ESCLUSIVA - "Il 19enne Mertens firmò dopo due allenamenti!", il suo primo allenatore in Olanda: "Così è diventato un top-player! Non voleva essere uno dei tanti..."

26.03.2019 06:45 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA - "Il 19enne Mertens firmò dopo due allenamenti!", il suo primo allenatore in Olanda: "Così è diventato un top-player! Non voleva essere uno dei tanti..."

(di Fabio Tarantino) - "Non ho mai smesso di seguirlo, so che è diventato fortissimo". Rini Coolen è stato il primo allenatore olandese di Mertens, la sua seconda patria, il calcio che lo ha accolto, dov'è esploso, prima del trasferimento al Napoli. Estate 2006, l'Italia vince il Mondiale e un giovanissimo Dries, diciannove anni compiuti da poco, lascia il Belgio e viene girato in prestito all'AGOVV di Apeldoorn. Lo accoglie proprio Coolen: "Durante il precampionato il nostro direttore, che ha un occhio speciale per i talenti, mi propose questo ragazzino. Mi chiese di provarlo per capire se fossi interessato a tenerlo in squadra. Bastarono due allenamenti per confermarlo: firmò il contratto pochi giorni dopo". Tredici anni dopo Mertens non è più (solo) Dries ma anche Ciro, ha segnato 102 gol col Napoli, per i tifosi è un idolo e Rini Coolen, 52 anni, oggi responsabile del settore giovanile del Rosenborg, si emoziona a distanza ripensando a lui: "È sempre bello veder crescere i ragazzi, scoprire dove sono arrivati ricordando da dove, insieme, siamo partiti. Sembrerà scontato - le sue parole in esclusiva a Tuttonapoli.net - ma su Mertens ci ho sempre creduto. Sapevo sarebbe diventato un grande giocatore. Lui è andato oltre: oggi è un top-player". 

Perché? "Mi ha sempre colpito per il carattere, la grinta, la voglia di arrivare. Non voleva essere uno dei tanti, lui pretendeva di diventare un grande giocatore. È sempre stato molto esigente con se stesso, sia in allenamento che durante le partite. Al talento e al grande carattere ha unito il lavoro sul campo. A differenza di altri, lui si è impegnato tanto per diventare ciò che è oggi".

Che ricordi ha del primo Mertens? "Giocava come ala sinistra, rientrava col destro, spesso si accentrava e lo faceva con grande qualità. Per i tifosi era una vera star, aveva un rapporto speciale con loro. Anche per il suo modo di giocare, era considerato fantastico. Io non ho mai smesso di seguirlo: in Olanda è diventato fortissimo, prima all'Utrecht e poi al Psv, e al Napoli s'è definitivamente consacrato". 

Si aspettava potesse segnare così tanti goal? "Molti si sono stupiti, anche per la sua struttura fisica, io no: sapevo chi fosse, cosa era capace di fare, dove sarebbe potuto arrivare. Quando un giocatore ha talento può far tutto. Il suo potenziale era evidente già a diciannove anni". 

Oltre Mertens: cosa ne pensa del campionato italiano? "Sono sincero, lavorando in Norvegia seguo poco la Serie A. Ma, sin da bambino, il calciatore italiano, quello di classe ed eleganza, mi ha sempre affascinato. Oggi sarebbe bello poter unire la difesa italiana al calcio totale olandese: sarebbe qualcosa di fantastico". 

Da olandese, quante possibilità ha l'Ajax di superare il turno in Champions League? "Intanto dico che è incredibile quello che sono già riusciti a fare. Non parlo solo della qualificazione ai quarti, dopo aver eliminato il Real Madrid, ma anche del modo in cui giocano. La Juventus è più forte, non c'è dubbio, ma l'Ajax ha dimostrato che da squadra, insieme, dando tutti il massimo, si può arrivare lontano. Non vedo l'ora di gustarmi questa sfida. Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire".