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Altamura: "Non è stata una grande idea credere che Allegri ripetesse gli anni alla Juve"

Altamura: "Non è stata una grande idea credere che Allegri ripetesse gli anni alla Juve"
Oggi alle 15:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Marcello Altamura, giornalista di Cronache di Napoli, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

Restando su De Laurentiis, lui ha parlato dei giovani. Nel 2020 disse che gli costava meno prelevare giovani calciatori all'estero piuttosto che formarli in casa. Oggi, a distanza di sei anni, dice di volere una squadra interamente composta da giovani. Cosa è cambiato nel frattempo?
"Allora, io credo che per quello che riguarda i giovani, come tu ricordavi, passano due fatti: il Napoli è la società fanalino di coda, maglia nera per investimenti sul settore giovanile. Investe circa 500 mila euro all'anno, se poi si può parlare, se si può definire questa cifra investimenti. Io credo che questa, diciamo, virata del presidente sia probabilmente anche in un'ottica forse un po' futura, perché io credo che il Napoli, ora che è a fine ciclo, perché io credo che oggettivamente, a prescindere da come andrà questa stagione, ci auguriamo tutti che la stagione si raddrizzi, ma a prescindere da come andrà, io credo che alla fine di questa stagione il Napoli dovrà fare un ragionamento per ringiovanire la squadra, un piano di rinnovamento e ringiovanimento. E credo che, visto che non ci sono i capitali che sono stati investiti nel biennio di Conte, gioco forza ci dovrà ripartire da calciatori, diciamo per intenderci, investimenti stile Favasuli. Quindi giocatori giovani e promettenti e non si potrà più puntare sui giocatori competitivi, affermati, con ingaggio consistente. Credo che questa frase sia un po' mettere le mani avanti per il futuro."

Quindi potrebbe servire almeno un paio di sessioni di mercato estive per completare il ringiovanimento della rosa?
"Ma non solo, aggiungo, per dare forza e ragione al tuo discorso, che secondo me si è perso anche un anno. Perché secondo me questo processo, non voglio dire si doveva avviare dopo il quarto scudetto, ma quest'estate si doveva avviare, perché si capiva che comunque questo gruppo era un po' a fine ciclo, non aveva più nulla da dire, oltre all'usura fisica e anche all'età media avanzata. Che secondo me poi questo è un discorso che può essere valido, però poi fino a un certo punto. Io credo che manchino proprio le motivazioni. Cioè, questo gruppo, il gruppo storico, l'ossatura storica, ha vinto due scudetti in quattro anni, ha vinto una Supercoppa, ha fatto un secondo posto con Conte e oggettivamente, sai, anche mentalmente ti senti un po' svuotato. Ed è umano, è umano, cioè non sto puntando il dito. È umanamente comprensibile che non trovi più stimoli e che vorresti avere magari altri orizzonti. Ecco, io onestamente quest'anno, più che scegliere Allegri, che per carità, il curriculum parla per lui, è un allenatore di esperienza, che ha vinto, nessuno lo vuole mettere in discussione, ma più che scegliere Allegri avrei scelto un allenatore, ecco, italiano o comunque un allenatore che ha un progetto. Lo avrei iniziato, ovviamente questo sul presupposto che devi parlare chiaro alla piazza e devi dire: guardate, stiamo avviando un nuovo ciclo, ci dovete dare tempo e pazienza, perché non possiamo vincere subito, però rifondiamo, ricostruiamo un Napoli che negli anni lotta comunque per il vertice e negli anni può arrivare a vincere. Ecco, secondo me questo sarebbe stato un discorso di buon senso. Il presidente non lo ha voluto fare. Speriamo che Allegri possa spremere altro succo da un limone già spremuto."

Sette punti dopo cinque giornate, un momento delicato per il Napoli, chiamato già contro il Frosinone a dare una risposta importante. Quali sono secondo te le responsabilità maggiori di questo avvio difficile?
"Io credo che il presupposto sia stato sbagliato nella stagione, cioè l'idea di prendere Allegri e quindi di avere un allenatore come pedigree e magari, io di questo ne sono convinto, replicare al Napoli quello che aveva fatto alla Juve, sostituendo Conte e vincendo cinque scudetti consecutivi. Secondo me non è stata una grande idea. Le responsabilità? Io credo che la responsabilità maggiore, chi se ne dica, ovviamente adesso è molto facile prendersela con Allegri, che ha anche le sue responsabilità perché è l'allenatore. E sinceramente io ho alcune scelte, soprattutto tecniche, come impostazione, cioè stare poi e mettersi sempre bassi dopo aver segnato, alcuni cambi in alcune partite non li ho capiti, sinceramente. Però è molto comodo poi sparare sul pianista. Il problema vero, il presupposto vero sbagliato di questa stagione, è stato pensare che il Napoli fosse una squadra forte come è stato ripetuto. Se vi ricordate, noi in estate abbiamo chiacchierato: io dicevo, guardate, non vi fidate di chi vi dice che il Napoli è forte così com'è, non ha bisogno di mercato e compete con l'Inter. Purtroppo i fatti mi stanno dando ragione, perché il Napoli è una rosa attrezzata per lottare per il quarto o quinto posto, ma non per lottare per lo scudetto. E quindi il presupposto è questo. Poi la colpa, se vogliamo parlare di responsabilità, la responsabilità sicuramente è della società, perché non hai fatto mercato. Hai confermato alcuni giocatori, soprattutto partendo dall'idea, secondo me abbastanza folle, che Conte avesse Lang e Lucca che erano campioni e non riusciva a farli giocare, addirittura li avesse mandati in prestito a gennaio. Io credo che Conte si può criticare, voi sapete che io non sono stato contiano, non ho mai amato Conte, ma credo che Conte sappia valutare un calciatore e quindi, voglio dire, se ha bocciato Lang e Lucca un motivo ci sarà. Quindi non è che è diventato stupido e non capisce nulla. Io credo che la responsabilità della società e poi c'è la responsabilità di Allegri, che ha barattato, diciamo, un contratto importante, un triennale garantito da 5 milioni a stagione, quindi un contratto importantissimo rispetto anche a quello che aveva fatto con Milan, per un, chiamiamolo, silenzio-assenso sul mercato. Però ti devo anche dire, per onestà, che proprio nell'ultimo periodo Max Allegri, che non è un fesso ed è un allenatore di esperienza, si sta rendendo conto che gli avevano venduto, gli avevano prospettato un Napoli meno forte di quello che in realtà poi è. Poi allenando la squadra e vedendola tutti i giorni in campo si è reso conto che non era tutto oro quello che luccicava."