Champions più lontana?
Aurelio per il cinema da sfogo e spazio ai grossi nomi, da Verdone al grande Robert de Niro ingaggiato per il suo ultimo film. Il botteghino va salvaguardato, e con essi gli incassi e forse qualche premio su qualche Lido rinomato. Ma nel pallone il caro Presidente TIRA ancora un po’ la cinghia.
Al momento (sottolineo al momento oggi 2 settembre) il Napoli sembra di nuovo 10 gradini sotto le eterne favorite del campionato: Inter, Milan e Roma. A cui, nonostante la depressione e le indecisioni di mercato dovrebbe aggiungersi quella “antipatica” della Vecchia Signora.
Ma bisogna aver fiducia, sono arrivati calciatori attempati e giovani dal fisico possente, chissà, il dubbio resta sempre se saranno in grado di sopportare la solita vecchia pressione del San Paolo, vedrete sarà una delle prime scuse se le cose dovessero andare un po’ maluccio, ma bisogna essere ottimisti, siete con me?
Aurelio sussurra che l’Europa league gli interessa poco o niente, ma mentre le “grandi” importano i vari Ibra, Roubino, Borriello, il Napoli manda via dal parco attaccanti l’amatissimo e utilissimo Quagliarella, per giunta darlo ad una potenziale concorrente per il 4° posto (ultimo accessibile) all’Europa che conta, e forse dal 2012 non basterà più.
Ed allora come può il Napoli accedere in TEMPI BREVI (come spera il presidente) lì dove i sogni dei tifosi diventano più intensi? Lì dove il Dio denaro la fa davvero da padrone?
Al Milan sembravano rassegnati a ricominciare un ciclo dopo anni di vittorie, mestamente, umilmente, a testa bassa, col Cavaliere ormai sull’orlo di una crisi d’affetto per il suo amato costoso giocattolo pallonaro, con Galliani che perdeva peso e coi tifosi inferociti dal dover subìre per il 6° anno consecutivo lo strapotere di Moratti.
A Roma Rosella Sensi, se ci fosse stato un rogo disponibile, altro che Giovanna D’Arco, avremmo riscritto la storia di un'altra eroina immolata alla volontà del popolo romanista, che non ha mai dimenticato la forza politica e morale di papà Franco. Altro che UNICREDIT…solo CREDIT per la Capitale!
ED INVECE? MIRACOLO!! Come pecorelle smarrite e denutrite sono venuti fuori migliaia di tifosi, supporter, simpatizzanti, tifosi doc a idolatrare calciatori (Ibra sponda Inter) e Borriello(lontanissimo nei piani giallorossi) che solo mesi prima avrebbero a dir poco fischiato e deriso.
Il pallone è davvero materia indecifrabile, aereoporti strapieni e piazze dalle lacrime facili a urlare l’idolo di turno, lontano mille miglia dai cuori di quei tifosi solo poche settimane fa.
Vivvaddio almeno rivalutiamo il popolo azzurro che venne quasi descritto una “macchietta” negli anni 80 quando al San Paolo arrivò un certo…si ricordo bene…Diego Armando Maradona!
Almeno Diego NON BACIAVA MAGLIE a destra e a manca, la sua tappa europea il Barcellona risultò indigesta a lui e ai tifosi che pur lo amarono, non andò gironzolando per il Continente per poi venire a svernare a Napoli. Eppure tutti (stampa, critica, sapientoni) diedero i colori che volevano a quell’affetto nato in modo così naturale tra la gente partenopea e colui che era il più GRANDE calciatore del momento.
Immaginate se anche con Diego, Napoli non avesse vinto, solo Moratti era capace di non suicidarsi ed aspettare decenni e qualche miliardo di euro prima di arrivare a quello che Diego ha fatto per molto meno, vero Ferlaino? Ah che tempi, Vi prego, mi suda la penna in mano (bugia!!).
Il calcio è cambiato lo sappiamo, è storia vecchia, di nuovo e sempre c’è solo il fatto che il tifoso vuole, o meglio vorrebbe sempre vincere. E quando il Presidente Aurelio dice a pieni polmoni: “Gli altri hanno voluto fare i fuochi d’artificio”, beh noi in coro rispondiamo:
“Presidè l’importante e che la MICCIA non resti in mano a noi….!
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