Caiazza: "De Bruyne doveva parlare prima! Ma perché risponde Stellini e non Conte?"
Salvatore Caiazza, giornalista de Il Roma, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Credo che Kevin De Bruyne, per la sua esperienza e per la sua caratura da campione, avrebbe dovuto esprimere certe considerazioni prima e non a stagione conclusa. È un giocatore che aveva la personalità per confrontarsi direttamente con l'allenatore. Va anche detto che si è fatto male subito ed è rimasto a lungo lontano da Castel Volturno. Conte, inoltre, si è ritrovato De Bruyne praticamente già preso, perché l'operazione era stata impostata mesi prima, quando sembrava che l'allenatore potesse lasciare Napoli. Mi aspettavo però che, se qualcuno doveva rispondere, fosse Conte e non Stellini. De Bruyne ha parlato apertamente in prima persona, non tramite il suo entourage. Per questo o si restava in silenzio oppure avrebbe dovuto replicare direttamente l'allenatore."
Conte è poco incline ad accettare le critiche?
"Che Conte non sia abituato alle critiche lo sanno tutti. Quando prendi Conte prendi l'intero pacchetto, pregi e difetti. Dal punto di vista caratteriale è fatto così. Sul piano professionale, però, i risultati parlano per lui: in due anni ha conquistato uno scudetto straordinario partendo da una squadra che arrivava da un decimo posto, oltre a una Supercoppa e a un secondo posto che, guardando l'andamento del campionato, resta un risultato importante. I caratteri sono soggettivi, ma i risultati restano negli annali."
Cosa succederà adesso con De Bruyne e Allegri?
"Credo che Kevin resterà. Allegri ha sempre saputo gestire i grandi campioni e lo dimostra la sua carriera. Basta ascoltare le parole che Luka Modric ha sempre speso per lui. Allegri sa come mettere i giocatori migliori nelle condizioni di rendere al massimo. De Bruyne ha ancora un anno di contratto e penso che possa diventare un elemento centrale del nuovo progetto."
Rabiot è davvero un obiettivo concreto?
"Molto dipenderà dal futuro di Anguissa. Se il camerunese dovesse partire, Rabiot sarebbe un sostituto di altissimo livello. Parliamo di un punto fermo della nazionale francese, di un centrocampista che garantisce fisicità, inserimenti e anche gol. Con un centrocampo formato da Rabiot, Lobotka e McTominay il Napoli farebbe un salto di qualità importante. Certo, c'è da affrontare il tema dell'ingaggio, ma se dovessero partire giocatori con stipendi pesanti come Anguissa o Lukaku, un investimento del genere sarebbe assolutamente sostenibile."
Con Allegri il Napoli passerà al 4-3-3?
"Secondo me sì. Questa squadra è costruita per giocare con gli esterni offensivi. Ci sono Neres, Alisson Santos, Noah Lang, Giovane e altri giocatori che rendono meglio in quel sistema. Allegri non è un allenatore legato a un solo modulo, ma credo che il Napoli abbia caratteristiche ideali per il 4-3-3. Conte stesso aveva iniziato la stagione con la difesa a quattro prima di dover cambiare per via degli infortuni. Vedremo in ritiro quali saranno le scelte definitive, ma credo che gli indizi portino in quella direzione."
Rabiot può davvero fare la differenza nel Napoli?
"Assolutamente sì. È un giocatore che aggiunge qualità, esperienza e gol. Oggi il Napoli ha bisogno di aumentare il peso offensivo della squadra e Rabiot garantisce numeri importanti anche in zona realizzativa. Inoltre la presenza di Allegri può rappresentare un fattore decisivo. Se davvero si presenterà l'occasione, credo che il Napoli farebbe molto bene a provarci."
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