Podcast

Il match-analyst Galardo: “Quando il Napoli segna crollano baricentro e pressing: è nel DNA di Allegri"

Il match-analyst Galardo: “Quando il Napoli segna crollano baricentro e pressing: è nel DNA di Allegri"
Oggi alle 21:10Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Francesco Galardo analizza i problemi tattici degli azzurri e propone il 3-4-2-1 con De Bruyne vicino a Hojlund.

Francesco Galardo, match analyst, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare tatticamente l’avvio di stagione degli azzurri e le possibili soluzioni a disposizione di Massimiliano Allegri.

Che cosa ti è piaciuto del Napoli in queste prime giornate e su cosa, invece, dovrà lavorare Allegri durante la sosta?
“Partiamo dal presupposto che sono molte meno le cose che mi sono piaciute rispetto a quelle che, secondo me, non sono andate. Quello che mi è piaciuto sono alcuni scampoli di partita, in particolare con l’Inter, in particolare col Bologna, forse nel secondo tempo, dove si è visto a tratti un Napoli un po’ più consapevole di quelli che sono i suoi mezzi per far male alle squadre avversarie, per cercare di dominare la partita. Però è sempre tutto condito da qualcosa che non va. Un Napoli che deve coprire sempre troppo campo, un Napoli che è lento nella manovra, un Napoli che secondo me attualmente è povero tecnicamente, soprattutto negli ultimi 30 metri, dove la manovra sembra sempre molto lenta, poche le idee per andare ad attaccare. Di fatto credo che questo inizio di campionato sia quello con meno gol dall’epoca post De Laurentiis nelle prime sei partite. Quindi io credo che ci siano più ombre che luci, anche sulle scelte di Allegri, soprattutto scelte a partita in corso.

Mi viene in mente l’ultima, che devo citare per forza, che è l’ingresso di Anguissa e non di Vergara a Firenze contro la Fiorentina. Un Anguissa infortunato che ha avuto una ricaduta. Quindi è stato un inizio, prima di questa sosta, molto, molto complicato. Forse questa sosta di tre settimane cade bene. Per la prima volta, anche da tifosi, era auspicabile la sosta in questo momento e spero che ci sia un riordino delle idee da parte dei giocatori, della società, dell’allenatore, di tutti, perché effettivamente le altre squadre corrono anche tanto.

Il Napoli pressa poco, recupera pochi palloni in alto e produce pochi contropiedi. Quali benefici sta portando realmente il blocco basso?
“Secondo me questo dato, che è molto interessante, va inquadrato anche in un’altra situazione, che è il campionato italiano quest’anno, perché è un campionato atipico rispetto a tutti gli altri, dove ci sono squadre che effettivamente puntano tanto sui cambi di fronte, sulle transizioni, dove ovviamente si segna molto di più proprio per questo. Mi viene in mente ad esempio l’Inter, che effettivamente è una squadra che riparte molto velocemente, lo ha fatto spesso contro la Roma, ma mi viene in mente il Frosinone, che penso che in questa classifica sia tra le prime squadre. Gli effetti positivi di questo sistema di gioco di Allegri, cioè quello di stare un po’ più bassi e ripartire, possono esserci. Li ha avuti contro l’Inter, anche se poi la partita è andata come è andata. Però quello che più mi indispettisce, ma non solo, che mi dispiace quasi, sono i numeri che ha il Napoli quando è in parità e quando va in vantaggio, perché io credo che questo dato vada inquadrato anche in questo senso. A inizio partita, quando il Napoli è in parità, il Napoli prova a farla la partita, cerca di stare alto, cerca di andare a pressare alto. Quindi è un’idea tattica diversa del Napoli prima e dopo che il Napoli segna. Poi il Napoli segna e i numeri crollano: crollano le ripartenze, crolla il baricentro, crolla il pressing e questo secondo me è il problema principale del Napoli in questo senso. Però io dico anche un’altra cosa: questa è una peculiarità di Allegri che negli ultimi anni, soprattutto da quando ha avuto la sua seconda esperienza alla Juventus, ha sempre avuto. Quindi io non ho questa fiducia che questo aspetto possa cambiare, perché ormai fa parte quasi del DNA di Allegri e, conoscendolo un pochino anche da come parla in conferenza, non credo che abbia tanta intenzione di cambiare anche da questo punto di vista”.

Si parla di un possibile passaggio al 3-4-2-1. Potrebbe essere una prima soluzione per vedere qualcosa di diverso?
“Potrebbe sicuramente esserlo, anche perché effettivamente in questo modo ricollochi tatticamente qualche giocatore che forse in questo momento è un pochino in difficoltà e fai anche un pochino di riordino per sopperire a determinate assenze. Perché, anche se non è stato costantissimo, l’ala migliore di quest’anno, che è Alisson, non c’è, quindi tanta qualità persa sulle fasce come ali. Magari un 3-4-2-1 dove non tocchi Lobotka e Gilmour, perché secondo me da quando ci sono loro due in campo sono sempre stati loro due i migliori in campo. Però lì potresti ricollocare De Bruyne magari più vicino a Hojlund, per cercare di far toccare anche qualche pallone in più a Hojlund in area, perché mi sembra che Hojlund sia il giocatore che ha toccato meno palloni in area per 90 minuti in questo campionato, peggio di lui soltanto Mendy. Quindi anche questa è una problematica, ma anche perché effettivamente è sempre solo. Con magari due sottopunte, che possono essere De Bruyne e Vergara, Hojlund può avere un’assistenza maggiore. E poi secondo me c’è da inquadrare in questo sistema un po’ meglio anche Politano, perché ormai sappiamo che Politano, è sotto gli occhi di tutti, è un esterno di centrocampo, non è più un’ala. Nel 3-4-2-1 forse può essere inquadrato meglio come quarto, come quinto di centrocampo. Ovviamente le soluzioni ci sono. Si dovrebbe arretrare Di Lorenzo, però questo poi non sarebbe un problema perché ormai, come sappiamo, quasi tutti gli allenatori che utilizzano la difesa a tre fanno sganciare spesso i braccetti. Quindi non sarebbe un problema. Per me potrebbe essere tranquillamente una soluzione adottabilissima questa”.

Considerando il valore della rosa e quello delle concorrenti, dove può arrivare questo Napoli?
“Secondo me adesso è ancora difficile dirlo. Se devo prendere in considerazione queste prime sei partite, io credo che il Napoli comunque la possibilità di lottare per il quarto posto ce l’abbia. Però c’è da fare una precisazione: io credo che i primi tre posti siano consolidati, nel senso che io vedo l’Inter ancora la più forte in assoluto. Però molto vicino all’Inter c’è la Roma, che però è molto dipendente secondo me da Dybala e, di fatto, Dybala quest’anno sta giocando tanti minuti quanti non ne giocava penso da otto o nove stagioni. Quindi sta avendo una continuità un pochino più importante. Poi ci devo mettere il Como, perché è vero che ha perso a Frosinone, ma è stata una sconfitta veramente incredibile dal mio punto di vista. Poi secondo me c’è un bel gruppo di squadre dove è da inserire anche il Napoli, perché sono tutte squadre che sono lì però hanno le loro problematiche. Io credo che il Milan abbia le sue problematiche, sia dal punto di vista di rosa, perché io non lo vedo così completo, sia dal punto di vista di esperienza col proprio allenatore, perché Amorim comunque sta ancora facendo un po’ di esperimenti per cercare di capire qual è il miglior Milan da poter schierare in campo. La Juve è un altro discorso, perché la Juve secondo me è forte e secondo me ha anche un ottimo gioco, nel senso che crea tanto, però subisce anche tanto, anche in virtù del fatto che è falcidiata dagli infortuni in modo molto simile al Napoli. E come centrocampo effettivamente è una squadra cortissima. Siccome non sono infortuni di poco conto, sarà interessante capire come reagirà la Juventus a questo periodo. Poi c’è il Napoli con tutte le problematiche che abbiamo detto. Io ci inserisco anche la Lazio, semplicemente perché secondo me ha fatto un mercato a zero incredibile e comunque ha una sola competizione, perché poi dalla Coppa Italia è uscita. Quindi secondo me può dire la sua per il quarto posto. Non sarà una lotta facile per il quarto posto, mi aspetto tante, tante sorprese”.

Ti aspetti di rivedere il doppio play con Gilmour e Lobotka anche quando tornerà McTominay?
“Io me lo aspetto e lo auspico anche perché, tra tante note negative, probabilmente questa è la nota più positiva del Napoli, perché danno tanta qualità. Diciamo che sgravano un po’ i compiti l’un l’altro. Lobotka corre molto meno, quindi è molto più lucido. Gilmour è un giocatore che è molto dinamico. A differenza di Lobotka è un dinamismo diverso, nel senso che va tanto a contrasto, è molto verticale come giocatore e ha anche i tempi di inserimento. L’abbiamo visto con la Fiorentina. Però il fatto che lui e Lobotka si riescano a scambiare anche in fase di costruzione, nel senso che Gilmour è un giocatore che può tranquillamente abbassarsi a costruire lui come play, facendo sganciare Lobotka, ci sta facendo vedere che anche Lobotka effettivamente qualche dote di inserimento ce l’ha. E soprattutto secondo me dà qualità in una zona di campo, cioè quella a ridosso dell’area di rigore avversaria, che al Napoli manca, perché è una zona di transizione del pallone attraverso la difesa avversaria. Lì serve tanta qualità e Lobotka ce l’ha. Il fatto che sia presente Gilmour in campo consente a Lobotka di svariare un pochino rispetto alla sua solita posizione centrale di giocatore semplicemente di smistamento davanti all’area. Quindi io credo che siano due giocatori simili, però complementari, che io mi auspico di vedere in campo. E credo che quando tornerà McTominay, che comunque deve andare in campo, su questo non c’è dubbio, possa aggiungersi a questi tre e non sostituire uno dei due”.