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Corbo: "Ringiovanire e ridurre il monte-ingaggi! Lukaku? Profilo non più sostenibile"

Corbo: "Ringiovanire e ridurre il monte-ingaggi! Lukaku? Profilo non più sostenibile"
Oggi alle 14:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Manna dice quello che deve dire, perché il Napoli ha l’obbligo di pianificare ma non può certo spiegare pubblicamente come lo farà. Io credo che il club abbia un dovere preciso: ringiovanire la squadra, abbassare il monte ingaggi e puntare su giocatori di talento ma sostenibili. Questa è una strada obbligata”.

Quindi anche Conte dovrà adeguarsi a questa linea?
“Conte ha un contratto e il Napoli è felice di rispettarlo, ma il progetto della società viene prima di tutto. I nuovi acquisti dovranno avere il suo consenso, però dentro parametri chiari: giovani, forti e con ingaggi contenuti. Non puoi permetterti operazioni costose su giocatori avanti con l’età. Devi cercare altri profili come Alisson Santos, non un altro Lukaku da oltre 30 milioni e stipendio pesante”.

Il Napoli quindi non deve rivoluzionare ma programmare?
“Esatto. Il Napoli ha speso molto negli ultimi anni e ha esaurito il tesoretto accumulato con alcune cessioni importanti. Adesso serve una campagna acquisti responsabile, basata sulla valorizzazione dei giovani e sulle plusvalenze. È il modello che ha portato il club ai successi e va seguito ancora”.

Il discorso si allarga anche al calcio italiano: che momento stiamo vivendo?
“Il calcio italiano deve riformarsi. Servono cambiamenti ai vertici federali, ma soprattutto bisogna ripartire dai settori giovanili. Il calcio deve tornare a essere anche un servizio sociale, capace di formare ragazzi e non solo di comprarli all’estero. Oggi in Serie A circa il 70% dei calciatori è straniero: non è possibile pensare di avere una Nazionale competitiva in queste condizioni”.

Dove si è perso il livello rispetto al passato?
“Una volta arrivavano pochi stranieri ma fortissimi, oggi ne arrivano tanti e pochi fanno la differenza. Inoltre è calata la qualità degli istruttori nei settori giovanili. In passato si formavano allenatori di alto livello anche per i ragazzi, oggi non c’è più quella cura tecnica. Senza una riforma profonda sarà difficile tornare competitivi”.

Tornando al Napoli, il futuro di Lukaku e De Bruyne è ancora in azzurro?
“De Bruyne può restare se sta bene fisicamente, almeno fino al Mondiale. Su Lukaku ho più dubbi: è un grande professionista e una persona seria, ma il Napoli non può permettersi a lungo un giocatore con quell’ingaggio e quell’età. In attacco servono profili più giovani, più rapidi e più sostenibili dal punto di vista economico”.