Allegri-Napoli, Malfitano: "Club davanti ad un bivio, ecco perchè è scelta sensata"
Salvatore Malfitano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Ha vinto la squadra più forte? Il PSG meritava questa Champions League?
"Credo abbia vinto in effetti la squadra più forte, questo sì, perché nell'undici il Paris Saint-Germain non è superiore all'Arsenal e praticamente a quasi tutte le squadre d'Europa. Forse che la meritasse di più non lo so, nel senso che l'Arsenal, anche da un punto di vista statistico, è stato più quadrato, più continuo, inattaccabile, imbattuto nella fase a girone unico e anche campione della Premier League. Aveva dimostrato, secondo me, di poter celebrare un'annata importante. Un'annata che per l'Arsenal non è mai capitata in questo modo e sarebbe stata forse anche una storia più bella da raccontare per il calcio in generale. In genere si tende a fare il tifo per il più debole, in questo caso per la squadra che storicamente vince meno, soprattutto nell'ultimo periodo. Non è andata così. Però c'è da dire che, a mio avviso, il Paris Saint-Germain ha cambiato un po' la propria etichetta. È passata dall'essere la squadra degli sceicchi e dei petrodollari, con giocatori acquistati anche un po' alla rinfusa ma strapagati, a essere una superpotenza d'Europa. C'è un allenatore che ha avuto il coraggio di fare determinate scelte, soprattutto prendendo le distanze da Mbappé. Oggi c'è Kvaratskhelia e non c'è Mbappé, e questo dice tanto."
Come giudichi la scelta del Napoli di puntare su Allegri?
"Io credo che il Napoli, quando si è trattato di scegliere l'allenatore, si sia trovato davanti a un bivio. Se la squadra fosse stata da rifondare, allora avrebbe avuto senso prendere un allenatore che punta molto su una filosofia di gioco ben precisa, su un concetto di calcio che abbraccia maggiormente gli standard moderni in termini di qualità di gioco. In quel caso il nome sarebbe stato probabilmente quello di Italiano. Ma nel momento in cui il Napoli mantiene una base forte per quanto riguarda la rosa e soprattutto l'undici titolare, allora per me ha molto più senso prendere un allenatore come Allegri, che è perfetto quando deve inserirsi in un contesto che si è già valorizzato di per sé. Allegri in questo è fenomenale. Lo ha fatto alla Juventus e ricordo che all'epoca l'addio di Conte fu preso malissimo dal popolo bianconero, poi Allegri ha vinto cinque scudetti ed è andato due volte in finale di Champions. Abbiamo visto una squadra in grado di cambiare in tutti i modi: con due punte, con una sola punta, con gli esterni d'attacco, con la difesa a tre e con la difesa a quattro. Questo è un altro punto a favore dell'allenatore."
Perché Allegri può essere adatto a questo Napoli?
"Allegri, forse insieme a Conte, è uno dei pochi allenatori in grado di uscire da situazioni molto complesse come quelle dovute agli infortuni. Conte è stato bravissimo a cambiare il volto della squadra in base alle esigenze, trovando una formula efficace. Allegri ha un'altra qualità simile. Dire se sia una scelta giusta o sbagliata oggi non possiamo ancora farlo, perché non ha ancora guidato il Napoli e non è neanche ufficialmente l'allenatore. Però è sicuramente una scelta molto più ragionevole rispetto a quando fu preso Rudi Garcia, quando era difficile interpretare quale fosse l'obiettivo di De Laurentiis. Stavolta invece l'obiettivo è molto chiaro. È un allenatore abituato a lavorare con grandi campioni ed è perfetto quando c'è già un contesto solido alla base. Il Napoli ce l'ha, perché viene da un primo e da un secondo posto e, soprattutto, siamo certi che la maggior parte dei titolari non sarà ceduta."
De Bruyne può restare con Allegri?
"Probabilmente sì, perché è proprio il giocatore che Allegri vuole nella sua squadra. Secondo me già l'anno scorso era il regalo che De Laurentiis aveva preparato. Poi è arrivato Conte, lui è andato al Milan ed è stato preso Modric. Il concetto è molto simile. Io credo che Allegri possa costruire una squadra attorno a De Bruyne, nel momento in cui il belga dovesse dare questa disponibilità. Quindi, confermando tutti i calciatori più importanti, è chiaro che secondo me Allegri è la scelta più adatta."
Che tipo di mercato farà il Napoli?
"Secondo me c'è stato un passo indietro, ma non tanto in termini di nomi quanto di modalità e strategie di mercato. Adesso il Napoli è molto più legato alle uscite di quanto non lo fosse negli ultimi anni. Ci ritroviamo con una serie di nomi che devono essere piazzati. Sono situazioni anche difficili da gestire, sia dal punto di vista economico che tecnico. Ci sono giocatori che vengono girati in prestito e hanno poche opportunità di mettersi in mostra. La squadra che li prende non ha intenzione di investire realmente su di loro e quindi diventa complicato generare plusvalenze. Al massimo si realizzano nuove cessioni in prestito e il problema resta. Secondo me, finché il Napoli non riuscirà a definire con chiarezza le uscite, il mercato resterà bloccato. Manna dovrà essere bravo a chiuderle rapidamente, altrimenti si rischia di arrivare a fine agosto con un mercato molto vincolato e con questi calciatori ancora sul groppone."
Ci saranno innesti richiesti direttamente da Allegri?
"Può essere, ma in questo momento è presto per fare nomi. Allegri non è stato ancora ufficializzato e Manna non ha ancora potuto avere un confronto così approfondito con lui. Non è ancora chiaro come si evolverà il mercato e quali siano i giocatori che Allegri considererà indispensabili oppure cedibili. Si fanno tanti nomi, ma per parlare concretamente dei profili che verranno trattati è ancora troppo presto."
Rabiot può essere un obiettivo concreto?
"Avrebbe senso perché è un calciatore che il Milan ha preso su esplicita richiesta dell'allenatore. Però mi riesce difficile credere che il Napoli possa pareggiare quel tipo di stipendio. Sappiamo che esiste un tetto salariale che viene sforato raramente e Rabiot potrebbe non meritare un'eccezione di questo tipo. Magari una formula ibrida, con il Milan che contribuisce al pagamento dell'ingaggio, potrebbe permettere al francese di arrivare in prestito. Sarebbe un innesto molto sensato, soprattutto se Anguissa dovesse partire, perché per caratteristiche Rabiot si avvicina molto a quel tipo di calciatore e manterrebbe la completezza del reparto."
Quando arriverà l'ufficialità di Allegri?
"Penso che rispetto ad altri momenti questo annuncio sarà effettuato con molta più calma. Non c'è fretta perché ci sono i Mondiali di mezzo, quindi è ancora presto prima che si debba lavorare con i calciatori. Me lo aspetto prima dell'inizio dei Mondiali o comunque a ridosso dell'evento, nel giro di una decina di giorni. Anche se dovesse slittare di poco non cambierebbe nulla, perché finché i Mondiali non saranno terminati non c'è questa urgenza. L'accordo è già stato preso e quindi, secondo me, tra questa settimana e la prossima arriverà l'annuncio."
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro


