La frase che nessuno avrebbe mai voluto sentire: il campionato è finito

Ogni tanto un po' di sana e cinica verità ci aiuta a comprendere cosa sta accadendo senza inseguire dolci ma false illusioni
22.03.2020 19:12 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La frase che nessuno avrebbe mai voluto sentire: il campionato è finito

Ogni tanto un po' di sana e cinica verità ci aiuta a comprendere cosa sta accadendo senza inseguire dolci ma false illusioni. Il campionato è fermo e difficilmente riprenderà. Qualche giorno fa abbiamo provato a spiegarvelo e oggi, in un'intervista al Corriere dello Sport, anche Massimo Cellino, presidente del Brescia, ha ribadito un concetto elementare: "Il campionato è finito, se ne parla l'anno prossimo". Se Gravina, da presidente Figc, fa il suo dovere provando diplomaticamente a stabilire date ipotetiche per la ripresa della Serie A, Cellino riporta tutti sulla terra, ricorda ai tifosi - che sono persone - che il Covid-19 è "come la peste" e che ora conta "sopravvivere e non sapere quando si riprenderà".

CIAO CAMPIONATO - Mancano dodici giornate alla fine più un'altra da recuperare, ma secondo i dati e le previsioni degli esperti il picco di contagi ci sarà solo tra qualche giorno e quindi non c'è tempo per incastrare tutte le partite per il 30 giugno, data entro la quale, per rispettare i contratti dei tesserati, bisognerebbe concludere la stagione. Cellino è stato chiaro: "Ma quale ripresa, ma quale stagione da concludere, io penso all’anno prossimo, solo a quello. Da Brescia ricevo continuamente notizie, e sono tutte pazzesche, eppure la città sta affrontando la tragedia con una dignità che imbarazza. Mi volete parlare di campionato, di scudetto? Non me ne frega un cazzo. Ho paura ad uscire di casa, mi sta venendo la depressione. Non bisogna pensare a quando si ricomincia, ma se si sopravvive. E se parliamo di calcio, tutto deve essere spostato alla prossima stagione. Realismo, signori. Questa è la peste".

SOLUZIONE - Per Cellino il Coronavirus è come la peste, per altri si tratta di una vera e propria guerra, certo senza bombe o fucili ma con un altissimo numero di morti ogni giorno, a quanto pare destinato a salire ancora, chissà fino a quando. Una tragedia mondiale - d'altronde si parla di Pandemia - che fa ombra anche alla potenza economica del calcio. La Serie A perderà tantissimi soldi, ma cosa può importare al mondo questo, se ovunque si muore? Lo stesso Cellino ha proposto una possibile soluzione: "Semplicissimo: si è bruciato un terzo del campionato, e allora si taglino un terzo dello stipendio ai calciatori, un terzo dei diritti televisivi e un terzo delle tasse". Amen.