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Ct Ungheria su Allegri: "Napoli è una big e serviva allenatore da curriculum"

Ct Ungheria su Allegri: "Napoli è una big e serviva allenatore da curriculum"
Oggi alle 12:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Marco Rossi, ct Ungheria, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB. "Mondiali? All'inizio è sempre difficile dare dei giudizi, però mi sembra di vedere delle partite interessanti. Non le ho viste tutte dal vivo perché di notte bisogna anche dormire, poi magari si riguardano durante il giorno. La cosa che si può dire è che ci sono partite interessanti, più divertenti di tante altre che abbiamo visto in altri Mondiali, con il tentativo di offrire un calcio piuttosto propositivo. Al momento lo trovo interessante e, per certi versi, anche divertente."

"Squadre rivelazione? Bisogna fare dei distinguo. La geografia del calcio sta cambiando e vediamo squadre come il Marocco e il Giappone che sono assolutamente tra l'élite. Se la giocano alla pari con tutti. Però queste sono le eccezioni che confermano la regola. Se il calcio europeo occupa circa la metà dei primi 50 posti del ranking FIFA, significa che con ogni probabilità, se ci fossero state più squadre europee al Mondiale, forse non avremmo visto certi risultati molto pesanti. C'è ancora una differenza tra alcune squadre europee e altre che rappresentano parti del mondo non allo stesso livello. Per questo motivo credo che un Mondiale a 48 squadre sarebbe più veritiero con una presenza maggiore di nazionali europee."

"Italia fuori dal Mondiale? L'ho detto tante volte: secondo me si sono verificate una serie di circostanze. È chiaro che non si può ridurre tutto all'episodio o alla sfortuna, perché se non partecipi a tre Mondiali consecutivi ci sono ragioni più profonde. Però credo che sia stato anche un caso. Sono dodici anni che l'Italia non partecipa a un Mondiale, ma penso che dal prossimo in poi tornerà a parteciparvi con continuità, come ha sempre fatto nella sua storia."

"La favorita? È difficile esprimere una favorita così su due piedi. Sulla carta credo che la Francia sia la squadra più forte e quindi è doverosamente tra le principali candidate. Poi ci sono Brasile e Argentina e c'è sempre spazio per una sorpresa: abbiamo visto il Marocco, io dico anche il Giappone. Non dimentichiamoci dell'Inghilterra e della Germania, che alla fine arriva sempre vicino ai traguardi importanti. Credo che ci saranno più o meno i soliti noti, con una o due sorprese. Se devo fare un solo nome, dico Francia."

"Tanti italiani sono ct? Credo che intanto ci sia da fare una distinzione tra allenatori giovani e giovani calciatori. Molti tecnici sono sempre più orientati all'impiego dei giovani perché tutti sappiamo quanto entusiasmo e quanta freschezza atletica possano portare. Nel calcio di oggi questa è una risorsa che può essere, sempre più spesso, anche più importante dell'esperienza. Per quanto riguarda gli allenatori, rimango del parere che, al di là della carta d'identità, molto dipenda dalle relazioni che si hanno e dal supporto mediatico che si può ricevere. In una parola, direi che la differenza la fanno le relazioni."

"Allegri-Napoli? Da quello che ho letto, senza voler fare il democristiano, dico quello che penso. O si decide di guardare il curriculum oppure no. Baldini ha detto giustamente che per allenare la Nazionale italiana serve un certo curriculum e io concordo. Se il curriculum conta, allora è importante che il Napoli prenda un allenatore di fama, che ha vinto più o meno ovunque sia stato, al di là della qualità del gioco che le sue squadre normalmente offrono. Se invece questo non è importante, allora si può puntare su un allenatore giovane, senza un grande passato e senza una grande bacheca. Però Napoli è diventata una piazza talmente importante e prestigiosa che credo serva curriculum, proprio come per la Nazionale italiana. A Napoli devi prendere un allenatore conosciuto almeno a livello nazionale, se non europeo o mondiale."