Il nuovo Napoli è finito l'8 novembre

25.12.2020 08:30 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
Il nuovo Napoli è finito l'8 novembre

Lanciare i dadi è esercizio che attiva tanti meccanismi. Fato, coincidenze, adrenalina, speranza. Numeri che a volte ti sorridono, lanci che invece rischiano di farti perdere tutto. Quando in estate il Napoli ha deciso di puntare su Victor Osimhen, ha messo in gioco tutto. Ha puntato dritto verso quella direzione, zena mai abbassare la testa. Senza mai far infiltrare nella mente l'idea che potesse essere un lancio azzardato, una giocata con rischio non calcolato. Anche a costo di spendere una cifra ritenuta da molti eccessiva, anche a costo di chiudere in maniera brusca i rapporti con Milik, che si è ritrovato il suo erede quando ancora era in campo a giocare lo scorso campionato.

Una volontà forte al punto che, di fatto, Rino Gattuso il nuovo Napoli lo aveva cucito sulle caratteristiche di questo ragazzo. Sul dono che madre natura gli ha dato di non stancarsi mai di cercare lo spazio, di dare respiro ad una squadra che in passato ha più volte corso il rischio di ingolfarsi. Parola chiave: profondità, quella che Osimhen era riuscito a concedere al Napoli sin dai primissimi minuti giocati da subentrante a Parma.

Premesse che rendono già comprensibile la conclusione: il nuovo Napoli che Gattuso aveva nella testa è finito l'8 novembre. A Bologna l'ultima con il nigeriano in campo, prima del maledetto infortunio subito in nazionale. Con Osimhen in campo il Napoli ha vinto 6 gare su 7, senza ha racimolato 3 vittorie, altrettante sconfitte e 1 pareggio. Non bisogna essere esperti di numerologia per capire che questa assenza, abbia rappresentato un brusco stop al progetto tecnico di Gattuso.