Plusvalenze, CdS - Dietro l’apparente severità delle sanzioni all’atto pratico c’è il nulla: il motivo

"Sarà l’atmosfera penitenziale della Settimana Santa ad avere ispirato una decisione pilatesca alla procura federale". Questo il commento ironico del Corriere Dello Sport sulle richieste della procura Federale sul caso plusvalenze: "La richiesta di inibizione per diversi dirigenti in carica (Agnelli, De Laurentiis, Nedved, Arrivabene, Cherubini) come per quelli ormai lontani dalla Serie A (Paratici) e presidenti che nel frattempo hanno venduto (Preziosi) o si sono dimessi (Ferrero) pare espressione del più classico cerchiobottismo italiano.
Dietro l’apparente severità delle sanzioni (mesi e anni di inibizione) all’atto pratico c’è il nulla, perché non esiste sanzione più inefficace per un dirigente calcistico che dichiararlo teoricamente impossibilitato a svolgere le sue attività.
Chi, se non i club, ha beneficiato di questi ipotetici illeciti? Come si può dunque calcare la mano (si fa per dire) sui dirigenti senza sanzionare adeguatamente i club? Le richieste di sanzioni per le società sono solo pecuniarie, del tutto irrisorie se fossero reali i vantaggi indebiti conseguiti negli anni.
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