Caos arbitri, Giudice Visone: “Mi aspetto conclusione indagini in tempi brevi”
Il dottor Giuseppe Visone, pubblico ministero in servizio presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è intervenuto nel corso di 'Difendo la città' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Se un avvocato presentasse un esposto su un’altra partita, potrebbe aprirsi un nuovo filone d’indagine? “Dipende sempre dal contenuto dell’esposto. Va valutato, verificato e riscontrato. Quando viene presentata una denuncia, l’apertura di un fascicolo è un atto dovuto, ma poi servono elementi concreti da approfondire. Evidentemente, nell’esposto presentato a Milano c’erano margini investigativi rilevanti, tali da portare a sviluppi importanti. Va anche precisato che, sulle indagini di Milano, oggi si sentono molte ricostruzioni e ridimensionamenti che sono solo congetture. Solo il magistrato inquirente e la polizia giudiziaria conoscono realmente gli atti”.
Perché Rocchi non si presenta davanti al pubblico ministero? “È una scelta difensiva assolutamente legittima. Da quanto riferito dal suo legale, non intendono sostenere un interrogatorio “al buio”, cioè senza conoscere il materiale investigativo raccolto dalla Procura. È una strategia prudenziale del tutto lecita”.
Il reato di truffa lascia pensare al coinvolgimento di altri soggetti o di club beneficiati? “Questo non posso saperlo. Tuttavia, il reato contestato è un reato di pericolo a dolo specifico, cioè presuppone una finalità precisa: alterare una competizione sportiva, una partita o più partite. È quindi logico pensare che ci sia un obiettivo e potenzialmente un beneficiario, ma dire oggi chi sia sarebbe pura supposizione”.
È possibile una collaborazione più stretta tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva? “Se si vuole riformare il calcio bisogna modernizzare le sue istituzioni, sia gli organi di vigilanza sia quelli di giustizia sportiva. Molti non sanno che dal 2006 esiste un divieto per i magistrati ordinari di ricoprire ruoli nella giustizia sportiva. Questo limite, a mio avviso, ha inciso negativamente sul funzionamento del sistema negli ultimi vent’anni”.
Se venisse accertata una frode sportiva, potrebbero esserci azioni da parte degli scommettitori? “Sì, potrebbero esserci. Le associazioni dei consumatori, ad esempio, potrebbero costituirsi parte civile in un eventuale processo, in quanto rappresentano interessi collettivi. Le singole azioni individuali sarebbero più complesse, perché richiederebbero prove molto precise sul nesso causale tra illecito e danno subito”.
I tempi dell’inchiesta saranno lunghi? “Per la mia esperienza, credo che le scelte investigative compiute finora porteranno a decisioni definitive in tempi relativamente brevi. Mi aspetto una conclusione delle indagini entro l’estate o comunque in tempi non troppo lunghi”.
Come si rifonda il sistema arbitrale? “Bisognerebbe garantire maggiore autonomia e indipendenza all’organizzazione arbitrale. Finché esisterà una dipendenza economica e di carriera, sarà difficile avere piena libertà decisionale. Il professionismo arbitrale, a mio avviso, è un passaggio inevitabile. Stiamo parlando di uno dei principali settori economici del Paese, con interessi enormi. È un’anomalia che gli arbitri siano ancora l’unica componente dilettantistica in un sistema completamente professionistico”.
Sarebbe favorevole a un commissariamento di FIGC e AIA? “Credo che siamo davvero a un anno zero. Il commissariamento potrebbe rappresentare una soluzione concreta. Arriviamo da fallimenti sportivi, organizzativi e da un ritardo enorme sull’impiantistica. Rischiamo di non farci trovare pronti per Euro 2032. Forse un azzeramento potrebbe consentire una vera ripartenza”.
Cosa pensa delle testimonianze anonime emerse in queste ore? “Da quanto riportato, sembrerebbero dichiarazioni orientate soprattutto a descrivere dinamiche interne e gestione delle carriere arbitrali. Personalmente sono molto prudente con le fonti anonime e non mi sento di andare oltre senza elementi verificabili”.
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