Caiazza: "Napoli cantiere aperto! Non funziona lo spirito di squadra, si rischia di fare flop"
Salvatore Caiazza, giornalista de Il Roma, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare la sconfitta degli azzurri contro il Villarreal e il difficile avvio di stagione della squadra di Massimiliano Allegri. Nel suo editoriale, intitolato Tre passi indietro e la Champions League diventa un incubo per il Napoli, il giornalista aveva già evidenziato le criticità emerse nella trasferta europea. Una preoccupazione ribadita anche nel corso dell'intervista: “Non funziona lo spirito di squadra, non funziona il Napoli come identità calcistica, non funziona lo spirito del gruppo, perché in un gruppo ognuno deve aiutare l'altro e nel Napoli non lo vedo”.
Il Napoli era partito bene contro il Villarreal, poi l'errore di Politano e la mancata reazione. Cosa non ha funzionato?
“Non funziona lo spirito di squadra, non funziona il Napoli come identità calcistica, non funziona lo spirito del gruppo, perché in un gruppo ognuno deve aiutare l'altro e nel Napoli non lo vedo. Vedo qualche giocatore che gioca per se stesso e non per il gruppo, ma forse neanche volontariamente: è una questione di situazioni che si vengono a creare. Questo Napoli è un cantiere aperto, che però deve sbrigarsi a chiudere, perché altrimenti si rischia di fare flop in Champions League. Ora ti restano 18 punti a disposizione, devi farne 12 e non sarà facile. Anche perché il Bodø/Glimt non verrà a passeggiare al Maradona, poi c'è il Manchester City, c'è il Porto, ci sono mille difficoltà. Il Porto ieri aveva messo sotto addirittura il Bayern Monaco, una corazzata. In Champions League non esistono gare facili e scontate. Poi c'è il campionato, perché va bene non qualificarsi per i playoff, però per avere una situazione economica solida devi assolutamente arrivare tra le prime quattro. Se il Napoli ha questo rendimento altalenante, difficilmente può arrivarci. Ci sono squadre come la Lazio, che noi pensiamo prima o poi mollerà, ma Gattuso con pochi calciatori a disposizione sta facendo un ottimo campionato. C'è la Roma, c'è il Como, c'è la Juve che comunque reagirà. Dobbiamo vedere il Milan cosa farà. I posti sono quattro e il Napoli almeno al quarto posto dovrebbe arrivare. Magari sabato pomeriggio vinci a Venezia, me lo auguro, contro l'ultima in classifica che sta aspettando l'ok per ufficializzare Nicola. Poi hai il Bodø/Glimt, la Roma, il Porto, la Juve. Devi trovare continuità. I recuperi di giocatori importanti come Alisson, Anguissa e Olivera sono fondamentali, ma se non crei i presupposti tecnici e tattici per tenere alta la concentrazione diventa difficile. Vogliamo dare la colpa dell'errore a Politano, ma quell'errore accade al 23° minuto del primo tempo, non al 47° della ripresa, quando un episodio del genere può essere fatale. Avevi ancora più di venti minuti del primo tempo e tutta la ripresa. Siamo in una situazione delicata. Se dopo il Frosinone ero ottimista, oggi mi dico preoccupato, anche per le parole di Allegri nel postpartita. Non è la prima volta che punta il dito contro la squadra: lo aveva fatto anche dopo Firenze e ieri sera lo ha fatto di nuovo. Non so se si tratti di una terapia d'urto per stimolare i giocatori oppure di un allenatore che ha capito la situazione di questo gruppo. Hai perso quattro partite su otto, il 50% di quelle disputate. Questo non è il Napoli. Due sconfitte in campionato e due in Champions League, due su due in Europa. Così non si va avanti alla lunga”.
Un ascoltatore sottolinea che Chivu si è assunto le responsabilità della sconfitta dell'Inter, mentre Allegri ha criticato i giocatori. Ti aspettavi qualcosa di più dalla sua gestione dopo tre mesi e mezzo?
“Allegri è arrivato in una squadra che aveva vinto una Supercoppa, era arrivata seconda e l'anno prima aveva vinto lo scudetto. Era una squadra che Conte, con il suo metodo, riusciva a tenere insieme. Sicuramente il terzo anno avrebbe avuto un effetto diverso ed è proprio per questo motivo che Conte è andato via, perché logora l'ambiente e la squadra fisicamente e mentalmente. A quanto pare Allegri si è fidato un po' troppo di un gruppo che, insisto nel dire, doveva essere rinfrescato, ringiovanito. Hai troppi calciatori, dieci-undici, sopra i trent'anni. Oggi ci siamo resi conto, per esempio, che il Cagliari non ha paura di far debuttare ragazzi del 2006, 2007 e 2008. Certo, non ha il problema del Napoli di dover fare sempre un campionato ad altissimi livelli. Noi abbiamo in squadra alcuni 2004, come Favasuli, poi ci sono i 2001 e i 2002, che personalmente considero già anziani, tra virgolette. Bisogna puntare su calciatori molto più giovani, capaci di integrarsi subito. Capisco che non sia facile in una piazza come Napoli, però qualcosa va fatto adesso. Hai ancora sei-sette partite di questo ciclo terribile e, al di là di Venezia e Monza, ci sono sfide contro Roma, Juventus e Lazio che non promettono nulla di buono. Oggi hai dieci punti, ma rischi di allontanarti troppo e di cadere in un circolo vizioso che può portare soltanto danni. Purtroppo il Napoli non è nuovo a queste esperienze. Dopo lo scudetto di Spalletti si era iniziato anche bene con Garcia, pure in Champions League, poi sappiamo cosa è successo. C'è il timore di vedere una stagione non all'altezza. Mettici anche il mercato, che comunque non è stato fatto come serviva. Massimo rispetto per questi due ragazzi: Badiashile se l'è cavata e se la sta cavando, Favasuli purtroppo si è infortunato. Però in attacco, massimo rispetto per Lucca, che vogliamo recuperare, non c'è un giocatore che entra e fa la differenza. Ieri hai inserito i due titolari della partita contro il Frosinone, Neres e Noa Lang, ma non hanno dato chissà cosa al Napoli. La preoccupazione c'è. Mi fido di Allegri, però adesso è arrivato il momento di dare continuità. Puoi vincere sabato col Venezia, me lo auguro perché la differenza di qualità c'è eccome, anche se cambiano allenatore. Però martedì devi giocare col Bodø/Glimt e dimostrare di essere forte anche in Europa”.
Contro il Frosinone De Bruyne era stato protagonista, mentre col Villarreal non è riuscito a trascinare la squadra. Come giudichi la sua prestazione?
“Massimo rispetto per il Villarreal, ma la sua sfuriata è stata la conseguenza dell'arretramento del Napoli e della mancata forza fisica. Ho visto anche un problema di condizione, al di là dell'aspetto tattico. Il Villarreal non è il Barcellona, non ha quei calciatori. Può palleggiare, ma se tu difendi bene può farlo quanto vuole senza segnarti. Invece si sono aperte delle situazioni. Badiashile, per esempio, ha evitato per due volte che il risultato potesse diventare ancora più pesante, nel primo tempo e nella ripresa con un intervento in area di rigore. Il problema è che questa squadra non difende con i reparti. Il gol di Mourino è stato bellissimo, per l'amor del cielo, ma anche io, all'età che ho, se mi lasci spazio ci provo di sinistro e magari mi va bene. Bisogna capire cosa entra nella testa dei calciatori, perché improvvisamente si abbassa il livello del gioco, si spegne l'interruttore e questa squadra non sa più reagire. Allegri deve lavorare su questo, deve capire bene questi ragazzi e perché non riescano a reagire quando vanno in difficoltà. Ci sono squadre come l'Inter che, al di là della partita di ieri contro il Brugge, vanno in svantaggio contro la Roma o contro il Napoli e riescono a recuperare. Perché nel Napoli non c'è questa capacità di reazione? Tornando a De Bruyne, questo è un altro punto interrogativo. Se ci sono delle imposizioni tattiche, anche se ti chiami De Bruyne le devi rispettare. Se Allegri ti ha chiesto, per ragioni tattiche, di stare un po' più indietro, perché fisicamente e tecnicamente hai la qualità per poter lanciare, non puoi decidere di spostarti più avanti. Per l'amor del cielo, sei Kevin De Bruyne, ma oggi giochi nel Napoli, che ha bisogno di determinate caratteristiche”.
Contro il Frosinone erano arrivati segnali positivi. Ripartiresti da quegli uomini, anche rinunciando a qualche rotazione, considerando i recuperi di Alisson, Olivera e Anguissa?
“Posso capire Neres, perché arriva da un periodo di inattività molto lungo, praticamente dieci mesi, e va bene. Noa Lang è un ragazzo che nell'ultima stagione in Olanda non ha fatto chissà quante partite, ma contro il Frosinone è riuscito a segnare. Io lo farei giocare. Parlando del gioco sviluppato a sinistra, paradossalmente Di Lorenzo e Giovane sono stati quelli che hanno fatto vedere qualcosa in più rispetto agli altri. Però voglio dire un'altra cosa. Se venerdì in conferenza stampa Allegri dice che McTominay ha mezz'ora nelle gambe, non capisco perché dopo 48 ore ne abbia sessanta. I minuti sono raddoppiati nel giro di due giorni. Bisogna capire. Io McTominay, per esempio, me lo sarei giocato nell'ultima mezz'ora, per spaccare la partita con le sue qualità. Perché ieri, ragazzi, non era il McTominay che conosciamo, ma per una questione fisica, al di là dell'aspetto tecnico e tattico”.
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