Napoli e Diego, 6 e 50 li vogliamo giocare?
SEI: Il Napoli compie “6 anni”, quello di Aurelio, quello della rinascita, quello della speranza di riavere tra le mani il giocattolo tanto amato dal popolo azzurro, strappato via dalla giustizia sportiva & derivati.
Quel Napoli senza palloni io l’ho vissuto da vicino, mi aggiravo tra i campetti di Paestum e avevo difficoltà a riconoscere i volti dei ragazzi in maglia azzurra, era più facile riconoscere i colleghi delle TV o delle radio o della carta stampata che i futuri protagonisti in campo.
Anche il nostro, anzi ,Vostro portale era in embrione, ma come il Napoli ha fatto passi da gigante, grazie alla passione e all’impegno di tanti ragazzi che hanno accompagnato gli azzurri dalla mesta e fredda serie C al ritorno in massima serie.
Quanta rabbia e costernazione, ma anche imbarazzo quando il Napoli se ne tornava sconfitto dai campetti di periferia, dai campi dove svettavano fieri i campanili delle chiese che il chiasso dei tifosi in parte occultava. Una fatica a trovare aggettivi o sostantivi non troppo edificanti o esaltanti quando dovevi commentare gare con squadre (alcune storiche), ma tantissime introvabili nei tragitti tradizionali!
A guidarlo c’era Mister Ventura che, ironia della sorte sarà in panchina domenica sera al San Paolo ma a guidare però la formazione avversaria. Quel Bari sfacciato e stracarico di giovani promesse pronto a ridire la sua, ma ne parleremo venerdì.
Sono passati 6 anni ma sembrano 66, forse perché di mezzo c’è stata “Calciopoli” dove per fortuna il Napoli è passato indenne, è questo forse ha aiutato quel progetto di rinascita che ad oggi vede parzialmente soddisfatti i supporter del ciuccio.
Il Napoli è ancora lontano dalle vette ambite, troppo forte è il gap che lo divide dalle solite 3 grandi, o 4 fate Voi, ma di sicuro si è assestato tra quelle in grado di dare fastidio, molto fastidio al…prossimo!
CINQUANTA: Cifra tonda per il più grande campione del calcio dei tempi moderni, Diego Armando Maradona compirà a fine ottobre 50 anni, ed il suo più grande desiderio è quello di festeggiarli al San Paolo con i tifosi e quei vecchi compagni che lo accompagnarono nella più grande sfida pallonara che Napoli abbia mai vissuto, ovvero la vittoria del PRIMO scudetto all’ombra del Vesuvio. Impresa addirittura riuscita 2 volte, ma poi per una serie di erroracci e grandi superficialità, quel progetto di vittorie si interruppe in modo diciamo…strano?
L’eventuale festa attira ancora più attenzioni dopo il Mondiale sudafricano appena finito, mondiale che nonostante la bruciante eliminazione dell’Argentina, ha visto protagonista come personaggio assoluto in panchina proprio il Diego ritrovato. Quello lontano da cliniche e risse, lontano da depressioni e voglia di farla finita.
Se il calcio fosse una equazione perfetta, chi mai potrebbe sedere sulla panchina azzurra se non colui che ha fatto urlare, piangere di gioia, vibrare il cuore al massimo dei giri di migliaia di tifosi sparsi in mezzo mondo.
E presto per fare gli auguri a Re Diego, ma certo è che se il Napoli potesse trovarsi in classifica tra qualche giornata in posizioni di prestigio, la festa assumerebbe meno il sapore della nostalgia.
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




