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Cambio Modulo? Forgione: "Non basta! Per Allegri ultima prova per dimostrare d'essere ancora all’altezza"

Cambio Modulo? Forgione: "Non basta! Per Allegri ultima prova per dimostrare d'essere ancora all’altezza"
Ieri alle 22:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Angelo Forgione: Allegri chiamato alla svolta, dubbi su Anguissa e sulla gestione del gruppo.

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare il momento degli azzurri e le possibili novità alle quali starebbe pensando Massimiliano Allegri durante la sosta.

Allegri starebbe riflettendo su un cambio di modulo. Può bastare per dare qualcosa in più a questa squadra?
“Serve tanto altro. Non basterà certamente un cambio di modulo, che pure ci può stare. Le riflessioni saranno tante. Allegri ha tanto tempo adesso per rimuginare su quello che è successo e per andare a trovare delle soluzioni necessarie. Dal modulo alla questione psicologica, alle motivazioni e anche al tipo di impostazione, al di là del modulo, che vuole dare a questa squadra per cercare di ottimizzare, di trovare le soluzioni giuste per mandare i calciatori deputati a farlo. Se non si trova una soluzione a questo, è notte fonda. Bisogna fare giorno e adesso Allegri ha tempo per riflettere su come far venire questa luce”.

Quanto sarà importante per Allegri recuperare i calciatori attualmente indisponibili?
“Allegri ha detto, prima di iniziare questa sosta delle nazionali, che torneranno praticamente tutti, eccettuati Marianucci e Buongiorno che sono lungodegenti. A snocciolare tutti questi nomi si comprende quale possa essere la potenzialità di questa squadra. Il problema è che vanno rimessi in sesto, ma in tutti gli aspetti. Non so se ci riuscirà Allegri, però è deputato a farlo perché, al di là di quelli che possono essere discorsi su ingaggi, allenatori che guadagnano quello che guadagnano e che sono considerati per questo degli allenatori importanti, forse è l’ultima prova che Allegri ha a disposizione per testimoniare di essere ancora un allenatore all’altezza. L’allenatore ha una bella gatta da pelare in questo momento, ma deve darsi da fare perché il tempo stringe”.

Anguissa non sembra offrire le stesse garanzie di una volta. Può incidere anche la questione legata al rinnovo del contratto?
“Anguissa è uno schivo, introverso, non parla, non conosce bene la lingua italiana e si esprime ancora in francese. Al di là del fatto che i tifosi del Napoli non possono ascoltare frequentemente la voce dei calciatori. Questo non ci fa capire cosa ha in testa, perché è un calciatore che stranamente l’anno scorso è stato messo un po’ da parte, ha chiuso il campionato polemicamente senza partecipare alla cosiddetta o presunta festa finale per il secondo posto. Il calciatore sembrava ormai fuori, ma è rimasto. Il Napoli ha bisogno di calciatori dentro al progetto, perché i calciatori con un piede fuori, purtroppo abbiamo visto già in passato cosa è successo. Osimhen ha fatto lo stesso e non ha dato l’apporto che poi necessitava la squadra. È vero che poi qualche gol Osimhen ha fatto, ma era pur sempre Osimhen. Anguissa non è deputato a fare gol, ma è deputato a rendere il centrocampo del Napoli un centrocampo solido. Qualcuno ci facesse capire Anguissa che intenzioni ha e forse lo stesso Anguissa dovrebbe farlo. E poi capiremo di che morte dovremo morire con questo calciatore”.

È possibile che dopo appena un mese dall’inizio della stagione ci siano già segnali negativi all’interno del gruppo oppure certe voci sono enfatizzate dai risultati?
“Non siamo dentro, purtroppo non abbiamo delle cimici, non possiamo sapere. Ci vorrebbe uno 007, ma purtroppo non è nelle nostre facoltà. Il mio timore è che ritirare dentro dei calciatori che già hanno dato segnali sinistri e non confortanti, sia sul campo che fuori dal campo, e ritirarli dentro significa mettersi di nuovo un problema in casa. È ovvio che io stia facendo riferimento a Lang, magari allo stesso Lucca, che non mi è sembrato particolarmente disponibile a certe situazioni, Lang men che meno. Non so se poi in questa nuova primavera del Napoli abbiano fatto uno scatto in avanti e stiano cercando poi di integrarsi nel gruppo, di essere più disponibili verso l’ambiente e sacrificarsi anche.

Poi c’è bisogno di sacrificio e questa è una squadra che ha bisogno di sacrificio, come tutte le squadre importanti fatte di calciatori, di una rosa abbastanza ampia e quindi che non vadano ad attingere solo a quei 13-14 deputati a giocare sicuramente, ma che comunque a rotazione vadano ad attingere a quei 17-18 calciatori. Un giorno stai fuori, un giorno stai dentro e bisogna comprenderlo e sacrificarsi in maniera abnegativa per il bene del club. Non abbiamo, per esempio, più un Oriali che magari questo lavoro di ricucitura tra lo spogliatoio e l’allenatore lo faceva e lo faceva egregiamente. Il Napoli si è depotenziato anche in questo senso. È chiaro che ha abbassato il monte ingaggi e in questo ci entra anche lo staff di Ancelotti, che era molto ampio ma che comunque, insomma, assicurava determinate situazioni”.

Un pensiero per Rosario Pastore, scomparso nelle ultime ore.
“Permettetemi in chiusura solamente di ricordare il vero maestro Rosario Pastore, che va via e ci lascia purtroppo un vuoto, perché il giornalismo napoletano e nazionale purtroppo non è più quello di una volta e da personaggi del genere bisogna solo imparare. I giornalisti che non sgomitano, ma cercano anche magari di imparare da qualcun altro, anche se magari ha un’età inferiore alla loro. Rosario Pastore mi ha dimostrato questo negli ultimi tredici anni e devo assolutamente ricordarlo, ma anche perché lo voglio”.