La ‘cazzimma’ vuole 10 mln di stipendio: Ibra e quel patrimonio di cattiveria che manca da sempre

21.11.2019 16:57 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
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La ‘cazzimma’ vuole 10 mln di stipendio:  Ibra e quel patrimonio di cattiveria che manca da sempre

(Di Arturo Minervini) - A questo Napoli manca ‘la cazzimma’, è una delle accuse storiche mosse a questa squadra. Sulla definizione del concetto, sviluppatosi secondo alcuni negli anni 50 nel linguaggio degli studenti napoletani, inutile soffermarsi. Si fa semplicemente riferimento a quella giusta dose di cattiveria da applicare in alcune situazioni, la capacità di essere più scaltro e cinico dell’avversario applicando il mood ad una partita di pallone. 

È un tema molto attuale, ancora di più dopo le parole di Edo De Laurentiis che, parlando del Napoli che risaliva dalla serie C fino alla A, ha dichiarato: “Loro avevano più palle”. Carattere, cattiveria, determinazione che possono essere riassunte in una sola parola: cazzimma, appunto. Nel mondo del calcio se pensi ad uno con queste caratteristiche non puoi non pensare a Zlatan Ibrahimovic, famelico nella sua superbia, affascinante con quel cinismo che gli ha permesso di raggiungere risultati incredibili e diventare una vera e propria icona. Differente, per natura, per indole, per vocazione: lo svedese rappresenta tutto quello che alcuni tifosi vorrebbero dai propri idoli su un terreno di gioco. 

Il Napoli si è interrogato nelle scorse settimane se provare ad arricchire il bagaglio di cattiveria di questa rosa proprio con lo svedese. Valutazioni fatte tra Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti, nate anche da qualche ammiccamento di Mino Raiola che ha lasciato intuire la volontà di Zlatan di chiudere la gloriosa carriera in azzurro. Tre gli ostacoli: l’ingaggio alto, l’età avanzata (38 anni compiuti lo scorso 3 ottobre) e l’affollamento nel ruolo di prima punta in casa Napoli con Milik, Llorente e lo stesso Mertens che ormai si sente a suo agio in quella posizione. 

Può un calciatore trasferire la sua mappatura ideologica ai compagni? La domanda è interessante e di difficile risoluzione. Uno come Ibrahimovic, per dirla in parole più semplici, sarebbe riuscito ad incidere sull’indole dei compagni? Avrebbe in qualche modo aumentato il tasso di competitiva anche nei compagni? Difficile a dirlo, anche perché certe caratteristiche sono innate, appartengono alla sfera più profonda dell’essere umano e dunque del calciatore.

Uno come Ibrahimovic, però, può avere anche impatto dirompente all’interno di uno spogliatoio che ha già diversi problemi. Ecco perchè, dopo l’idea nata ad ottobre, il Napoli si è defilato dalla corsa a Zlatan che pare destinato a finire al Milan o al Bologna. Sarebbe stata una bella storia da raccontare, ma anche molto complicata da gestire. Comprare ‘la cazzimma’ dello svedese pagando 10 ml di ingaggio sarebbe stato sforzo economico eccessivo, soprattutto per il momento storico già turbolento.