Fernando Dolente

18.05.2020 07:33 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Fernando Dolente

(di Arturo Minervini) - Da Llorente a Dolente: basta poco. Storia sulla fugacità dei momenti quella, breve, dello spagnolo a Napoli, arrivato la scorsa estate e già in evidente lista di sbarco dopo l’acquisto a gennaio di Andrea Petagna.

Era iniziata bene, benissimo, l’avventura dello spilungone arrivato a parametro zero dopo essersi svincolato o dal Tottenham. Punta di peso con esperienza, marpione delle aree di rigore capace di dare sostanza a certi assalti soprattutto nei finali di gara. Con queste motivazioni Ancelotti ne aveva avallato l’acquisto al termine del mercato estivo. 

Non è tutto oro quello che luccica. Inizio folgorante per lo spagnolo, che nelle prime tre gare stagione confeziona l’assist nel match con la Samp, la rete che manda al tappeto il Liverpool nella grande notte Champions ed una doppietta per contribuire alla goleada di Lecce. Insomma, Llorente sembrava potersi ritagliare un ruolo importante in una squadra che cercava nuova stabilità nel secondo anno di Ancelotti. 

Dopo quei primi tre match, la scomparsa graduale. Fernando inizia a perdere minutaggio e fiducia, confinandosi ai margini di una storia che lo vede sempre meno protagonista: nelle successive 21 presenze sul terreno di gioco 1 solo gol, contro il Bologna il 1 dicembre scorso, nei pochi scampoli di partita che gli vengono concessi. Numeri che giustificano in maniera decisa le voci di un addio prematuro, nonostante un contratto fino al 2021, dell’attaccante spagnolo. Fernando Llorente. O dolente, fate voi.