Un giorno all'improvviso, il Napoli ritrova se stesso e riconquista il San Paolo

In un San Paolo che torna a cantare e trascinare la squadra, gli azzurri danno la risposta più importante alle parole fortissime di Gattuso
22.01.2020 08:42 di Antonio Gaito Twitter:    Vedi letture
Un giorno all'improvviso, il Napoli ritrova se stesso e riconquista il San Paolo

Un giorno all'improvviso, il Napoli ritrova se stesso. In un San Paolo che torna a cantare e trascinare la squadra, gli azzurri danno la risposta più importante alle parole fortissime di Gattuso post-Fiorentina e appena tre giorni dopo mostrano che sanno essere combattivi, uniti, avvelenati come il tecnico chiedeva per uscire dal momento difficile. Il Napoli interrompe la lunga striscia di successi della Lazio, alzando al massimo gli indicatori virtuali della voglia e dello spirito di squadra, che per la squadra di Gattuso significa giocarsela con chiunque visto che dal punto di vista tecnico la rosa resta tra le più forti in Italia. Ed in una serata così non poteva che essere Insigne l'uomo decisivo, sbloccandola ad inizio gara, rompendo la maledizione personale del gol e trascinando i compagni con una prova finalmente da trascinatore.

Non vince un Napoli scintillante, ma che riesce ad andare al di là degli episodi e portarli anche dalla sua parte. Non manca un errore individuale grave, anzi probabilmente doppio: Hysaj prima commette fallo da rigore e poi incassa il secondo giallo per un fallo ingenuo a centrocampo. Scivolata toglie e scivolata dà: il Napoli, che aveva subito gol scivolando contro l'Inter ed al 94' contro il Parma, viene graziato da Immobile che perde l'appoggio dal dischetto. Poi Lucas Leiva s'infervora con l'arbitro per un giallo sicuramente eccessivo e ristabilisce la parità numerica. La ripresa è di estrema sofferenza, ma è lì che il Napoli dimostra che ha la testa giusta per resistere e compattarsi. E chiaramente anche le caratteristiche e l'organizzazione: a destra c'è la copertura di Callejon e di Di Lorenzo, che torna in fascia a con l'ingresso di Luperto, sull'altra fascia Insigne fa il terzino (poi Zielinski) e centralmente Demme conferma di essere quello che mancava al Napoli. L'ex Lipsia conquista il San Paolo senza strafare: semplicemente uscendo bene dalla pressione, smistando il gioco senza rischi e proteggendo la difesa, assorbendo gli inserimenti centrali della Lazio senza rinunciare a mordere le caviglie fino al 95'. Un tassello prezioso che aiuta il Napoli, un giorno all'improvviso, a ritrovarsi.