Da 0 a 10: la richiesta ad ADL di De Paul, Osimhen si ufficializza sui social, la risposta bomba di Politano e la condanna eterna di Milik

20.07.2020 15:08 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
Da 0 a 10: la richiesta ad ADL di De Paul, Osimhen si ufficializza sui social, la risposta bomba di Politano e la condanna eterna di Milik

(di Arturo Minervini) - Zero alle infiltrazioni dannose di pessimismo cosmico, che al confronto Leopardi era un Hippie che Woodstock aspettava disteso sul prato il concerto di Jimi Hendrix. Qualcuno si aspettavate il calcio totale dell'Olanda, ma qui si sta giocando ogni 3 giorni, in una situazione senza precedenti nella storia e senza alcun interesse di classifica. Ma veramente state facendo i processi dopo una gara che abbiamo pure vinto? Qualcuno sta confondendo il messaggio della Genesi. Da ‘Andate e moltiplicatevi’ hanno frainteso in ‘Andate e Pontificate’.

Uno il gol segnato da De Paul, calciatore totale ed in alcune fasi totalizzante. Ennesimo messaggio promozionale per Rodrigo, che da tempo accarezza il sogno dell’azzurro. Che uno con quel talento, con quel senso pratico, con quell’abilità nel fare tutto e bene su un campo da calcio giochi ancora nell’Udinese è mistero buffo, degenerazione di un calcio dominato dall’abilità di certi agenti. E non è una questione di ruolo, posizione, statistiche o storielle varie. De Paul andrebbe preso, sempre. Per una questione intuitiva: sa giocare a calcio. Ma siamo nell’epoca della futilità, di quelli che si impegnano per tutta la vita a spiegare qualcosa che non sanno. Salvate il soldato De Paul e dategli una big. 

Due momenti epici in una sequenza che è già Pulp, troppo Pulp. Cross di Hysaj (riuscito) colpo di testa di Insigne (tentato). Ci sarebbero gli estremi per scrivere un nuovo elaborato scientifico sui cambiamenti climatici, roba che farebbe aguzzare le orecchie anche alla silente Greta Thunberg dell’ultimo periodo. Scene vietate ai deboli di cuore. Scene che ci ricordano che i limiti, sono soltanto convenzioni che attendono di essere superate. Forza Elseid, forza Lorenzo.

Tre punti che potevano mettere pressione alla Juve, ma l’Inter a Roma frena. Per decisioni arbitrali controverse ed Antonio Conte scopre cosa voglia dire essere dall’altra parte della strada. Indossare abiti che prima bollavi come ridicoli, fare la parte del piagnone per la comunicazione mainstream. C’è passato il Napoli di qualche anno fa tra le trame di certi calendari insensati. Perché non garantire la contemporaneità ad uno snodo cruciale del campionato? Conte ora non veste più il bianconero, l’ha dimenticato cosa diceva. Benvenuto nel mondo degli altri Antonio. Saluta Antonio.

Quattro gare da giocare e qualche big che si risparmia. Tentazione comprensibile con il Barcellona all’orizzonte, magari non giustificabile ma le cose accadono anche oltre la nostra sfera di approvazione. Il campionato resta una palestra aperta, esercizio mentale prima che fisico per l’esame finale da tenere (forse) in terra catalana. Inutile perdersi dentro a giudizi che vanno sottoposti ad una lista infinita di attenuanti. È come preparare una Genovese con i ziti spezzati e poi crucciarsi dell’odore di cipolla. No sense. 

Cinque dita di adamantio. Tira fuori gli artigli Ospina sul missile terra aria di Lasagna, con David che rischia di bucare il pallone con gli aculei brevettati per Wolverine. Parata pazzesca, che raccontarla è un compito ingrato perché se non l’hai vista non riesci a percepirne la difficoltà. Avete presente una moglie furiosa perché non avete notato che ha appena trascorso dodici ore dal parrucchiere? Ecco, resistere ad un uragano simile vi fa capire la forza necessaria per effettuare una parata come quella del colombiano. Portentoso. 

Sei come sessanta milioni. Quelli che il Napoli è pronto a sborsare per assicurarsi il talento di Osimhen che si auto-ufficializza con i like galeotti sui social. Eppure quel denaro fa già discutere. Se non li spendi è perchè sei tirchio, se li spendi sei stupido perché non li vale. Un circolo vizioso che riporta sempre al punto di partenza, che non ha interesse ad approfondire. Che naviga sulla superficie, che si accontenta del giudizio epidermico senza provare ad analizzare. Osimhen è un ’98. Osimhen il Napoli l’ha osservato così tante volte da perderci la testa. Osimhen è affamato. Osimhen è un ragazzino, con le paure di un passato che rischiano di inghiottirti in un sol boccone. Sparare nel mucchio è il modo più semplice per ferire degli innocenti. Rinviamo ogni sentenza a quando avremo un quadro probatorio più affidabile. 

Sette agli stoici, che ancora credono che la fortuna non influenzi le loro vite. Non avranno visto Matchpoint di Woody Allen e nemmeno il Napoli delle ultime stagioni che per cinquanta volte (50!!!) ha accarezzato il desiderio di un gol ed ha ottenuto in cambio il rumore sordo di un legno. Ora potete pure scomodare qualche perla di psicoanalisi di Carl Justav Jung del tipo “Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti sarà l'inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”, ma qui le cose vanno chiamate col nome loro. Sfiga. Come diceva Funari: “Se uno è stronzo..non je posso dire stupidino, si crea delle illusioni”.

Otto gol subiti nelle ultime sei gare. Su questo dato, invece, Gattuso fa bene ad infuriarsi. Bisogna ragionare, quando diventa schema che si ripete, sul tasso d’intensità, sulla soglia emotiva della sufficienza, sul pericoloso baratro dell’indolenza. Rino ha lavorato tanto per costruire una diga, tecnica ed emotiva, per arginare le perdite di una squadra che aveva più perdite delle fontane cantate da Ernesto A Foria. Su questo qui bisogna lavorare se vuoi avere una speranza contro Messi. 

Nove alla spaccata di Arek Bolle. Come Roberto, il ballerino, Milik si flette al limite delle possibilità umane per indirizzare la sfera alle spalle di Musso. Coglie l’attimo fuggente, quello che tante volte ha lasciato per strada. Mancanza di tempismo che rappresenta da sempre il capo d’accusa più grande sull’altare inquisitorio allestito da giudici più severi di quelli istituiti nel Medioevo da Gregorio IX. È un rapporto ormai frantumato, che non trova mai il buono ma solo colpe. Basterebbe leggere i commenti anche dopo un gol. È un pallone che ha perso le distanze con un giudizio scevro dal pregiudizio. Quindi ormai per qualcuno ‘Milik è un palo della luce’, hanno deciso così. E sarà così, per sempre. Nei secoli.

Dieci a Politano. Perchè per pescare dal cilindro un coniglio come quello tirato fuori al 95’, devi avere abilità da prestigiatore del livello di Alfred Borden. Sei nudo dinanzi a certe giocate. O le hai nel repertorio o non le hai. Il grande prestigio di Matteo, che già sentiva riecheggiare il rumore dei nemici sullo sfondo. Un pubblico che assisteva annoiato alle prime rappresentazioni, sbadigliava e meditava dubbioso sui soldi spesi per lo show. Poi arriva il lampo. Eccolo, il mancino che può cambiare la storia personale. Orientare giudizi presenti e futuri. Perchè ‘La scienza non funziona mai come ci si aspetta: è questo il suo lato più affascinante”. E nel calcio vale esattamente lo stesso principio.

Dieci a #Politano. Perchè per pescare dal cilindro un coniglio come quello tirato fuori al 95’, devi avere abilità da prestigiatore del livello di Alfred Borden. Sei nudo dinanzi a certe giocate. O le hai nel repertorio o non le hai. Il grande prestigio di Matteo, che già sentiva riecheggiare il rumore dei nemici sullo sfondo. Un pubblico che assisteva annoiato alle prime rappresentazioni, sbadigliava e meditava dubbioso sui soldi spesi per lo show. Poi arriva il lampo. Eccolo, il mancino che può cambiare la storia personale. Orientare giudizi presenti e futuri. Perchè ‘La scienza non funziona mai come ci si aspetta: è questo il suo lato più affascinante”. E nel calcio vale esattamente lo stesso principio.

Un post condiviso da Arturo Minervini (@arturo_minervini) in data: 20 Lug 2020 alle ore 1:49 PDT