Fallimento Milan, Serafini difende Allegri: "Non è principale colpevole! Sul Napoli...”
Luca Serafini, giornalista che da anni segue le vicende di casa Milan, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Allegri viene o non viene al Napoli? “È una narrazione che lascia effettivamente qualche preoccupazione. Qualche settimana fa ho parlato con Giovanni Branchini, il manager che segue Allegri, e mi ha spiegato che il problema principale è che non c’era un interlocutore unico con cui definire la chiusura del rapporto. Nel tempo sono circolate molte voci gratuite e ricostruzioni poco chiare. Allegri ha un contratto e andrà rispettato nei termini previsti. Quando ci sono queste situazioni, spesso si creano rallentamenti e trattative più complicate del previsto, ma non ci sono veri ostacoli insormontabili. L’idea è che Allegri al Napoli ci stia lavorando e che la chiusura sia più una questione formale che sostanziale”.
Quindi non c’è una divergenza sulle cifre, come si è detto? “No, non sembra quello il vero problema. Il punto è un altro. Allegri ha vissuto una situazione complicata al Milan, nonostante la sua esperienza e il suo entusiasmo iniziale. Si è trovato in un contesto interno difficile, con dinamiche societarie complesse. Parlo anche di rapporti non semplici all’interno dell’area tecnica e dirigenziale, che hanno creato tensioni. Questo ha contribuito a rendere l’ambiente instabile”.
Il mancato piazzamento Champions del Milan è attribuibile solo alla confusione societaria o anche ad Allegri? “Il discorso è ampio. Le responsabilità di Allegri non sono tra le principali cause del crollo del Milan. Certo, un allenatore ha sempre delle responsabilità, soprattutto quando si perdono sei partite su dieci. Ma in quel contesto io continuo a pensare che le cause siano altre e più profonde. Il Milan aveva problemi strutturali evidenti: una fase difensiva molto fragile nelle stagioni precedenti, una rosa non sempre equilibrata e diversi problemi fisici, soprattutto con Pulisic e Leão”.
Quindi il Milan aveva limiti strutturali oltre all’allenatore? “Sì. La squadra non era costruita in modo ottimale e il mercato non ha sempre risolto i problemi. In più ci sono state difficoltà fisiche e anche una certa instabilità interna. Io però una critica ad Allegri la faccio: nei momenti di emergenza, quando Pulisic e Leão non erano al meglio, forse avrebbe dovuto cambiare qualcosa dal punto di vista tattico. È rimasto invece troppo legato alla sua impostazione iniziale”.
In conclusione, quanto pesa davvero la sua responsabilità nel fallimento del Milan? “Non è tra le prime quattro o cinque cause del mancato risultato. La squadra ha perso una qualificazione alla Champions per pochissimi punti, quindi le concause sono molte. Allegri ha responsabilità, ma non è il principale colpevole del crollo”.
Passando al Napoli: si parla di un possibile 3-4-3 e di diversi nomi sul mercato. Potrebbe servire anche un profilo come Saelemaekers o altri ex Milan? “Io non sono un grande estimatore di Saelemaekers. Ha limiti caratteriali e tecnici e tende a calare nella seconda parte della stagione. Detto questo, non credo sia un giocatore ideale per un Napoli ambizioso”.
Ai tifosi del Napoli scettici su Allegri, cosa ti senti di dire? “Capisco le perplessità, ma credo che Allegri sia l’allenatore giusto in questa fase. Il Napoli negli ultimi anni ha avuto grandi allenatori e grandi risultati, ma oggi ha bisogno di continuità e pragmatismo. Allegri non è un allenatore spettacolare, ma è molto efficace: punta a vincere, non a stupire. E quando vinci, alla fine, il gioco migliora sempre”.
Quindi Allegri può essere l’uomo giusto per sostituire Conte? “Sì. In Italia, dopo Conte, non vedo molti allenatori più adatti per una squadra che vuole restare competitiva ai massimi livelli. Allegri è un tecnico pragmatico, che lavora sui risultati e sa gestire gruppi importanti. Se il Napoli gli metterà a disposizione una rosa adeguata, potrà essere competitivo e vincente”.
Il Napoli sembra diffidente, anche perché Allegri negli ultimi anni non ha lasciato ricordi brillanti.
“È normale che ci sia diffidenza. Ma oggi il Napoli ha una forte ambizione e non può permettersi un progetto troppo giovane o sperimentale. Serve un allenatore che sappia vincere subito o comunque lottare per vincere. Allegri va in quella direzione”.
In chiusura: il Napoli può tornare a vincere con Allegri in panchina? “Se il progetto sarà coerente e il mercato seguirà le sue indicazioni, sì. Allegri è un allenatore che non promette spettacolo, ma risultati. E alla fine, nel calcio, sono i risultati a fare la differenza”.
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