Caccavale sicuro: “Allegri vuole tornare alla difesa a tre. Su Vergara...”
Ernesto Caccavale, giornalista ed ex europarlamentare, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città' sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per commentare le ultime dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis e analizzare il momento della squadra di Massimiliano Allegri.
Che cosa pensi delle ultime dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis?
“Tu sai che io sono un grande estimatore del De Laurentiis imprenditore. Credo che sia uno dei più bravi imprenditori che ho conosciuto nella mia vita, ne ho conosciuti tanti a cominciare da Berlusconi, che sicuramente è il numero uno da questo punto di vista, ma credo che De Laurentiis sia nella top five, diciamo, degli imprenditori più bravi che ho conosciuto. Quindi sgombriamo il campo dal fatto delle sue grandi capacità imprenditoriali e i tifosi del Napoli devono solo ringraziare De Laurentiis per quello che comunque ci ha regalato in questi anni. Regalato tra virgolette, ecco, molte virgolette in realtà. Lui ha fatto un’operazione imprenditoriale dove ha guadagnato, lui è uno dei pochi uomini che nel calcio attuale guadagna soldi, essendo presidente di una delle più grandi società di calcio italiane, della terza città italiana con milioni di tifosi in giro per il mondo.
Ebbene, lui è stato capace negli anni di costruire un modello di business che gli ha fatto guadagnare tanti soldi. E quindi io mi tolgo il cappello per questo, vincendo anche dei trofei, gli Scudetti, la Coppa Italia, eccetera. Ma questo è un discorso. Sul De Laurentiis comunicatore sinceramente stenderei un velo pietoso, perché lui quando interviene va a piedi uniti, parlando in modo un po’ scomposto, mischiando anche argomenti diversi, essendo anche poco logico. Il De Laurentiis comunicatore è un elefante nella cristalleria, diciamo così. Infatti il Napoli calcio ha funzionato bene quando De Laurentiis è stato zitto. Quando De Laurentiis è stato zitto abbiamo vinto gli Scudetti, quando De Laurentiis si è messo a esternare, a dire cose un po’ così, mischiando sacro e profano, mettendo tutto nel calderone, le cose sono andate male. Quindi c’è anche una connessione rispetto ai risultati, perché poi alla fine ai tifosi del Napoli quello che interessa sono i risultati del Napoli calcio. Dico che queste esternazioni di De Laurentiis non fanno bene neanche ai futuri possibili risultati del Napoli, della squadra”.
Quando De Laurentiis parla pubblicamente di progetti che riguardano beni comunali ha già raggiunto degli accordi oppure sta semplicemente anticipando le proprie intenzioni?
“Queste esternazioni di De Laurentiis finiscono solo per mettergli contro il sistema, lo Stato, il Comune, la Federazione Gioco Calcio. Nel merito io sono convinto che lui lanci in avanti quelle che sono le sue intenzioni, comunicandole all’esterno senza ancora aver fatto nessun accordo. Perché? Perché lui è convinto, questo è un po’ il suo limite, la boria. Il limite di De Laurentiis è che lui è il presidente del Napoli e il Napoli è molto più che un’istituzione a Napoli. Come sapete benissimo, vale molto di più il Napoli calcio che il Comune di Napoli. Oggi, se un cittadino dovesse scegliere tra il presidente del Napoli e il sindaco di Napoli, non ci sono dubbi: sceglierebbe mille volte il presidente del Napoli. Ha parlato già con qualcuno? Secondo me forse sì, avrà accennato, ma non c’è ancora nessun accordo di nessun tipo. Lui lancia in avanti i suoi obiettivi, le sue ambizioni e le butta lì, sul tavolo del caos, di quello che è il dibattito corrente. Lo mette lì sul tavolo del dibattito perché lui pensa che facendo in questo modo, come dire, pianta la bandiera, mette la bandiera lì e dice: ‘Io sono qua e voglio fare questo’. Questo è il senso”.
Venendo alla squadra, quanto ti preoccupa il momento del Napoli?
“Io sono molto triste, molto triste. Purtroppo ho visto a Firenze delle buone possibilità per fare i tre punti che abbiamo buttato via, come li abbiamo buttati via a Milano. Ora, io sono anche un po’ stufo di questo tiro al piccione contro Allegri. Tu sai, perché ne abbiamo parlato all’inizio, in tempi non sospetti, che io non sono un fan di Allegri. Anzi, in quel momento, quando si diceva Allegri o Italiano, io ero nettamente a favore di Italiano. Con Italiano ci saremmo divertiti, magari perdevamo lo stesso le partite, ma ci saremmo divertiti. Però ora basta con questo tiro al piccione contro Allegri, questo sparare sulla Croce Rossa. De Laurentiis non lo manderà via, anche se continuiamo a sparargli addosso, a meno che non cominciamo a perdere tutte le partite. Lì sarà difficile non mandarlo via. Ma lui vivacchia, vivacchia in questa situazione in cui c’è un accordo tra Allegri e De Laurentiis: lui deve farsi bastare quello che gli è stato messo a disposizione, che non è poco. Per quanto il mercato sia stato fallimentare, sbagliato, diciamo così. Non fallimentare: fallimentare è stato quello dell’anno scorso, diciamola tutta. Il mercato dell’anno scorso è stato fallimentare. I Lucca, i Beukema, i Lang: abbiamo una bella lista di gente che ha fatto comprare Conte che non valeva quei soldi che il Napoli ha dovuto spendere, che De Laurentiis ha dovuto mettere sul piatto. Però, insomma, la squadra non è scarsa. Io ho visto un ottimo Billy Gilmour nelle ultime due partite e Billy Gilmour è uno che non gioca mai. Abbiamo scoperto questo ragazzo, Favasuli, eccetera. Penso che Neres oggi stia molto meglio di quanto non fosse qualche settimana fa e Neres deve giocare a destra, non a sinistra. Deve giocare a destra. Questo è colpa dell’allenatore. Però basta sparare contro Allegri. Adesso è il momento di stringersi attorno a questi ragazzi che secondo me non stanno dando, come direbbe qualcuno più bravo di me, non stanno sudando la maglia, non stanno dando il massimo di quello che possono dare. Io ripeto: i limiti di Allegri, chiamiamoli tattici, strategici, ormai sono evidenti e l’abbiamo detto dal primo giorno. Però ormai abbiamo Allegri, abbiamo questa squadra. Stringiamoci intorno a loro, chiediamo il massimo impegno a questi ragazzi. Alcuni si stanno impegnando molto, altri non molto”.
Come ti spieghi il poco spazio concesso ad Antonio Vergara nelle ultime partite?
“Io sono stato uno dei primissimi, mi ricordo una partita di Coppa Italia l’anno scorso contro il Cagliari nella quale Vergara giocò addirittura nei due di centrocampo. A un certo punto entrò nei due di centrocampo e io mi accorsi subito che questo ragazzo andava lanciato, valorizzato. Un ragazzo che è tecnicamente molto forte e che bisognava far giocare per fargli acquisire esperienza. Poi Conte alla fine l’ha fatto giocare solo perché si erano infortunati tutti. Ora, io penso che Vergara possa e debba giocare, se non dal primo minuto, come secondo me sarebbe anche giusto. Secondo me Vergara può fare due ruoli: con il 4-2-3-1 può giocare sottopunta oppure può giocare come esterno destro, un po’ come dicevo di Neres. Però io lo preferisco sottopunta, Vergara. De Bruyne nel secondo tempo era chiaramente in debito d’ossigeno. A Firenze faceva caldissimo. Non ha giocato male De Bruyne, ma era ovviamente un giocatore di 35 anni con quel caldo afosissimo che c’era a Firenze domenica. Andava tolto come ha tolto Hojlund. Al sessantesimo poteva togliere anche De Bruyne e provare a giocarsi la carta Vergara. Perché Vergara sia così sottoutilizzato bisognerebbe chiederlo ad Allegri. Io penso che sia un grave errore. Il Napoli ha bisogno di giovani, di entusiasmo, di ragazzi che mettono adrenalina. Vedi Favasuli, Vergara e tutto quello che potrà avvenire di nuovo da quelli che sono i ragazzi che sono stati provati. Durante il ritiro di Dimaro c’erano molti ragazzi della Primavera, alcuni erano discreti, mi sembravano anche in grado di potersela giocare. Io proverei a metterli insieme alla prima squadra. Bisogna mettere entusiasmo in questa squadra. Questa squadra è una squadra purtroppo lenta, con poca verve, poca energia. Su questo devo dire che Allegri ha ragione: anche poca cazzimma, per dirla alla napoletana”.
Oltre alle scelte sui singoli, vedi anche un problema nell’atteggiamento generale della squadra?
“C’è un problema di atteggiamento generale, di baricentro della squadra, il fatto che dopo l’1-0 cominciamo a rinculare verso la nostra area di rigore. Non so quanti tifosi del Napoli abbiano in mente che sull’1-0, nonostante avessimo arretrato il baricentro e stessimo già giocando in contropiede nel primo tempo, Hojlund ha avuto una palla clamorosa perché la Fiorentina aveva perso palla a centrocampo. Poteva servire Lang, che era solo, e per puro egoismo Hojlund si è andato a rinchiudere verso il lato destro dell’area di rigore, per poi sbucciare la palla di destro con Drăgușin che è andato in scivolata, guardando la porta e non guardando il compagno, che era solo, libero e solissimo. Lì ovviamente Lang si è incazzato, ma aveva tutte le ragioni per incazzarsi. Queste sono le situazioni secondo me più gravi di tutte. Se un ragazzo come Hojlund, che capisco sia un po’ frustrato perché non gli danno il pallone come lui vorrebbe, in un’occasione come questa non fa una cosa semplicissima, cioè con l’interno destro dare la palla a Lang che è sulla sua sinistra ed è solo e avrebbe segnato il 2-0, queste cose cominciano a farmi preoccupare”.
È arrivato il momento di cambiare qualcosa anche dal punto di vista tattico?
“Io te lo dico da tempo: Allegri sta pensando alla difesa a tre. Sono sicuro che Allegri vuole tornare alla difesa a tre. Allegri vuole il modulo che ha fatto Conte poi nella seconda parte del campionato dell’anno scorso, cioè il 3-4-2-1. Questa è l’idea che ha Allegri nella testa e che secondo me, perché lui si sente più tranquillo. Leggo che lui ha promesso a De Laurentiis che il Napoli avrebbe giocato con il 4-3-3, ma in realtà nella sua testa lui ha il 3-4-2-1 perché è il modo che a lui riesce più congeniale. Quindi io non so se sia giusto o no cambiare e passare al 3-4-2-1, ma se l’allenatore si sente più a suo agio a far giocare la squadra in questo modo, è giusto che faccia questo cambio”.
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