Podcast

Allegri flop? Plastino: "Mi aspettavo anche peggio! Ha un po' abbandonato il corto muso"

Allegri flop? Plastino: "Mi aspettavo anche peggio! Ha un po' abbandonato il corto muso"
Oggi alle 21:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Michele Plastino analizza il momento del Napoli e si sofferma sul futuro di Kevin De Bruyne: "Non credo che lascerà".

Michele Plastino, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Quando parte un meccanismo di ringiovanimento, come abbiamo visto tante volte anche in altre società, dietro c'è sempre anche una volontà di risparmiare. Non ci sono acquisti roboanti di calciatori esperti e con i giovani diventa più semplice realizzare eventualmente delle plusvalenze. L'aspetto positivo è che potremmo vedere qualche ragazzo interessante e questo sarebbe importante sia per il Napoli sia per la Nazionale".

Come giudichi il primo momento realmente complicato di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli?
"Devo dire che pensavo anche peggio. In realtà alcuni ostacoli li ha già superati, soprattutto quello della grande diffidenza che esisteva nei suoi confronti. Partecipando anche a diverse chat con colleghi, mi sembra che questa diffidenza sia un po' diminuita".

Credi che Allegri abbia modificato qualcosa anche nella sua proposta di gioco?
"Sì. Forse ha un po' abbandonato il famoso 'cortomuso'. Una volta, quando l'ho incontrato, gli consigliai scherzosamente di utilizzare il naso lungo invece del cortomuso. La squadra oggi viene messa in campo anche con criteri che cercano maggiormente lo spettacolo. Non vedo più quell'Allegri esclusivamente difensivo che avevamo conosciuto e credo che anche i tifosi del Napoli se ne siano accorti".

Eppure il malcontento resta, soprattutto per i risultati e per i pochi gol segnati. C'è ancora prevenzione nei confronti dell'allenatore?
"Secondo me sì, una parte di prevenzione continua a esserci. Chiaramente i risultati incidono e il Napoli ha raccolto pochi punti rispetto alle aspettative, ma credo che alcuni giudizi siano ancora condizionati dalla diffidenza che accompagnava Allegri già al suo arrivo".

La sosta può rappresentare il momento giusto per cambiare passo?
"Questa è la speranza e credo che ci sia anche un fondo di verità. La sosta arriva nel momento perfetto per ricostruirsi. Allegri deve lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori, oltre che sulle gambe. Questo può essere fondamentale per ripartire".

Passando a De Bruyne, credi davvero che possa lasciare Napoli al termine della stagione?
"Bisognerà vedere. De Bruyne ha fatto anche dichiarazioni molto belle di attaccamento dal ritiro del Belgio. Se la volontà del giocatore sarà quella di continuare e ci saranno le condizioni economiche per farlo, io non sono così convinto che lascerà Napoli".

Quindi eserciteresti l'opzione per trattenerlo anche per un'altra stagione?
"Per me il Napoli non dovrebbe farne a meno. È una presenza importante ed è un calciatore estremamente duttile. Può occupare diverse posizioni a centrocampo e proprio per questo è uno di quei giocatori che qualsiasi allenatore vorrebbe avere nella propria squadra".

Finora, però, De Bruyne ha realmente fatto la differenza?
"Dire che abbia fatto la differenza forse è troppo, perché finora non l'ha realmente fatta. Però è uno che si nota e la sua presenza pesa. Non è il calciatore che prende il pallone, salta cinque avversari e va a segnare, ma è uno che facilita la manovra e il gioco della squadra".

Viene spesso criticato anche per il contributo senza palla. Sei d'accordo?
"No, per niente. Io ho sempre sostenuto che i grandi giocatori tecnici mostrino la propria qualità non soltanto quando hanno il pallone. La tecnica significa anche capire prima ciò che farà l'avversario, leggere una situazione e intuire dove finirà il pallone. De Bruyne sa anche recuperarlo".

Quindi non lo consideri un giocatore che si risparmia nella fase difensiva?
"Assolutamente no. È anche un lavoratore. Attenzione, però: quando diciamo 'onesto lavoratore' sembra quasi che si parli di un giocatore soltanto generoso e poco tecnico. Lui invece è entrambe le cose: lavora tanto ed è tecnicamente molto bravo. Per me è un calciatore completo".

In Serie A si segna di più e il tempo effettivo è aumentato. Ti piace la nuova interpretazione arbitrale che tende a lasciar giocare maggiormente?
"Sì. Naturalmente se c'è un fallo evidente deve essere fischiato, ma tutti quei piccoli contatti che in passato interrompevano continuamente il gioco è giusto lasciarli correre. Secondo me questo ha contribuito al risveglio del campionato italiano. Direi che il merito è molto degli arbitri e un po' meno di calciatori e allenatori".

Dopo questo avvio lento consideri ancora il Napoli una squadra da primi tre posti?
"Sì, perché guardando anche le altre squadre credo che sia ancora tutto possibile. Sono abbastanza fiducioso da questo punto di vista. Non vedo nessuna formazione capace di uccidere il campionato, neanche l'Inter che sulla carta può essere considerata una delle principali candidate. Anche l'Inter ha mostrato momenti di difficoltà. Per questo credo che il Napoli possa ancora stare nelle prime tre".