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Mignano: “Il Napoli è triste dentro, Allegri dia le chiavi della squadra a De Bruyne”

Mignano: “Il Napoli è triste dentro, Allegri dia le chiavi della squadra a De Bruyne”
Oggi alle 21:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Raffaele Mignano: azzurri da proteggere, fiducia in De Bruyne e sosta decisiva per ritrovare serenità.

Il giornalista Raffaele Mignano è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare il momento degli azzurri, le difficoltà incontrate in questo avvio di stagione e il lavoro che attende Massimiliano Allegri durante la sosta.

Come descrivi questo momento delicato del Napoli e come se ne esce?
“Ascoltando anche simpaticamente tutti gli interventi dei tifosi c’è questa straordinaria voglia di invertire la rotta e di cambiamento, anche nelle più fantasiose delle ipotesi, ma nasconde secondo me, a livello emotivo, a livello passionale dei tifosi stessi del Napoli, questa straordinaria, prorompente forza di voltare pagina e di proiettarsi verso una ripresa del campionato in maniera un po’ più ottimistica e magari con qualche risultato in più”.

Cosa ti è piaciuto finora del Napoli e cosa invece può essere migliorato già dalla prossima partita?
“Io sono della linea di pensiero che tracciare già dei bilanci sia ancora prematuro, fermo restando che il campionato in queste prime giornate ha espresso comunque delle potenzialità, soprattutto per quello che riguarda le differenze tra i top e i flop delle squadre finora impegnate. Nel Napoli mi è piaciuta in qualche modo questa volontà di non arrendersi, nonostante la, ahimè, manifesta fino a questo momento inferiorità rispetto alle altre concorrenti per dei posti d’onore nel campionato, per usare questo termine molto sottile. Ci sono note positive e negative, chiaramente. La nota positiva evidentemente riguarda qualche singolo. Mi riferisco al Favasuli di turno, che ha dimostrato subito di essere entrato nel DNA di questa squadra e di poter dare un contributo importante quest’anno e non solo, in prospettiva anche futura. Ha portato in dote l’entusiasmo, la voglia di far bene, la voglia di correre, la passione, il coraggio e anche, tra virgolette, quella che noi tutti definiamo un po’ così simpaticamente la fame di arrivare comunque a dei risultati, a dei grandi traguardi. C’è ancora un po’ l’enigma tattico di Vergara, nel senso che io punterei molto su questo giocatore che, tra l’altro, ha la grande opportunità di mettersi in mostra in questi giorni in occasione della Nations League e quindi credo che farà, nel caso in cui dovesse essere chiamato in causa, anche bene. Però c’è l’equivoco tattico, nel senso che evidentemente la sua presenza, la sua posizione in campo va a contrastare con quella di altri calciatori, vedi De Bruyne in primis, nel modulo che sta adottando Massimiliano Allegri. Ovviamente mi è piaciuta la formula del doppio play fino a questo momento, con Lobotka e Gilmour che si danno da fare e che riescono a portare avanti un discorso tattico e anche di esperienza. Un Napoli che, al di là di quello che sento, di quello che leggo e di quello che si dice, non credo sia vittima comunque di una carenza prettamente fisica. Penso che il Napoli sia un po’ triste dentro, è un Napoli che non riesce ad emergere a livello psicologico, è un po’ seduto, non so per quale motivo, e sicuramente le polemiche, le critiche, i mugugni e i malumori che arrivano dall’esterno in questo momento assolutamente non aiutano”.

Da quale elemento deve ripartire Allegri per cambiare passo e risistemare la classifica?
“Per quanto mi riguarda è difficile trovare un elemento che possa essere, come dire, il filo conduttore per poter accompagnare la squadra. Ci si aspetta molto ovviamente da Kevin De Bruyne, questo calciatore sul quale Allegri ha puntato molto fino a tenerlo anche per quest’anno, ma fino a questo momento, nonostante tutto, i risultati e comunque le prestazioni non lo premiano e non premiano il Napoli. Io penso che sia un discorso relativamente a quello che riguarda un po’ tutto il gruppo, un gruppo che viaggia ancora tra alti e bassi, ancora preso tra tante voci, un gruppo che non vive sereno, a proposito anche di taluni elementi alle prese con i rinnovi contrattuali. Perché poi bisogna vedere le cose come stanno, non semplicemente quello che vediamo nei 90 minuti, ma tutto quello che è il background che c’è dietro i 90 minuti, che sono solo la punta dell’iceberg di questo Napoli attuale. Diciamo che è un Napoli che vive qualche difficoltà in più rispetto alle passate stagioni e che cerca una via d’uscita. Questa via d’uscita la devono risolvere insieme al gruppo, insieme alla società, con dei momenti di confronto importanti. Non nascondo che mi aspetterei durante questa lunga fase di pausa del campionato anche una sorta di pseudo-ritiro, per fare in modo di cementare questo gruppo, di guardarsi in faccia, di guardarsi negli occhi, per non deludere le aspettative di tanti tifosi .In un anno che, non è retorica ma lo voglio ricordare, era partito alla grande con le grandi feste e i grandi momenti del centenario e che invece in questo momento si sta trasformando semplicemente in un momento un po’ asettico, dove i tifosi non sanno ancora esattamente di che pasta è fatto il campionato”.

Il Napoli ha segnato soltanto sette gol nelle prime sei giornate. Allegri deve lavorare soprattutto sulla produzione offensiva?
“Certo, la vostra analisi collima tranquillamente con quella che è la realtà dei fatti. È chiaro che addentrarsi comunque a livello di analisi e di critica in questo momento nelle questioni tecnico-tattiche di come viene utilizzato, ad esempio, Hojlund o quant’altro, diventa un po’ problematico, perché è ancora un po’ presto per capire, ripeto ancora una volta, cosa Allegri abbia veramente in mente. Un Allegri che a un certo punto, passatemi questa cosa, magari farà anche un po’ ridere, ma mi sta dando l’impressione di un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro. Cioè non riesce a mostrare, almeno apparentemente, il suo posto, la sua dinamicità, il suo momento in cui riesce ad imporre esattamente le sue idee, la sua personalità, la sua esperienza a controllo di un gruppo che di personalità e di esperienza ne ha e anche da vendere. Ovviamente sappiamo benissimo il Napoli da quali elementi è composto. Ripeto, mancano le vittorie, mancano i gol di Hojlund. Quindi è un Napoli convalescente in questo momento, che ha bisogno di questo momento di stop del campionato per rimettersi un po’ in sesto. Questa forma simpatica dà solo l’idea di sdrammatizzare un momento che non è assolutamente facile per il Napoli. Ripeto, il campionato ancora non ha dato delle grandi risposte, però è evidente che il Napoli ha bisogno di ripartire, di ripartire bene, di ripartire unito, in gruppo.

E soprattutto, quindi mi rivolgo ai tifosi che sono in ascolto, è un Napoli che va protetto. È un Napoli che non va tutelato: se volete il bene del Napoli, il Napoli va protetto. Dategli tempo, vediamo dove arriva a un certo punto e poi dopo si possono tirare dei bilanci e fare le critiche del caso. Ma adesso proteggete, proteggiamo questo Napoli, altrimenti il futuro diventerà sempre più difficile. Perché non credo neanche che a gennaio possano arrivare tutti questi rinforzi: uno, due, non so, forse tre. Ma voglio dire, i fatti sono questi, il gruppo è questo, l’allenatore è questo e l’andamento è questo. Tra l’altro non dimentichiamo non solo che il Napoli può recuperare sette, otto o nove infortunati, o quanti ne sono, ma dopo la sosta ci sarà una partita ogni tre giorni e comincerà a diventare tutto maledettamente più difficile, perché la coperta è corta. Quindi questo Napoli, ripeto, secondo me va protetto, soprattutto dalle critiche e da tutte le situazioni polemiche che stanno girando, circolando”.

Quale può essere il reale apporto di De Bruyne? Può ancora fare la differenza in una squadra di alta classifica?
“Secondo me sì ed è il motivo per cui De Laurentiis non solo lo ha preso l’anno scorso, ma ha voluto fortissimamente, insieme ad Allegri, riconfermarlo. De Bruyne rappresenta un po’ quello che, almeno dovrebbe rappresentare, il fiore all’occhiello di questo Napoli a livello anche e soprattutto internazionale, perché esporta insieme al Napoli, nell’anno del centenario, anche il brand Napoli. Quindi avere De Bruyne sui campi d’Europa sicuramente vuol dire tantissimo anche in fatto di visibilità e quant’altro. È chiaro che a livello tecnico non si discute, ma evidentemente va inquadrato nel contesto tattico di Allegri in una maniera più idonea alle sue caratteristiche fondamentali, primarie. E soprattutto credo che De Bruyne in questo momento stia soffrendo anche il momento interno del Napoli. Penso che nell’attimo in cui dovesse sbloccarsi tutta la situazione, dovesse tornare, tra virgolette, il sereno dopo tutte queste nubi che aleggiano tra Castel Volturno, il Maradona, i contratti e le cose, De Bruyne secondo me può prendere, è capace, ha tutte le qualità per prendere per mano il Napoli. Penso che Allegri dovrà consegnargli le chiavi del Napoli e dire: ‘Adesso prendi tu la squadra in mano’, perché in campo ci siete voi, chiaramente. Non è compito facile, ma De Bruyne ha le qualità e le caratteristiche per poter riemergere, nonostante l’età e nonostante tutte le critiche che sta ricevendo. Secondo me è uno che può dare ancora molto, però va preso con i guanti e soprattutto va gestito bene”.

A inizio stagione molti consideravano il Napoli subito dietro l’Inter. Dopo queste prime giornate qual è il tuo pensiero?
“Non è dietro l’Inter, mi dispiace dirlo, ma non è dietro l’Inter in questo momento. Nel senso che non è immediatamente dopo l’Inter, è due o tre posizioni dopo in questo momento attuale, perché le altre squadre fino ad ora hanno dimostrato di essere comunque in qualche modo più in palla, chiamiamolo così, rispetto al Napoli. Ho comunque tanto ottimismo che mi induce a poter considerare che, ripeto, questa sosta può solo far bene al Napoli e spero che, risolvendo questioni per quanto riguarda l’infermeria, ma soprattutto risolvendo, spero, questioni che riguardano anche situazioni contrattuali e quant’altro, questo Napoli possa riprendersi e possa entrare alla grande nel giro delle big. Allo stato dell’arte sicuramente è dietro a due o tre squadre, purtroppo”.