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Il telecronista di Napoli-Torino: "Stupito da De Bruyne, si sente bene. Su Anguissa..."

Il telecronista di Napoli-Torino: "Stupito da De Bruyne, si sente bene. Su Anguissa..."
Oggi alle 11:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino
Il giornalista era stato il telecronista di Napoli-Torino al Maradona e ha parlato di De Bruyne e Anguissa, rientrati proprio venerdì scorso

Dario Mastroianni, giornalista e telecronista di Dazn, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video. Il giornalista era stato il telecronista di Napoli-Torino al Maradona e ha parlato di De Bruyne e Anguissa, rientrati proprio venerdì scorso. "De Bruyne, mi ha stupito la gamba: sembrava abbastanza fresco. Ha fatto un paio di allunghi da giocatore che si sente bene, conosce il proprio corpo e sa che può spingere subito. Anguissa invece — non so se fosse previsto che facesse 45 minuti — è entrato dopo il problema di Vergara. L’ho visto un po’ con il limitatore, in modalità gestione, però tranquillo e già sul pezzo: ha gestito bene e la sua presenza si è comunque sentita.”

A Napoli in questo momento si parla molto di Alisson Santos.
“In generale è un prototipo di calciatore che si vede meno, non solo in Italia ma anche in Europa. Sentivo Guardiola qualche settimana fa dire che una volta si cercavano esterni esperti nell’uno contro uno, nel dribbling nello stretto. Oggi anche gli esterni hanno una struttura fisica diversa. Pensate a Sané o ad altri giocatori che fanno la differenza nel calcio europeo. Anche Kvaratskhelia ha una struttura diversa, Leão negli anni ha avuto caratteristiche fisiche diverse rispetto al classico brasiliano. Però al nostro campionato servono giocatori da uno contro uno, di qualità, che facciano anche divertire. Non gli metterei addosso la pressione di dover per forza ribaltare o sbloccare le partite. È un giocatore in crescita e Antonio Conte sa lavorare molto bene su questi profili. Gli darà conoscenze e strumenti, ma bisogna lasciarlo tranquillo. Uno degli errori che facciamo spesso è mettere troppa pressione su un giocatore dopo tre o quattro partite fatte bene. Ha giocato tre gare da titolare e ha fatto bene: con calma. Deve avere anche la possibilità di sbagliare. Intanto deve fare quello che sa fare: nell’uno contro uno si accende e può diventare determinante. Metterlo nelle condizioni di esprimersi è già molto.”

Si è già parlato addirittura di Nazionale brasiliana per lui. Non è troppo presto?
“Sì, direi di sì. Anche perché le scelte di un CT sono particolari: a volte si basano sul momento e sulle sensazioni. Non so quanto nella testa di Ancelotti possa esserci già Alisson Santos. Sicuramente per un CT come Ancelotti è più facile avere sempre un occhio sul campionato italiano, soprattutto se un giocatore si mette in mostra con il Napoli. Però manca ancora tempo. Intanto vediamo le prossime convocazioni e le scelte che verranno fatte.”

Ti avrebbe stuzzicato l’idea di vedere Antonio Vergara tra i convocati di Gattuso per il playoff, se non si fosse infortunato?
“Io ho sempre avuto un pensiero su questo playoff. Sarà una, speriamo due partite molto particolari. Mettere addosso a ragazzi senza presenze in Nazionale la pressione di partite in cui il nostro sistema calcistico si gioca tanto non mi convinceva molto. Detto questo, giocatori come Palestra, Vergara, Bartesani hanno valori e qualità per entrare nel giro della Nazionale. Forse in una convocazione ci potevano anche stare, ma non come protagonisti immediati. In gare così servono caratteristiche diverse, e l’esperienza è in cima alla lista.”

La corsa Champions come la vedi? Il Napoli può staccarsi da Como, Roma e Juventus oppure deve continuare a guardarsi anche alle spalle?
“Secondo me deve guardare un po’ tutto. Dopo la pausa ci sarà subito lo scontro diretto tra Napoli e Milan. Però Como e Roma pesano molto anche dal punto di vista emotivo. Il Como ha dimostrato di essere una squadra vera, con grande carattere. La vittoria con il Cagliari per me vale tantissimo, perché era la classica partita in cui poteva calare la tensione. Milan e Napoli sembrano un po’ più staccati, più tranquilli. Ma guardate la Juventus: due settimane fa era a meno sette dalla Roma, ora è a meno uno. È un campionato davvero indecifrabile. Non dico che il Napoli possa stare tranquillo, perché ci sono ancora scontri diretti e dieci giornate non sono poche.”

Qualcuno però parla addirittura di scudetto. È realistico?
“Io sinceramente non ci credo, ma proprio per niente. Che l’Inter possa avere qualche problema ci può stare, ma pensare che perda quattro partite e che il Napoli le vinca tutte mi sembra qualcosa di quasi storico, soprattutto con questa Inter così forte. Anche Conte è stato abbastanza chiaro. Guardando la realtà, la stagione è stata difficile e piena di problematiche. La distanza dall’Inter è importante e anche per il Milan non sarebbe semplice provarci davvero.”

Quindi l’obiettivo resta la Champions?
“Assolutamente sì. Il Napoli deve pensare alla Champions, a mettere le basi per l’anno prossimo. Non dico che si debba ripartire da zero, perché il processo è già avviato, ma chiudere bene la stagione significa arrivare in Champions League, avere margine sul mercato e programmare. Conte ha detto chiaramente che vuole portare giocatori come Lukaku e De Bruyne nelle migliori condizioni anche verso il Mondiale. Poi si riparte.”

Quindi il ciclo con Conte deve continuare?
“Mi sembra che lui parli sempre al plurale, quindi sì. C’era molto potenziale in questa stagione. Separarsi dopo un anno difficile non avrebbe molto senso. Il Napoli ormai ha uno status alto nel nostro campionato e probabilmente potrà investire ancora sul mercato. Siamo all’inizio di un ciclo importante con Conte. Non si può vincere ogni anno, ma la base è già di alto livello. E comunque è arrivata la Supercoppa, quindi un trofeo è stato alzato.”

Un altro tema caldo: gli infortuni. Come ti spieghi tutti questi stop in casa Napoli?
“Quando sono così tanti non si può parlare solo di sfortuna. Da fuori è difficile capire esattamente cosa sia successo e non sarebbe corretto fare diagnosi. Però è evidente che qualche problema nella gestione degli infortuni durante la stagione ci sia stato. Bisogna farsi delle domande: sui carichi di lavoro, sulla gestione del calendario, sulle tempistiche di recupero. Conte non è nuovo alla gestione del doppio impegno, lo ha fatto per anni anche in Premier League. Però oggi anche in Italia il calendario è molto intenso. Probabilmente per la prossima stagione serviranno delle correzioni: nella gestione medica, nei carichi e nei tempi di recupero. Anche perché molti sono stati infortuni muscolari e alcuni anche piuttosto seri.”