Collovati: "Buongiorno si è perso un po', è più fragile! Conte? Se il Napoli si ridimensiona..."
Fulvio Collovati, ex calciatore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: " “Il secondo posto ormai mi sembra quasi acquisito. Il Milan è in difficoltà, la Juventus fatica e la Roma è concentrata sulla corsa Champions. Credo che il Napoli abbia raggiunto un ottimo risultato. La vera domanda è un’altra: Conte resterà?”.
Da cosa dipenderà?
“Dipenderà dalle strategie del club. Ho sentito parlare di ridimensionamento, soprattutto per quanto riguarda ingaggi e mercato. Se davvero il Napoli dovesse ridimensionarsi, allora qualche dubbio sulla permanenza di Conte ce l’ho anch’io. Lui nella sua carriera ha sempre rilanciato, mai ridimensionato”.
E in caso di addio si parla tanto di Sarri…
“Maurizio Sarri è un ottimo allenatore, ha già fatto bene a Napoli ed è un nome importante. Però il punto resta sempre quello: capire quale sarà il progetto del club. Se Conte percepisce un ridimensionamento, allora è normale che possano emergere alternative come Sarri, Italiano o altri profili”.
Che stagione è stata quella del Napoli?
“Secondo me positiva. Qualcuno parla di delusione, ma non si può vincere sempre. Il secondo posto, la qualificazione in Champions e la Supercoppa rappresentano un buon risultato. Però è chiaro che, se dovesse esserci un cambio in panchina, andrebbe fatto rapidamente per programmare tutto”.
Ieri sera un’altra grande partita europea tra Bayern Monaco e PSG: quanto siamo lontani in Italia da quei ritmi?
“Il problema non è il 5-4, perché risultati così evidenziano anche grandi debolezze difensive. La partita di ieri, finita 1-1, ha dimostrato invece che si può giocare un grande calcio anche con equilibrio e organizzazione difensiva. Il PSG ha fatto una partita straordinaria”.
E il calcio italiano dove paga il gap?
“Paghiamo la velocità e l’intensità. Siamo indietro di quindici anni. In Italia vediamo ancora un calcio troppo lento: palla al portiere, palla al difensore, ritmi bassi. In Europa invece c’è intensità continua. Anche una partita che finisce 0-0 può essere spettacolare se giocata ad alta velocità”.
Kvaratskhelia può davvero arrivare al Pallone d’Oro?
“Per me sì. Kvaratskhelia sarà il futuro Pallone d’Oro. Lo ha dimostrato anche contro il Bayern Monaco, sia all’andata che al ritorno. È un giocatore straordinario”.
Ti aspettavi un rendimento diverso da Alessandro Buongiorno?
“All’inizio avevo parlato molto bene di lui, perché mi sembrava il difensore vecchio stampo: attento, concentrato, forte sull’uomo. Poi però si è perso un po’. Non so se sia solo una questione di infortuni o anche mentale”.
Cosa non ti convince oggi?
“Ultimamente ha commesso diversi errori e non è più il Buongiorno dei primi mesi. Un difensore deve migliorarsi continuamente, non può pensare di essere arrivato. Deve ritrovare fiducia e continuità, perché il Napoli ha bisogno del vero Buongiorno”.
Vedi differenze rispetto a Rrahmani?
“Sì. Anche Rrahmani ha avuto problemi fisici, ma quando gioca senti il suo peso in campo. Buongiorno invece oggi appare più fragile, soprattutto dal punto di vista della continuità”.
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