Calciomercato Napoli, Lobasso: “Allegri dovrà capire le intenzioni di questi tre azzurri”
Marco Lobasso, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Ci interrogavamo sul futuro del centrocampo del Napoli, monitorando anche la situazione di Anguissa. Diversi quotidiani lo accostano a due squadre turche, Besiktas e Galatasaray. Ti aspetti comunque dei colpi in quella zona di campo? “È evidente che Allegri non sta aspettando la presentazione ufficiale per iniziare a lavorare sul Napoli che guiderà, speriamo a lungo. Ha un asse forte con il direttore sportivo Manna, con cui ha un rapporto consolidato dai tempi della Juventus, quindi sanno bene come muoversi e stanno già operando. A mio giudizio, però, il centrocampo viene dopo rispetto al tema degli esterni, dove c’è già grande movimento di mercato. Nel mezzo, Allegri dovrà chiarire soprattutto le intenzioni su giocatori come De Bruyne, Anguissa e Lobotka, che sono top player. Questo centrocampo, così com’è, è già di altissimo livello: tra i migliori in Italia e potenzialmente competitivo anche in Champions League. Proprio per questo Allegri vorrà certezze tecniche e motivazionali dai suoi uomini chiave. Anguissa e De Bruyne, in particolare, sono stati molto sollecitati negli ultimi anni. Non tutti erano entusiasti della permanenza di Conte e alcuni segnali lo avevano lasciato intendere. Con Allegri si può ripartire da un rapporto diverso: non ci sono compromessi al ribasso, ma serve comunque il massimo impegno. Per questo, su questi profili servirà più tempo per le decisioni, rispetto ad altri reparti dove il Napoli si muove più rapidamente”.
Tra gli obiettivi del Napoli c’è anche Mario Gila della Lazio. Questo fa pensare a una difesa a tre. Secondo te quale sarà il sistema di gioco di Allegri? “È un discorso prematuro. Allegri è un allenatore in grado di adattare il sistema di gioco in tempi brevi, non necessariamente in corsa ma nel giro di poco tempo. Il Napoli parte da una base difensiva che nell’ultima stagione non ha reso come nell’anno dello Scudetto, anche per il calo di alcuni giocatori come Buongiorno. Un profilo come Gila potrebbe servire a dare un segnale di svolta e rafforzare il reparto. La difesa dovrà tornare a essere più solida e protetta. Allegri è un allenatore che privilegia il risultato rispetto allo spettacolo: le sue squadre sanno vincere “di corto muso”. È il classico confronto tra “giochisti” e “risultatisti”, e lui rientra chiaramente nella seconda categoria. Serviranno comunque giocatori convinti del progetto. Il Napoli oggi non è più una squadra in costruzione: negli ultimi anni ha vinto molto e può essere più facile attrarre profili importanti. Il vero tema sarà avere una rosa più ampia e competitiva”.
Per quanto riguarda i portieri, ti sorprende l’interesse del Napoli per Vicario e Kovář? E tra Meret e Milinković-Savić, chi rischia di partire? “Il Mondiale è sempre una grande vetrina e, con un’estate di mercato in arrivo, molti giocatori si mettono in mostra. I portieri in particolare possono cambiare valutazione rapidamente. Al di là dei nomi accostati al Napoli, credo che Allegri possa voler dare una chance importante ad Alex Meret. Ha vinto due Scudetti con il Napoli e questo è un dato oggettivo. Meret è un portiere esperto, anche se meno appariscente di altri. Non è detto che questo venga sempre apprezzato, ma la sua affidabilità resta un punto forte. Dopo la stagione di Milinković-Savić, è plausibile che si voglia puntare ancora su Meret, almeno inizialmente”.
Lukaku ha segnato al Mondiale giocando pochi minuti ma risultando decisivo. Potrebbe diventare un giocatore da impiegare a gara in corso nel Napoli, visto anche l’ingaggio elevato? “Bisogna fare una premessa: questi Mondiali a 48 squadre rendono spesso i gironi meno competitivi, quindi le prestazioni vanno contestualizzate. Lukaku resta un giocatore importante, ma bisogna capire in che condizioni vuole affrontare i prossimi anni della sua carriera. Era una pedina fondamentale nel sistema di Conte, ma non è detto che lo sia anche nel calcio di Allegri. Inoltre ha un ingaggio molto alto e il Napoli sta ragionando su una riduzione del monte stipendi. Negli ultimi anni ha avuto anche problemi fisici e non è più giovanissimo. Non credo che accetterebbe facilmente un ruolo marginale o da subentrante fisso. Per questo, il suo futuro al Napoli non è affatto scontato”.
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