Bellinazzo: "Cammino in Champions fondamentale per il Napoli, tradito il principio del FPF!"
Su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il giornalista del “Il Sole 24 Ore” Marco Bellinazzo: "È la prima volta che viene applicata la nuova normativa vigente sul mercato, è normale che ci siano dubbi e incertezze. L’insieme delle operazioni che fai sul mercato deve fare in modo che alla fine tu non abbia speso un euro in più rispetto all’inizio del mercato. Quindi, devi sommare tutti i costi ulteriori sia in termini di ingaggio che di ammortamento nel caso tu faccia degli acquisti del cartellino per sottrarre tutto quello che hai risparmiato in termini di giocatori che hai venduto o ceduto in prestito, non avendo più il costo dell’ingaggio nei successivi mesi dell’anno.
Questo è il paramento da seguire, considerando il tema del prossimo controllo che si chiude in funzione del mercato estivo che ha come deadline il 31 marzo 2026 in cui applicando gli stessi parametri di ricavi e di costi non devi stare più sotto l’80%, ma al 70%.
Quello del Napoli è un mercato a saldo zero che deve tener conto della possibilità o meno di andare avanti in Champions che ti permetterà, nel caso la squadra azzurra riuscisse ad andare avanti in questa edizione della Champions League, di mettere a budget nelle stime di ricavi degli emolumenti che fanno scendere il parametro in modo che non devi risparmiare oltre quello che è dettato dall’obbligo del saldo zero delle operazioni di calcio mercato. È fondamentale che il Napoli vada avanti in Champions per avere più margine di manovra e le condizioni in cui ci arriva sono preoccupanti non solo per il campo ma anche per i conti del club che deve stare dietro a questi paramenti. Il Napoli ad un certo punto può anche decidere di saltare, facendo una ricapitalizzazione visto che i fondi sufficienti ci sono. Anche se De Laurentiis non vuole incidere sul patrimonio netto del Napoli, d'altro canto le spese fatte quest’estate sul mercato e i criteri di ammortamenti che utilizza la squadra azzurra che incidono nei primi anni impongono determinate scelte qualora il campo non darà certe risposte e non si voglia essere bloccati anche per il prossimo calciomercato.
Napoli come il Pisa? La società azzurra può seguire l’esempio di quella toscana, dipende chiaramente da qual’è il livello di gap che è stato certificato dalla commissione, ma che non credo sia superiore al patrimonio netto del Napoli che è di gran lunga superiore ai 100 milioni di euro. Questo tipo di scelta si poteva fare, ma il Napoli ha preferito lavorare su altre strade poiché sembrava che certi giocatori dovessero rientrare e, invece, l'infermiera si è infoltita. Da quello che mi risulta, questa possibilità c’era e c’è tuttora, quindi puoi colmare il gap e operare sul mercato. Evidentemente sono state fatte altre scelte dalla proprietà e dalla dirigenza del Napoli dettate dalla convinzione di poter stare sotto il saldo zero con le operazioni da fare e di poter andare a contare su maggiori ricavi derivanti dalla Champions e fare certe scelte con più lungimiranza quest’estate.
Il cambiamento della regola rispetto all’indicatore di liquidità, che era stato usato la scorsa estate e che non avrebbe avuto impatti sul mercato del Napoli poiché la società è più solida rispetto alle altre che ci sono in Italia, ha danneggiato il club soprattutto per il fatto che questa norma non è stata applicata con la stessa completezza di tutte le altre norme del Fair Play finanziario dell'UEFA, andando a vedere i risultati degli esercizi economici e considerando che negli ultimi tre anni il Napoli ha fatto circa 120 milioni di utili quando il limite di perdita al mese per i club era 60 milioni mentre questa norma sarà applicata integralmente tra due anni in Italia.
A mio avviso si è fatta molta confusione tra le norme UEFA e si è creata una situazione ingiusta per i club calcistici poiché è stata fatta anche la scelta di non applicare dei criteri contabili per l’iscrizione ai campionati professionisti e vediamo quello che sta succedendo quest’anno. Invece, è stata introdotta una sola regola del blocco del mercato che è stata applicata in maniera specifica in un determinato arco temporale e da sola senza contare altri fattori di bilancio con il rischio di creare incongruenze come il tanto decantato Como che, anche se sta facendo un bellissimo percorso in campionato, il 30 giugno di 2025 ha perso 105 milioni con una proprietà multimiliardario in Indonesia che può ripianare le perdite, immetendo capitale che nell’ambito UEFA non puoi fare e generando un determinato dislivello che è incongruo rispetto al principio su cui il fair play finanziario si basa sia in Italia che in Europa: rendere i club e le squadra il più possibile autonome dalla ricchezza delle proprietà.
Giusto o sbagliato che sia rispetto alla possibilità di alcuni club di crescere in funzione delle corazzate aristocratiche del calcio europeo, il principio del fair play era questo: non consentire l’immissione di capitale da parte di proprietà ricchissime che falsano l’equa competizione. Avendo applicato questa sola regola e consentendo l’immissione di capitale per recuperare il gap stiamo tradendo l’originario principio del fair play finanziario UEFA. Dopo di che, si può cambiare tutto, ma il tema centrale deve essere quello di introdurre regole contabili che garantiscano la sostenibilità e la crescita dei club senza dare spazio alla ricchezza illimitata di determinate proprietà.
Copenhagen-Napoli? Non la vedo benissimo per gli azzurri per quelle che sono le premesse, ma ci sono stati degli snodi fondamentali nel corso di questo campionato mentre il Napoli aveva l’infermiera strapiena in cui la squadra partenopea ha sorpreso sempre in positivo. Mi aggrappo a questi precedenti con la speranza che si possa materializzare un risultato positivo che è indispensabile per tante ragioni".
UEFA Champions League 2025-2026
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