr)".
Come spiega la differenza tra primo e secondo tempo? "Noi abbiamo fatto più di cento gol in stagione, tutti parlano di quello che è accaduto nelle ultime partite. Io parlerei di una squadra che ha sempre messo la faccia e che ha cercato di essere competitiva, nel bene e nel male, cercando sempre la prestazione. Ultimamente forse abbiamo alzato un po' il livello dal punto di vista dell'orgoglio rispettando l'avversario".
Vuole sempre un'Inter che segni tanto? "I gol si fanno e si prendono soprattutto quando hai un atteggiamento propositivo. Dipende dalla squadra che affronti anche. Poi credo che la cosa più importante sia essere propositivi, sarebbe un eccato non sfruttare la qualità individuale dei ragazzi. Credo siano finiti i tempi un cui le miglior difese vincono i campionati. Il calcio è più dinamico e più di intensità. Possiamo ancora migliorare, l'altra sera Bayern-Real è finita 4-3. Il calcio si sta piegando sempre di più nelle transizioni offensive, bisogna adattarsi".
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