Da 0 a 10: Conte sciocca tutti in TV, il primo squillo di Manna, il pasticcio di Meret a la drammatica domenica dei gufi

Da 0 a 10: Conte sciocca tutti in TV,  il primo squillo di Manna, il pasticcio di Meret a la drammatica domenica dei gufiTuttoNapoli.net
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di Arturo Minervini
Pisa-Napoli 0-3, il nostro da 0 a 10: Conte sciocca tutti in TV, l'acquisto di Manna, il pasticcio di Meret a la drammatica domenica dei gufi

Zero a quelli che, in fondo, la stavano un pochino gufando. Per dire ‘Avevo ragione’, per reclamare uno spazio prioritario nella carneficina che avrebbe seguito l’eventuale flop.  Stiamo vivendo una fase complicata, una comunicazione sempre più selvaggia e poco rispettosa degli eventi. “Quanno se ferma 'o viento, 'e bannere addeventano sulo pezze culurate”. Molti sono come quelle pezze. 

Uno lo svarione a fine primo tempo, che è manifesto plastico della stagione di Buongiorno. Come quelle giostre che salgono lentamente e poi vanno giù a picco, così Alessandro ha palesato fragilità tutte nuove, poche volte viste nella sua prima stagione. Qual è il suo vero volto? Pare di aver conosciuto due difensori differenti, come se fosse un Dorian Gray."La giovinezza è l'unica cosa che valga la pena di possedere” scrive Wilde, ma c’è un momento in cui si rischia di esserne posseduti. 

Due gol in una stagione molto sfortunata, causa infortuni. L’abbiamo detto tante volte: esiste un Napoli CON Rrahmani ed uno SENZA. E quello senza Amir è nettamente meno competitivo. Avete presente il Q.B. nelle ricette? Ecco, Rrahmani è il Quanto Basta di tutti i migliori piatti del Napoli. Un ingrediente che non si prende la copertina, ma che se non c’è cambierebbe totalmente il sapore. Fortuna che rinnova. 

Tre punti servivano a Pisa e qualcuno provava pure a filosofeggiare. “Cinque difensori, ma dove vogliamo andare”. Credo che stiamo davvero un attimo esagerando, il senso pratico è una dote troppo sottovalutata. 

Quattro occhi e dirsi la verità, da buoni amici quali sono. De Laurentiis e Conte metteranno tutto sul tavolo, svuoteranno le tasche e pure le scarpe con i vari sassolini che si sono accumulati in questi due anni. Non ci sarà nulla di taciuto, nessuna questione insoluta. Sarà un confronto vero, con chi forse è arrivato alla soglia di un addio ma non ha il coraggio di chiudere la porta alle proprie spalle. Sullo sfondo il sottofondo musicale di Peppino Di Capri con  E mo e mo: “Pecchè stanotte sunna senza e te me fa paura Nina ninè e si ammore nunn’è Dimmelo tu che rè Nina ninè, te vulesse scurdà Dimme comme aggia fà”.

Cinque come il quinto posto di Sal da Vinci all’Eurovision. Parto da questo fatto, per allargare la discussione ad un concetto più vasto: cos’è il Bello? Dove finisce la soggettività nell’arte? E, dunque, anche nel pallone. Molti storcono il naso sulle note di Per Sempre sì, che è però efficace ed è piaciuto pure oltre i confini. Il Napoli di Conte mi sembra ugualmente divisivo, forse in troppi sono tifosi di se stessi e non della squadra del cuore. 

Sei come il sesto posto della Juve, roba da uscire fuori di testa. Spalletti, che ha predicato calcio e parlato anche di ‘obiettivo scudetto’, si ritrova a fare i conti col fallimento che nasce in primis dalla sua superbia. Vi invito ad una seconda riflessione: qui stiamo massacrando Conte, che dovrebbero fare a Torino? Ma vuoi vedere che abbiamo fatto un pochino di confusione tra simpatia e competenza? Conte è antipatico a molti, ma metterlo in discussione mi pare operazione più avventata di un’inversione a U all’uscita Roncobilaccio. 

Sette e mezzo a Hojlund, che se arriva qualche pallone giocabile mica è una pippa come qualcuno stava provando a raccontare. Gran giocata per l’assist a McTominay, poi la soddisfazione di tornare al gol dopo 64 giorni. Al fischio finale di Pisa è diventato ufficialmente un calciatore del Napoli, il bomber del futuro. Che dite? Vogliamo iniziare a proteggerlo? A costruirgli attorno un progetto? È un ragazzo del 2003, in alcuni tratti della stagione è stato devastante, ma ha bisogno di fiducia e di una struttura. Il futuro è fatto di possibilità, non di paure.

Otto al portiere più vincente della storia del Napoli, a cui è stato riservato un trattamento non degno. Meret torna titolare e piazza due paratone, ricordando ai tanti smemorati cosa significhi essere portiere affidabile.  Alex è stato raccontato come un problema, a cui si è cercata una soluzione. Ed invece la soluzione ha creato più problemi del, presunto, problema originario. Frase contorta, così come il pensiero alla base dell’operazione Milinkovic-Savic.

Nove teste, le famose nove teste che poi sono diventate undici a gennaio. Conte torna sul tema delle difficoltà di inserimento dei nuovi e degli infortuni gravi, ma parla con grande serenità. Come se si fosse liberato, è quasi scioccante certificare la sua tranquillità, come se parlasse di un percorso già concluso: “Il presidente conosce da un mese il mio pensiero, lo devo ringraziare a prescindere per avermi fatto allenare il Napoli”. Mi viene da pensare: “Quando sono per sempre, gli addii dovrebbero essere rapidi”. Continuo a tifare per la permanenza. Ma è difficile.

Dieci in campionato per McTominay, ancora in doppia cifra. Fate quattordici in stagione. Quelli che ‘Non si ripeterà’ hanno chiesto asilo politico a Tristan da Cunha, minuscolo arcipelago britannico nel Sud Atlantico. Quel piede, che‘po' esse fero e po' esse piuma’, ha scelto la delicatezza per abbattere il Pisa. Destro, sinistro, di testa, in rovesciata: non c’è limite per questo delizioso interprete di un pallone così elegante, rispettoso, affascinante nella sua semplicità. Tu sei Scott e su questa pietra edificherò il mio Napoli. Santo subito.