Hojlund, l’uomo che sfida una regola del calcio moderno
Nel calcio moderno c’è una parola che domina tutto: gestione. Minuti da dosare, energie da preservare, rotazioni continue. E poi c’è Rasmus Højlund. Uno che, semplicemente, non esce mai. Nel sistema di Antonio Conte, le rotazioni sono diventate una necessità per i tanti infortuni, ma il danese rappresenta una grande eccezione. Ed è rimasta tale anche con il rientro di Lukaku, poi rimasto in Belgio dopo due panchine di fila ed un nuovo acciacco.
Tutte le gare. Senza calare mai
Ma Hojlund sembra non volerle ascoltare. Corre, pressa, attacca la profondità. Sempre. Anche quando gli altri rallentano. È un attaccante che gioca come se ogni pallone fosse l’ultimo. Napoli-Milan sarà una gara sporca, fisica, combattuta. E lì davanti ci sarà ancora lui. Questa volta senza nemmeno avere l’alternativa di Lukaku per qualche minuto di respiro nel finale. Rasmus sarà chiamato all’ennesimo sforzo :7 una stagione ai limiti dell’umano.
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