Fedele: "Conte non è un manager, è il direttore del personale"
L'ex dirigente sportivo Enrico Fedele è intervenuto ai microfoni di 'Febbre a 90', su Vikonos Web Radio/Tv: "Possiamo dire che questa è una stagione di grandi rimpianti per il Napoli? Fino ad un certo punto, il Napoli aveva molte aspettative, io però non approvavo la campagna acquisti, mancava il sostituto di Kvara, di Anguissa e Di Lorenzo, gli infortuni hanno portato all’eliminazione dalla Coppa dei Campioni e dalla Coppa Italia. Sì, è stata vinta la Supercoppa, la qualificazione alla prossima Champions è certamente l’obiettivo principale ma mi sembra il minimo sindacale".
Battere il Lecce per provare anche a mettere nel mirino il secondo posto?
"Prima di tutto bisogna blindare la classifica, il Napoli e terzo e dietro ci sono Como, Roma e Juventus, in ogni caso sì, il secondo posto è ancora possibile ma è un campionato non esaltante, si poteva fare molto meglio".
Sugli infortuni:
"C’è stato un superlavoro in ritiro, questo è fuori discussione. Il Napoli poi ha un’età media altissima, lo staff medico comunque è lo stesso da anni, a fine stagione bisognerà fare riflessioni non campate in aria e ognuno dovrà assumersi le responsabilità. Senza dare la colpa a nessuno, ci mancherebbe, ma da esseri umani si può sbagliare".
Il Napoli ha scelto un direttore del personale
"Conte era un giocatore di grande fatica, anche da allenatore ha portato questo insegnamento, lui entra nella testa dei suoi calciatori, ma non è un manager. Conte è il direttore del personale, scelto però dalla società".
Alisson Santos?
"Molto interessante, i cavalli vincenti si vedono al traguardo. Le premesse però ci sono tutte”.
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