AIA, Nicchi: "Gli arbitri sono quelli più a rischio. Ripartiremo se ci saranno le condizioni"

Marcello Nicchi è intervenuto a La Domenica Sportiva in onda sulle frequenze Rai per parlare di una possibile ripresa dei campionati
06.04.2020 07:15 di Carmine Ubertone Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
AIA, Nicchi: "Gli arbitri sono quelli più a rischio. Ripartiremo se ci saranno le condizioni"

Il Presidente dell'AIA Marcello Nicchi è intervenuto a La Domenica Sportiva in onda sulle frequenze Rai per parlare di una possibile ripresa dei campionati: "Sento parlare di tutto e di più, come se il campionato iniziasse domani, e non ho sentito proposte serie a tutela degli arbitri, motore determinante per la ripartenza"

INTERROGATIVI - "Siamo rispettosi, in attesa delle decisioni del Governo: gli arbitri lavorano atleticamente indoor con gli strumenti a disposizione. Prima di passare alla fase due o tre, bisognerà preoccuparsi. Gli arbitri, senza protezione, sono i più a rischio: le società si spostano con i mezzi del club, in gruppo, su vetture sanificate. Gli arbitri si muovono da soli, frequentano aeroporti e stazioni ferroviarie. Va ponderato bene tutto: non è pensabile di mandare gli arbitri allo sbaraglio se non ci sono le condizioni per una ripartenza. La prossima credo che sarà una settimana determinante per capire di più. Lavoriamo per essere pronti, ma come non lo sappiamo. Ci sarà il VAR o no? Le trasferte saranno più lunghe o più corte? Ripartire è auspicabile, ma bisogna farlo tutti con lo stesso obiettivo".

PROBLEMI - "Sono deluso, il problema arbitrale è passato in secondo piano. Noi abbiamo voluto aprire una finestra su quello che sta accadendo. Ora non c'è bisogno di farre proclami. Ognuno di noi ha la passione, le decisioni le deve prendere il presidente Federale. Prima di ripartire bisogna capire quando ci daranno la possibilità di muoverci".

VAR - "La Var in alcuni casi si svolge in furgoni o in ambienti angusti. Le distanze di sicurezza di un metro non ci sarebbe. Spero ciò non accada e che ci diano stanze sanificate. Il problema è nel campo dilettantistico. Bisogna cominicare a pensarci subito, se dovessimo partire domani noi non saremmo pronti"