"Terrone" ad un tifoso del Napoli", Auriemma: "Ha la stessa valenza di negro di m****! Urgono provvedimenti!"

Il giornalista Raffaele Auriemma ha voluto dire la propria con un post su Facebook:
11.07.2020 22:30 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
"Terrone" ad un tifoso del Napoli", Auriemma: "Ha la stessa valenza di negro di m****! Urgono provvedimenti!"

E' diventato virale il video di un tesserato dell'Atalanta, Mirco Maioli, che, davanti ad una provocazione di un tifoso del Napoli, ha risposto con: "Terrone, terrone del ca**o". 

Il giornalista Raffaele Auriemma ha voluto dire la propria con un post su Facebook: "Non è accettabile, ma comprensibile, che un allenatore come Gasperini, concentrato sulla partita, non gradisca la provocazione di un tifoso di altra fede e lo apostrofi con un secco “pedala coglione”. Trovo inaccettabile, invece, che un membro della dirigenza atalantina debba esprimere il suo disappunto con il più classico “coglione del cazzo” che ha lo stesso valore discriminatorio di un “negro di merda”. Nel secondo caso si scatenerebbero (giustamente) tutte le associazioni antirazziste, nel primo caso non accadrà nulla. Perché l’Italia è questa e chi vive al settentrione si sente istintivamente superiore ad un cittadino nato al Sud, nonché tifoso del Napoli. Che sia medico o infermiere, allenatore o calciatore, dirigente di una squadra di serie A oppure tifoso e basta, tutti loro “ultra Rubiconem” sono convinti di essere meglio di me.

Sarei curioso di conoscere il nome del gentiluomo tesserato dalla Dea e per il quale il presidente Percassi mi auguro prenderà provvedimenti esemplari, ma soprattutto di conoscere il suo cursus honorum, in primis qual è il suo titolo di studio, per poi rapportarlo al mio oppure a quello di altri “terroni del cazzo” come me. Se facessimo questo confronto, state certi che l’Italia dovrebbe essere ribaltata in termini di meritocrazia e ne trarrebbe vantaggio anche sul piano della civiltà. Perché non dovremmo nemmeno più spiegare che “Vesuvio lavali col fuoco” trattasi di discriminazione territoriale. Viva l’Italia, ma non questa, magari quella che verrà".