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Paradiso: “Il Napoli ha sbagliato a investire su Allegri: questo calcio non funziona più!"

Paradiso: “Il Napoli ha sbagliato a investire su Allegri: questo calcio non funziona più!"
Oggi alle 20:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Angelo Paradiso critica il progetto azzurro: dubbi su Allegri, mercato e gestione dei giovani.

Angelo Paradiso, ex calciatore del Napoli e scout in Premier League, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, intervenuto ai microfoni di  per analizzare il progetto tecnico degli azzurri, il lavoro di Massimiliano Allegri e le scelte operate dalla società.

Il Napoli avrebbe dovuto puntare maggiormente sui giovani e su un progetto differente?
“Secondo me quest’anno dovevi fare un anno in cui innanzitutto vendevi tutti i giocatori anziani che hanno tirato la carretta e che hanno fatto bene in questi anni. Svecchiavi un po’ la squadra e puntavi sui giovani. Prendevi un allenatore che ti valorizzava questi giovani e lì potevi creare anche un discorso importante di introiti. Però se tu prendi Allegri e lasci tutti questi giocatori è difficile, perché insomma il mister Allegri ha sempre allenato dei fuoriclasse e ha avuto sempre un gioco molto, molto prevedibile. Però con questi giocatori che aveva faceva la differenza, perché poi alla fine questi giocatori ti facevano la differenza.

Secondo me ci sono stati degli sbagli proprio da parte della società, proprio a livello di mercato e soprattutto a livello di progettualità, perché adesso stiamo parlando di un Napoli che non brilla, che non entusiasma. Poi il tifoso napoletano ha il palato fine, cioè è abituato a vedere grandi giocatori, grandi allenatori e ottimo calcio. Giustamente il tifoso napoletano è esigente e io mi metto nei panni dei tifosi napoletani quando vedono il Frosinone, vedono tante piccole squadre che stanno facendo bene e soprattutto giocano bene. È normale che un po’ di nervosismo si crei, perché gli altri sì, e magari hanno speso anche un quarto, e noi no. Secondo me è proprio questa la chiave: hai sbagliato proprio come società a investire su Allegri, ma non perché Allegri non sia un bravo allenatore. Allegri ha dimostrato di essere un grande allenatore, però è un grande allenatore quando gestisce dei campioni. Poi quando devi fare i moduli, devi cambiare a partita in corso, quando devi giocare un calcio internazionale non ce l’ha nelle corde Allegri. Quindi secondo me sono stati proprio tanti sbagli all’inizio, ma Allegri alla fine lo sappiamo che lui è questo. Dalla società mi aspettavo qualcosa in più, soprattutto dal direttore”.

I dati mostrano un Napoli che recupera pochi palloni in zona alta e che, nonostante il blocco basso, fatica anche nelle ripartenze. È un calcio ormai distante dalle tendenze internazionali?
“Innanzitutto vi faccio i complimenti per questa grafica, perché è proprio una grafica moderna, una grafica che ti fa capire il calcio come si è sviluppato adesso. E devo aggiungere che purtroppo quel calcio là non funziona più. Quello era un calcio che si faceva tanti anni fa, però tu facevi quel calcio e giocavi con dei fenomeni. Mourinho è rimasto un po’ quell’allenatore che fa quel tipo di calcio, però davanti gioca con dei fenomeni, quindi Mbappé, Bellingham, Vinícius: giocatori che quando ripartono ti fanno male. Se tu devi fare una progettualità con Allegri, come dicevo prima, devi fare un discorso di fenomeni. Se no tu devi prendere un allenatore che gioca a livello internazionale.

Adesso tutte le squadre, abbiamo visto anche in campo internazionale, ti vengono a prendere alto. L’anno scorso io parlavo con i miei amici inglesi, c’erano tante squadre che avevano investito più dell’Arsenal, però io, avendo la fortuna di guardare l’Arsenal come si allena, l’ho detto a tutti i miei amici: l’Arsenal arriva fino alla fine in tutte le competizioni proprio perché è un tipo di calcio che dà fastidio a tutti, perché ti vengono a prendere alto. Non c’è un discorso situazionale di una volta in cui tu devi fare le scalate. No, se tre giocatori stanno sulla palla, tre giocatori vanno a pressare. Però purtroppo vedo ancora in Italia che ci sono quelle scalate: basta che guardi la palla, arriva l’avversario, va a pressare e poi il compagno fa la scalata dietro. Cioè è molto, molto basic, è molto accademia questo. Per fortuna il calcio è andato avanti. Abbiamo visto anche il Frosinone. Il Frosinone ha messo in difficoltà il Como proprio perché ha usato delle armi diverse rispetto agli altri. Perché se tu ti chiudi con il Como ne prendi tre-quattro, invece il Frosinone ha giocato a viso aperto, ha fatto una partita come deve fare, come avevamo detto anche con Roberto che doveva farla il Napoli. Però non sta nelle corde di Allegri.

Adesso sarà difficile perché io poi a Roberto gliel’ho detto tutta l’estate. Noi parlavamo, lui mi diceva: ‘Che cosa pensi?’. Io gli dicevo che quest’anno è dura. È dura proprio perché tutto il discorso che si è creato è difficile, quando tu potevi investire sui ragazzi, potevi creare un bel discorso e potevi giocare a briglia sciolta. Perché alla fine il Napoli negli ultimi quattro anni ha vinto. Quindi se fai un anno, tra virgolette, così, in cui punti sui giovani, crei talenti e crei anche indotto alla società, è un anno guadagnato. Anche perché non ci dimentichiamo che il Napoli ha vinto due Scudetti negli ultimi anni, quindi stiamo parlando di un top club. Ci sta anche che magari un anno cerchi di fare l’inverso. Se vuoi vincere perché c’è l’allenatore di nome che ha vinto, organizzare una squadra così senza senso, allora mi viene da criticare la società”.

Che idea ti sei fatto di Kevin De Bruyne e della possibilità che il Napoli non prolunghi il rapporto a fine stagione?
“De Bruyne indubbiamente è un fuoriclasse, l’ha dimostrato, è un giocatore fantastico. Però io l’ho visto negli ultimi anni al City ed era un De Bruyne in calo. Era un De Bruyne in calo e poi l’anno scorso, secondo me, lui ha sofferto questa preparazione tosta del mister Conte e infatti si è fatto male. Purtroppo non è riuscito mai a entrare nei meccanismi e soprattutto ad avere quella continuità che permette a un campione di far vedere le sue skill. Certo, è un giocatore fantastico, i tifosi sicuramente si aspettano ancora tanto da lui, però il rendimento che ha dato, purtroppo per gli infortuni, non è stato eccelso. E ti ripeto, vedendolo anche al City, si vedeva che era un De Bruyne in calo. Lui spesso discuteva con Guardiola, si vedeva proprio che discutevano apertamente, infatti poi lui è andato via proprio per quello.

Secondo me il Napoli deve puntare a qualcosa di nuovo e deve inserire quel discorso di calcio internazionale, anche perché tante squadre lo stanno adottando. La Fiorentina è partita male, però è una di quelle squadre che secondo me in prospettiva poi uscirà fuori. Metti il Como, l’Inter è una certezza, la Roma sta facendo bene. Non è più come tre anni fa che c’erano Napoli e Inter che si giocavano il campionato. Adesso ci sono più squadre che stanno adottando un calcio diverso. Secondo me il Napoli si deve mettere subito al passo con i tempi e deve cercare di fare qualcosa di importante, perché secondo me quest’anno hanno fatto un po’ troppa confusione. Non c’è stato un filo logico: prendo Allegri, però in che modo gioco? Ho tanti giocatori bravi sugli esterni, però lo sappiamo, ad Allegri piace fare le ripartenze da dietro. Ma se tu hai dei giocatori forti nell’uno contro uno che giocano sugli esterni e non li metti in condizione di giocare, è stata una progettualità un po’ così, a casaccio secondo me, purtroppo. Poi io sono malato del Napoli. Proprio per il bene che ho per i tifosi, per l’ambiente Napoli, mi dispiace. Io ho una sensibilità molto acuta verso il Napoli, specialmente quando prendono un giocatore. Speriamo che ci possiamo risollevare, però te l’ho detto: se tu fai un discorso così confusionario poi è difficile, perché le altre vanno”.

Il Napoli avrebbe dovuto sfruttare maggiormente il mercato dei giovani, anche alla luce di quanto stanno facendo Favasuli e Vergara?
“Sei anche fortunato perché in Italia adesso ci sono sia l’Under 17 che l’Under 18 in cui ci sono dei ragazzi veramente di grandissimo talento. Questa nuova generazione italiana è una generazione importante. Però se tu poi non li valorizzi... Il Napoli aveva anche Prisco, poi l’ha dato in prestito. Vergara non è più giovanissimo, però i giocatori di talento tu ce li hai e li puoi prendere. Io avevo suggerito Entui, che poi il Chelsea ha mandato in prestito allo Strasburgo, con Liguano, che è un giocatore che si prendeva gratis perché il Chelsea lo mandava in prestito. Secondo me il Napoli doveva fare un discorso così quest’anno: andare a prendere tutti questi giovani, magari spendere poco, partire magari con qualche giocatore di esperienza e come allenatore doveva prendere un allenatore che ti valorizza questi giocatori. Mi dispiace vedere una società come il Napoli che ancora ha questa mentalità di 30-40 anni fa. Dispiace proprio perché il Napoli è un colosso, è una delle squadre che ha vinto di più negli ultimi 15 anni in Italia e quindi ha anche guadagnato, ha venduto delle pedine importanti. Non capisco perché ancora non riescano ad arrivare a quello step, tipo un centro sportivo importante, in cui magari anche i tifosi possono andare a vedere gli allenamenti, come ce l’hanno tutti ormai. Adesso vedi anche in Italia, tutti stanno investendo in quel discorso, come la Fiorentina. È importante, perché tu avendo anche un centro sportivo importante ti puoi creare anche talenti in casa. Tutti fanno così, tutte le squadre top a livello europeo adesso hanno tre-quattro giocatori di un certo livello giovani, proprio perché li formano, li fanno crescere e poi danno la possibilità di giocare”.

Come vedi la lotta nelle prime posizioni e quali possibilità attribuisci al Napoli di rientrare?
“Alla fine, per quanto ne abbiamo dette, Allegri è sempre un allenatore di esperienza che può creare anche a livello psicologico qualcosa in più. Però sinceramente la vedo dura. La Roma, abbiamo visto con Gasperini il cambio che ha fatto, perché Gasperini lavora proprio sull’intensità. Gasperini ha proprio quella come prerogativa: ti vengo a prendere alto, a livello fisico ti devo far male, perché in Italia chi aumenta i ritmi vince. Adesso è quella la chiave. L’Inter è una squadra forte, ha dei giocatori di livello, ha sempre Lautaro che ti fa la differenza e secondo me questo ragazzo in Italia può fare ancora la differenza per tanto. Poi ha un allenatore che conosce bene il calcio, anche lui ha un concetto internazionale come Fàbregas. Però abbiamo visto anche il Como: se tu giochi contro una squadra che ti viene a prendere a viso aperto, anche il Como fa fatica. Poi c’è anche una componente, che il Como sta giocando in Champions e sta giocando anche bene in Champions, quindi ci può stare quel calo perché non è abituato a questi palcoscenici. Ahimè, io per come vedo il calcio, la mia visione soprattutto, questa visione molto inglese perché vedo sempre le partite di Premier, secondo me adesso come adesso il Napoli farà fatica. Io auguro di rimettersi presto perché, come dicevo prima, sono il primo tifoso e voglio che faccia bene. Soltanto che veramente in società quest’anno, dispiace, è stata una progettualità molto così, a casaccio”.