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Cittadinanza ADL, Cons. Carbone: “Divisivo, offensivo, i napoletani sono signori!”

Cittadinanza ADL, Cons. Carbone: “Divisivo, offensivo, i napoletani sono signori!”
Oggi alle 10:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Luigi Carbone, esponente della maggioranza in Comune per Napoli Solidale Europa Verde Difendi La Città, è intervenuto su Radio Tutto Napoli

Luigi Carbone, esponente della maggioranza in Comune per Napoli Solidale Europa Verde Difendi La Città, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Cittadinanza onoraria rinviata per De Laurentiis? Ieri l'andamento dei lavori dell'Aula ha fatto sì che noi non fossimo preparati perché il cronologico della seduta non prevedeva l'onoreficenza a De Laurentiis, era al numero 90 e noi eravamo al 17. Inutile che ci nascondiamo, Aurelio De Laurentiis è un grande imprenditore. Ma le cittadinanze onorarie non si danno ai grandi imprenditori, ma a chi ha un legame speciale con la città. De Laurentiis è un personaggio divisivo, su cui potremmo anche trovare una convergenza, ma ieri non eravamo preparati. Le cittadinanze sono operazioni forti, che restano nella storia. Sinceramente ieri non avevamo la dialettica già pronta e matura per affrontare questo tipo di atto".

Il Napoli è guidato da De Laurentiis da 20 anni e ha riportato la squadra allo Scudetto, partendo dalla Serie C.
"Ha portato il Napoli dalla Serie C allo Scudetto e ha fatto anche tante altre cose, ma questo vuol dire che è un grande imprenditore. La cittadinanza onoraria invece è un riconoscimento pubblico, molto alto, che si dà a chi ha un legame speciale con la città. De Laurentiis la cittadinanza onoraria potrebbe anche meritarla, ma se mettesse un po' da parte le sue uscite. Poco più di un anno fa disse che i napoletani sono un popolo di perdenti perché non si accontentano mai. Se sei in grado di metterla da parte va bene, altrimenti no. Oggi parli da imprenditore, ma se domani diventi mio concittadino onorario vuol dire che ti stanno tributando la più alta possibilità. I napoletani sono dei signori, siamo un popolo della Magna Graecia ed evitiamo certe uscite. Lui spesso nei suoi discorsi mette un po' di zizzania. Se vogliamo farlo diventare un napoletano a tutti gli effetti c'è bisogno anche di uno sforzo da parte sua. Più volte ha  criticato anche il Consiglio Comunale della città. Sovrappone in maniera troppo fredda su quelle del cuore. Per diventare napoletano, dunque, secondo me ha bisogno di qualche step in più. Credo sia giusto che lui vedesse che la città lo ama come imprenditore, ma non tutta la città lo acclama come nuovo napoletano. Io non ho nulla contro De Laurentiis, vorrei sempre lui come presidente della mia squadra e sono un suo cliente, ma per essere napoletano deve togliere quella dialettica troppo aspra, verso i napoletani, verso i giornalisti, verso il Consiglio Comunale".

Non crede che De Laurentiis sia cambiato?
"Io farei una domanda a De Laurentiis, nella speranza che risponda in maniera sincera: Ma tu vuoi essere napoletano o vuoi essere solo il presidente del Napoli? Perché magari mi convince. Io non ho nulla contro De Laurentiis e credo molto nel cambiamento delle persone. Io non lo cambierei per nulla al mondo dal punto di vista imprenditoriale. I miei amici mi sfottono e dicono che sono un pro-De Laurentiis, perché ne ho parlato bene anche nelle stagioni che non sono andate bene. Ma il voto in aula, che rappresenta una mia responsabilità, lo sento pesante, non voglio farla leggera. E non voglio mettere in imbarazzo il presidente. Credo che lui debba guardare le titubanze con cui stiamo arrivando a questo riconoscimento per mettere da parte i difetti che ha. Nel momento in cui prende la cittadinanza onoraria, deve capire che ha una responsabilità in più. Se vuole rimanere il De Laurentiis che dice che i napoletani sono un popolo di perdenti, è meglio che non la prenda la cittadinanza onoraria".

Ancora su De Laurentiis.
"Uno dei motivi che ci porta alla divisione è il fatto che sia controverso. Fino a qualche anno fa aveva ancora dei debiti verso il Comune, che poi ha estinto. E ancora oggi non fa di tutto per dire tutto quello che noi vorremmo sentire, ossia che il Maradona rimane dov'è, perché è lo stadio di Diego e non può essere barattato per un terreno a buon prezzo ad Afragola. Oggi servono investimenti di cuore per fare l'impianto perché c'è Euro 2032 e ci sono soldi pubblici per fare il restyling e il terzo anello. Quindi c'è una spesa pubblica che però non fa i suoi interessi. Lui da concessionario lo pagherà caro e amaro, com'è giusto che sia, perché non è mio lo stadio, è della città, e noi non possiamo svendere lo stadio della città, anche perché i bilanci del Napoli possono permetterselo. Noi siamo per il Maradona lì dov'è, lui è per fare l'affare sull'impianto, che da imprenditore capisco ma non da napoletano. Potremmo dare una cittadinanza onoraria a Careca o a Giordano perché vengono a Napoli 4-5 volte all'anno e fa beneficenza. Mertens, un napoletano che è nato in Belgio e che parla più napoletano di tanti amici. Questi sono quelli che meritano la cittadinanza onoraria. Caro De Laurentiis, se ci stai ascoltando, manca un passettino, sia sullo stadio che sulle sue uscite".