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L’ex arbitro Nasti: “Arbitri vivono pressioni e condizionamenti! Serve intervento istituzioni”

L’ex arbitro Nasti: “Arbitri vivono pressioni e condizionamenti! Serve intervento istituzioni”TuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 19:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Andrea Nasti, ex arbitro, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android). 

Rocchi che non si presenta, come interpreta questa scelta? “Se fossi stato nei panni di Rocchi, mi sarei presentato. Un avviso di garanzia serve anche a chiarire la propria posizione, soprattutto se si ritiene di aver agito con trasparenza. Probabilmente avrà seguito una strategia concordata con il suo avvocato, quindi bisognerà capire meglio nei prossimi giorni. Al momento abbiamo soltanto verità parziali, che non fanno ancora piena luce sulla vicenda”.

È plausibile il coinvolgimento di alcuni club? “Mi riesce difficile pensare che un designatore arbitrale possa manipolare designazioni o decisioni tecniche senza che ci sia un interesse dietro. Se davvero ci fossero state interferenze, dovrebbe esserci anche qualcuno che ne ha tratto beneficio. È un tema delicato, ma è lecito porsi delle domande”.

Rocchi può essere stato soltanto la punta dell’iceberg di un sistema più ampio? “È un dubbio legittimo. Un sistema del genere non può reggersi su una sola persona. Se emergeranno responsabilità, probabilmente coinvolgeranno anche altri soggetti. Però oggi abbiamo ancora informazioni molto parziali e bisogna attendere gli sviluppi delle indagini”.

Cosa pensa delle parole di Pasquale De Meo sul clima vissuto nell’AIA? “De Meo ha parlato con cognizione di causa. Io stesso ho sempre sostenuto che Gravina fosse tra i principali responsabili della situazione nel mondo arbitrale. Esistevano conflitti di interesse interni all’AIA, sia nelle votazioni sia nelle nomine dei designatori e dei dirigenti. Questo ha generato contraddizioni profonde. Ricordo anche che il voto dell’AIA in ambito federale era spesso decisivo. Per questo, a mio avviso, molte situazioni sono state tollerate o sottovalutate”.

Gli arbitri vivono pressioni e condizionamenti? “Sì, il problema riguarda sia il sistema arbitrale sia il mondo del calcio. Gli arbitri che vanno in Serie A o al VAR spesso non sono sereni, perché sanno che dietro ai designatori ci sono anche equilibri politici e interessi esterni. Questo inevitabilmente pesa sulle decisioni. Io spero che ci sia finalmente un intervento delle istituzioni, non solo sull’AIA ma anche sulla FIGC”.

Perché tanti tacciono? Esiste un clima di omertà? “Per quanto riguarda i club non posso parlare direttamente, perché non ho vissuto quel contesto. Sugli arbitri, invece, posso dire che arrivare in Serie A richiede enormi sacrifici personali, familiari e professionali. Molti, pur sbagliando, scelgono di voltarsi dall’altra parte pur di raggiungere quell’obiettivo. Chi prova a denunciare certe dinamiche viene spesso isolato o etichettato come traditore del gruppo. Questo è stato uno dei grandi problemi dell’AIA”.

Serve ripartire da zero? “Credo che la soluzione più immediata sia commissariare la FIGC e rimettere ordine. Il campionato ripartirà tra pochi mesi, quindi non sarà semplice azzerare tutto. Ma chi ricostruirà dovrà scegliere persone credibili, competenti e indipendenti, che mettano al centro il bene del calcio. Non esiste una bacchetta magica, ma il sistema attuale ha fallito. Bisogna avere il coraggio di ribaltare il tavolo”.

Sorteggio arbitrale sì o no? “No. Il problema non è il sorteggio, ma chi gestisce le designazioni. Serve trasparenza e meritocrazia. Le partite importanti devono essere affidate agli arbitri migliori per capacità, non per logiche politiche o rapporti personali. Cambiando gli uomini e i criteri, si risolve il problema alla radice”.