Allegri-Napoli, Ravezzani: "Scelta conservativa di ADL. Ma al Milan non ha fallito"
Fabio Ravezzani, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Un suo parere sulla scelta di De Laurentiis di affidare questa bollente panchina post Conte del Napoli a Massimiliano Allegri?
"Beh, una scelta conservativa secondo me posso dire di buon senso, cioè io credo che Napoli sia entrato ormai nell'ottica del grande club e il grande club vuole un allenatore che sia capace di reggere certe tensioni, di badare al sodo. Chiediamoci perché il Real Madrid prende Murigno, perché il Brasile vuole Ancelotti, lo stesso Conte che quando è stato preso dal Napoli, cioè sono allenatori secondo me esperti che non cercano di fare il gioco scintillante che ha un enorme rischio, perché se voi pensate a quello che è successo alla Juventus che prese Fabregas della situazione, cioè Tiago Motta, salvo poi scoprire che in un grande club ha fallito, ecco questo vi fa capire che la scelta di De Laurentiis è la scelta che fa il proprietario, il presidente di un club ormai che è entrato in una dimensione più grande rispetto a quella di prima."
I tifosi del Napoli si aspettavano una scelta diversa da parte di De Laurentiis con un allenatore 'giochista' e giovane.
"Si, ma ci sta, voglio dire chi è che non vorrebbe, come dire, la botte piena e la moglie ubriaca? Vorremmo un allenatore che fa vincere e che gioca un calcio offensivo, pratico. Diciamo però che quando ci hanno provato per esempio il Milan, perché comunque la scelta di Fonseca di due anni fa, parliamo ancora prima di Giampaolo, i giochisti, ecco no? E poi non è finita bene, cioè per un Fabregas che sfonda nel Como e ci sono tanti piccoli Fabregas che invece vanno male in altre squadre, ma soprattutto il grande club con una piazza molto insofferente, come il Napoli, ma come la Juve, come il Milan, come l'Inter, si accolla un bel rischio. Non a caso è andato via Spalletti, il Napoli ha avuto un'annata pessima cercando comunque di mantenere un gioco brillante e Conte che ha fatto, ha vinto con un calcio molto prudente. I due anni di Conte al Napoli sono stati anni di calcio non scintillante, però molto concreto e questo credo che voglia continuare a fare De Laurentiis, è stato così."
Maresca va al City, Iraola al Bournemouth, Xabi Alonso al Chelsea, insomma grandi club poi puntano anche su allenatori che o non hanno mai vinto, o comunque hanno vinto poco. Perché secondo lei questa cosa? Un ambiente, società italiane meno coraggiose?
"No, no, è una buona considerazione. Io credo che ci sia una cultura sportiva in Inghilterra molto diversa, cioè in Inghilterra l'insuccesso è tollerato. Tu non vai bene, sballi la stagione, però poi proponi qualcosa di nuovo, ma non dimentichiamo anche qui che Iraola, tutto quello che volete, Manchester United che ha provato più di un giochista ed è andato malissimo, ed è in una crisi terribile. Ripeto, giocare bene è sicuramente un plus, un'opportunità in più. Io ho una scuola che vince e pratica un calcio offensivo con tutte le partite 5 a 4. Sì, va benissimo, ma se poi l'italiano lo prende il Bologna, perché se va male il Bologna non si qualifica magari neanche per l'Europa League, va bene uguale, è stato così."
Che allenatore è oggi Allegri? Che impatto potrà avere su Napoli? Che cosa servirà a questo Napoli dopo Conte per continuare a far bene?
"Guarda, io intanto non considero del tutto fallimentare l'esperienza di Allegri nel Milan. Cioè il Milan finisce all'ottavo posto, dopo essere finito all'ottavo posto vende i due giocatori, anzi tre giocatori diciamo più appetibili che aveva in rosa e li sostituisce con dei giocatori meno importanti. Quindi tu sei arrivato ottavo, hai venduto i migliori e dici però se non arrivo tra le prime quattro anzi magari vinco lo scudetto ho fallito. Mi sembra chiedere un po' troppo, pretendere un po' troppo ecco e quindi tutto sommato dire che Allegri ha fallito nel Milan, in quel Milan, con quella squadra, con un quarantenne a centrocampo."
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