Conferenza Allegri, Forgione: "Piatta e senza sussulti, nulla mi ha colpito"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Hai seguito la presentazione di Massimiliano Allegri. Quali sensazioni ti ha lasciato e c'è un passaggio che ti ha colpito in particolare?
"Non c'è stato nulla che mi abbia colpito. È stata una presentazione abbastanza piatta, senza troppi sussulti, a parte qualche battutina nata da un assist. Lì è uscito anche in maniera ironica rispetto a situazioni del passato che, evidentemente, i tifosi napoletani ricordano ancora e che bruciano. Per il resto, devo dire, poco materiale, veramente poco materiale."
Molti hanno definito la conferenza stampa molto bella. Tu invece hai avuto un'impressione diversa.
"Non è stata una conferenza di livello giornalistico. Non ha dato spunti, non si può ragionare su nulla. Lo dicevo già ieri e l'avevamo anche anticipato il giorno prima: non ci aspettavamo una conferenza diversa e infatti è finita zero a zero. È stata piuttosto scialba. Ho preferito molto di più quella di due anni fa con Conte. Quella fu una vera conferenza stampa, con temi profondi e spunti importanti. Lì c'era davvero materiale su cui lavorare dal punto di vista giornalistico. Quella di ieri, invece, ha dato pochissimo. L'unica cosa bella è stata la location, il teatro, ma per il resto veramente poco."
Uno dei pochi spunti è arrivato da Giovanni Manna, che parlando degli attaccanti ha inserito anche Giovane nel reparto offensivo. Che indicazione ti sembra?
"Sicuramente è un'indicazione, ma anche su questo si sarebbe potuto approfondire il discorso per capire quali fossero le intenzioni del club e dell'allenatore. Noi sappiamo chi sono oggi i giocatori in rosa e sappiamo anche che Giovane è sempre stato considerato un attaccante e non un esterno. È stato acquistato come tale. Sentirci dire che oggi il Napoli ha questi quattro attaccanti non è una novità. Piuttosto ci interessava capire quale dei quattro fosse ritenuto imprescindibile, quale potesse essere ceduto e se ci fosse la volontà di intervenire ancora sul mercato. Questo non è stato detto e quindi resta tutto fermo."
Il Napoli, al momento, sembra piuttosto fermo sul mercato. Può diventare un problema?
"Di questo non mi preoccupo particolarmente. In realtà tutto il mercato italiano è partito molto a rilento. Qualcuno ha fatto qualcosa, ma non più di tanto. Arriverà il momento in cui inizieranno i veri colpi. Se poi consideriamo che De Laurentiis si è dato questo diktat — prima vendere, snellire la rosa e poi acquistare — mi preoccupa relativamente. Mi preoccupa di più il fatto che il Napoli possa ritenere di essere già competitivo così com'è. È vero, ma fino a un certo punto. Il Napoli deve comunque intervenire perché la concorrenza è molto agguerrita. La Roma sta lavorando per rinforzarsi, il Como sta facendo lo stesso, la Fiorentina sta facendo un buon mercato. Se allarghiamo il discorso alla zona Champions, ci sono già quattro o cinque squadre che possono dare fastidio. Se poi aggiungiamo anche la Juventus, il livello cresce ancora. A un certo punto il Napoli dovrà muoversi, perché la concorrenza sta già crescendo e non può permettersi di restare fermo."
Un ascoltatore sostiene che il mercato serva poco a una squadra già arrivata ai vertici e che le critiche alla conferenza stampa siano eccessive. Cosa rispondi?
"Le conferenze pre-partita del campionato sono una cosa, una conferenza di presentazione è un'altra. È il momento in cui ti presenti alla città e devi dare un'impronta, uno slancio. Altrimenti diventa soltanto una passerella, e così è stata. Una conferenza stampa serve proprio a fornire argomenti, titoli e spunti ai giornalisti, che poi hanno il compito di raccontare ai tifosi quello che sta succedendo. È quindi anche nell'interesse dei tifosi, non soltanto dei giornalisti che fanno il proprio lavoro. Per quanto riguarda il mercato, avete mai visto una squadra che non fa mercato? Sì, l'abbiamo vista l'anno scorso con la Lazio, e si è visto com'è andata. Non esiste una squadra che possa permettersi di non fare mercato. Il Napoli lo farà."
Ti aspettavi la vittoria della Spagna sulla Francia?
"Era una partita equilibrata. Mi ha stupito il fatto che alla vigilia si fosse scaricata tutta la responsabilità sulla Spagna. Non ero convinto che fosse davvero la favorita. Ho sentito addirittura i francesi spostare la pressione dall'altra parte. Poi la Spagna ha confermato il proprio valore. Io mi aspettavo una Francia in finale, però i valori sono talmente alti che una valeva l'altra. Adesso vediamo cosa succederà tra Argentina e Inghilterra, ma il livello è altissimo e la Spagna, a questo punto, può anche vincere il Mondiale."
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