Caso Lukaku, Pistocchi: "Una multa non gliela toglierà nessuno"
Maurizio Pistocchi, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Caso Lukaku. Qual è il tuo punto di vista su questa vicenda?
"Ci sono dei passi formali che un dipendente di una società importante come il Napoli non può non fare, quindi la società va informata prima di tutti. Non è comprensibile da parte sua un atteggiamento così, essendo un dipendente strapagato, quindi ne risponderà credo di fronte al club, perché penso che una multa anche importante non gliela toglierà nessuno."
Il fatto che la società non nasconda il suo disappunto può farci capire qualcosa sulla prossima stagione?
"Sai, Lukaku è un giocatore che è stato molto importante l'anno scorso. Diciamo che da gennaio in avanti le prestazioni di Lukaku quest'anno non sono quantificabili, perché non ha giocato praticamente mai, quindi è una valutazione non facile da fare. Højlund ha sicuramente sostituito Lukaku al massimo delle sue possibilità ed è un giocatore giovane, è un giocatore che a mio modo di vedere ha ancora margini di crescita, soprattutto se riesce a migliorare qualche lacuna che ha. Ma a mio modo di vedere, se deve fare una scelta, il club andrà sicuramente su Højlund."
Questa sosta può fare bene all’Inter? E in ottica scudetto, anche considerando Napoli e Milan?
"Guarda, le soste sono come le vacanze: fanno bene solamente a chi ne ha bisogno. Diciamo che l'Inter vista a Firenze avrebbe bisogno non solo di una sosta, ma proprio di un refresh totale. È una squadra che ha dimenticato il suo modo di stare in campo, una squadra molto passiva, molto attendista. Quella che ho visto a Firenze è stata veramente una pessima Inter. D'altronde, nelle ultime otto partite ne ha vinte solamente due: questo significa che la squadra è andata in crisi. È una crisi, a mio modo di vedere, di gioco più che fisica. La squadra si vede che ha dimenticato parzialmente le cose che doveva fare, in campo è molto slegata, fa molta fatica. A Firenze è stata quasi tutta la partita passiva. Nonostante questo ha dei giocatori importanti, ha avuto anche delle occasioni grosse per fare gol, ma è un'Inter che non vedo per niente bene in queste condizioni. Quando una squadra si trova così, se ne esce solamente col lavoro, individuando le problematiche e correggendole. Mi chiedo: un allenatore con così poca esperienza in Serie A sarà in grado di capire dov'è il problema?"
Tra le inseguitrici, Napoli e Milan, vedi una delle due capace di fare un percorso netto per approfittarne?
"Come ho detto un mese e mezzo fa, il Napoli le vince tutte. L'ho detto quando mancavano dieci partite, quindi sono convinto che il Napoli le vinca tutte. Ha ritrovato i suoi giocatori più importanti e questo è il momento in cui le capacità del tecnico di valorizzare la rosa e la sua mentalità vincente possono fare la differenza. L'Inter è ovviamente ancora in grande vantaggio: se hai sei punti sul Milan e sette sul Napoli vuol dire che dovresti perdere clamorosamente due partite sulle otto che mancano. Può succedere. Nello stesso tempo dico che il Milan, visto nel secondo tempo quando è passato al 4-3-3, è stato forse il miglior Milan della stagione. Però avrà grossi rimpianti, perché è vero che ha fatto punti contro le grandi, ma ha perso 17 punti contro le piccole: Parma, Pisa, Genoa, Sassuolo. Forse proprio con le medio-piccole denota qualche problematica di gioco, mentre nei big match, potendo giocare di rimessa, fa vedere le cose migliori. È una squadra che si difende bassa e poi prova due o tre soluzioni preparate. Però il miglior Milan che ho visto è quello del secondo tempo di domenica scorsa con il 4-3-3: una squadra più logica, con tre centrocampisti. È anche la disposizione che valorizzerebbe di più Leao. I suoi numeri sono comunque buoni e importanti: pur essendo un giocatore che a volte si estranea dalla partita, ha soluzioni nel DNA che gli consentono di risolvere le partite, quindi è un giocatore importante."
Un parere sulla nazionale: sulla carta l’Italia è favorita, ma c’è sempre grande incertezza. Che aspettative hai?
"Vedo che si sta facendo una campagna stampa molto forte sul fatto che dobbiamo andare ai Mondiali a tutti i costi. Io mi auguro che l'Italia ci vada, però bisogna anche riflettere. Se è vero che siamo già stati assenti dai Mondiali per due volte consecutive e che andiamo agli spareggi anche questa volta, se non battiamo l'Irlanda del Nord ed usciamo, è evidente che bisogna aprire un discorso molto più ampio sulle qualità del calcio italiano, sugli stipendi, sui settori giovanili. Non si può sempre nascondere la polvere sotto il tappeto sperando che una vittoria sistemi tutto. Il risultato è importante, ma non può coprire sempre le magagne. Bisogna avere un quadro storico della realtà, e questo dice che siamo indietro rispetto ad altri in Europa. Stiamo perdendo posizioni anche rispetto a campionati che una volta erano inferiori al nostro. Dobbiamo guardare, per esempio, al calcio portoghese, che con 10 milioni di abitanti produce un patrimonio tecnico enorme. È un discorso di lavoro, strategia, studio e organizzazione. Noi invece vediamo giocatori che fanno fatica tecnicamente: le responsabilità sono nella formazione, troppo orientata alla fisicità, e negli allenatori, spesso poco coraggiosi. Spero che l'Italia ce la faccia, ma i problemi restano e vanno risolti."
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