Ulivieri: "Mi sono opposto alle dimissioni di Gravina per un motivo preciso"
Oggi su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l'allenatore e Presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Renzo Ulivieri. Di seguito le sue parole: "Ho sempre rispettato chi la pensava diversamente da me, soprattutto per un motivo: quelle persone venivano a lavorare. Io rispetto tutti i lavoratori. Io e Totò Iuliano siamo stati amici e lo siamo tutt’ora. Gli volevo bene e gli voglio bene ancora adesso.
L’incontro tra l’Associazione Italiana Calciatori e l’Associazione Italiana Allenatori e i rispettivi candidati alla Presidenza della FIGC è durato circa 40/45 minuti. Nel corso dell’assemblea abbiamo trattato in ordine generale quelli che sono i temi che poi andremo ad approfondire meglio nelle sedi opportune e nei prossimi incontri. Ci tengo a chiarire che un candidato non è in vantaggio sull’altro.
Giovanni Malagò lo conoscevamo poco e relativamente, solo di vista, poichè ci eravamo incontrati solo alcune volte come Presidente della FIGC. Quindi era opportuno capire quali sono i suoi programmi e i suoi piani per la Presidenza della FIGC.Abete lo conoscevamo meglio ed è stato più semplice parlare con lui poiché lavoriamo insieme da sempre e parliamo la stessa lingua.
Quello che è avvenuto è stato un primo incontro faccia a faccia con i candidati alla presidenza della Federazione. A questo ne succederanno altri, ma incominciamo a capire in linea generale quali sono gli argomenti principali.Io non conosco lo scenario futuro e non so neanche chi tra Malagò e Abete sia l’uomo giusto per ricoprire il ruolo di presidente della FIGC. Io conosco solo gli scenari passati.
C’è stato anche la proposta di candidare un ex calciatore, ma l’Associazione Nazionale Calciatori, a partire dalla Lega Dilettanti, non poteva farlo poiché non si poteva candidare un soggetto che proveniva dal Sindacato dei Calciatori
Quello che possono garantirvi è che quello che cercheremo di fare e le proposte che avanzeremo saranno nell’interesse della Federazione e del calcio italiano. Se queste esigenze coincidono con le associazioni allora potremo proseguire in un percorso nuovo.
La prima misura che adotterei riguarda l’obbligatorietà da parte di un allenatore che allena le nazionali giovanili e ogni squadra della Serie A di aver conseguito il diploma. I bambini e i giovani devono essere seguiti da un'insegnante, un docente o un istruttore che abbia studiato e che sappia quello che deve fare.
Io mi sono opposto alle dimissioni di Gravina perché abbiamo lavorato insieme e non ci sembrava giusto lasciarlo proprio nel momento più difficile. Avevamo persino due consiglieri federali all’interno del consiglio direttivo della FIGC. Noi abbiamo condiviso il lavoro di Gravina, quello che non siamo riusciti a fare è dovuto a due ostacoli che sono difficili da superare: la volontà delle leghe e le leggi dello stato. Per questo, non ci sembrava giusto abbandonarlo poiché ognuno di noi deve prendersi le responsabilità di quello che è accaduto come è giusto che sia.
Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo partire dalle nazionali giovanili. In quel settore le cose funzionano e si vede dai risultati che abbiamo ottenuto. Il punto critico è il passaggio dalle giovanili al campionato di Serie A. Dobbiamo fare in modo che i giocatori che giocano bene nelle nazionali giovanili possano giocare anche in Serie A. Dobbiamo lavorare su questo punto critico e fare in modo che tutto quello che si muove intorno alla nazionale sia eccelso".
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