Le 5 mosse tattiche di Gattuso che hanno devastato l'Atalanta

Prima dell'aspetto fisico o mentale, che hanno la loro valenza, il Napoli ha demolito l'Atalanta a livello tattico
19.10.2020 11:37 di Antonio Gaito Twitter:    Vedi letture
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Le 5 mosse tattiche di Gattuso che hanno devastato l'Atalanta

"Atalanta non in giornata", "difesa disattenta", "non è scesa in campo", per la vittoria del Napoli gran parte della stampa sportiva s'è rifugiata in una serie di banalità ricorrenti quando non si entra nel racconto del match dal punto di vista tattico. Prima dell'aspetto fisico e mentale, che pure hanno la loro valenza, il Napoli ha demolito l'Atalanta a livello tattico, arrivando quasi a snaturarsi per contrapporsi al meglio alla squadra di Gasperini. Ed il 4-2-3-1, studiato sin dall'anno scorso e costruito nelle poche occasioni estive, va proprio nella direzione di determinati avversari che - in Europa, ma da un po' di anni anche in Italia - estremizzano molte fasi del gioco, a partire dalla pressione ultra-offensiva o a tutto campo. Sono stati tanti gli accorgimenti messi in campo da Gattuso, annullando un avversario che - riassumendo brevemente - ha costruito la sua fortuna sui corpo a corpo a tutto campo (per rubare e ripartire), le rotazioni esterni-centrocampisti e lo sviluppo sulle catene laterali.

NIENTE POSSESSO - Al di là del dato finale (52%-48% per gli azzurri), Gattuso ha rinunciato al possesso nella metà campo offensiva, quello pericoloso alzando il baricentro, quello che esalta le doti dei nerazzurri che una volta rubata palla nei duelli individuali poi gli apre campo davanti per ripartire in faccia agli avversari. Dei 25'48'' di possesso effettivo del Napoli, solo 11' sono stati nella metà campo avversaria, sempre in verticale e quasi mai stazionando e salendo di squadra. Altri dati evidenti? L'Atalanta alla fine ha chiuso con 429 passaggi riusciti contro i 395 del Napoli e più possesso nella metà campo avversaria, dove aveva già il pallone tra i piedi e trovava la difesa schierata. Quello che voleva Gattuso.

VERTICALITA' - E' la base del passaggio al 4-2-3-1, con un centrocampista in meno rispetto al '4-3-3 fraseggiato' (o sarriano, come preferite) che prevede la risalita lenta del campo e che permette agli avversari di ripiazzarsi. Contro l'Atalanta, che estremizza la pressione, lasciando i tre difensori centrali (a volte anche due) allo scoperto, il Napoli ha rinunciato totalmente alla costruzione del gioco. In questo senso è stata fantastica la prestazione di Fabian, che ha potuto mostrare la sua grande visione di gioco lanciando a ripetizione Osimhen o Lozano per creare subito dei 4 vs 4 nell'altra metà campo con i tre centrali nerazzurri aiutati spesso solo da uno dei quinti del lato debole. Napoli-Atalanta s'è chiusa con l'11% di lanci (contro il Genoa, per esempio, c'era stato il 5%).

ATTACCANTI DI STRAPPO - Molti diranno che non è una scelta voluta, mancando Insigne o Elmas che si adattava a sinistra, ma Gattuso oltre a Mertens ha lanciato tutti insieme i 3 attaccanti con maggiore progressione a campo aperto che ha a disposizione. Se devi attaccare la profondità, ed immagini una gara a cercare i 4 vs 4 lanciando i tuoi attaccanti addirittura da dietro la metà campo, non puoi fare altrimenti. Ed alla vigilia molti ipotizzavano/speravano un adattamento di Fabian o Lobotka in posizione più avanzata per avere maggiore equilibrio.

TAGLI OFFENSIVI - Lozano, Osimhen e Politano, ovvero i 3 dei 4 attaccanti da lanciare non hanno mai avuto una posizione fissa. Gattuso ha trasformato così il punto di forza dell'Atalanta (le rubate dei 3 centrali in anticipo) in punto debole. Per uscire dalla morsa ad uomo dei centrali nerazzurri, gli attaccanti si sono allargati su tutto il fronte avversario e poi da lì - sapendo di essere seguiti - hanno tagliato (dal centro verso l'esterno e viceversa) portando gli avversari posizione. Nei buchi creati da uno dei tre, inevitabilmente in una difesa a tre, si sono inseriti gli altri due compagni di reparto. Ad un certo punto la difesa di Gasperini, perdendo fiducia, non ha provato più l'anticipo per tenere la posizione, rischiando meno ma perdendo la chiave del loro gioco.

LATERALI STRETTI - Nel 4-2-3-1 l'ampiezza a sinistra è arrivata dagli attaccanti, non dal terzino (come accade da anni con Mario Rui): da qui la scelta di confermare un terzino difensivo come Hysaj. Rispetto al solito ancora più stretto perché l'Atalanta costruisce la propria fortuna con i trequartisti (in questo caso Ilicic) che arretrano per l'avanzata del centrocampista per poi mandare dentro i 'quinti' come terzo uomo tra il centrale ed il terzino avversario. Quello spazio non c'è stato: sia Hysaj che Di Lorenzo si sono stretti al centrale al loro fianco ed hanno chiuso tutte le imbucate, concedendo al limite la linea di fondo per qualche cross, il male minore.