De Luca: "Allegri ha detto una frase con grande sincerità"
Diego De Luca, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Ti unisci al sondaggio che abbiamo proposto ai nostri radioascoltatori? Qual è il tuo podio personale degli allenatori dell'era De Laurentiis?
"È una bellissima graduatoria, verrà fuori qualcosa di interessante. Al primo posto metto Rafa Benitez. Tutta la vita. Benitez è l'uomo che ha internazionalizzato il club, che ha consentito il passo successivo rispetto al ritorno nel grande calcio. Ha internazionalizzato il Napoli e ha permesso l'arrivo di grandissimi calciatori: Callejón, Albiol, Reina e tanti altri. In quel momento il Napoli è tornato veramente a un livello altissimo di qualità del gioco e ha ripreso a far sentire la propria voce. Al secondo posto metto Maurizio Sarri, perché è un allenatore che in tre anni ha dimostrato una grandissima elasticità mentale. Una volta arrivato a Napoli si è accorto che il suo sistema iniziale non stava funzionando ed è stato bravissimo a cambiare, adattandosi alle caratteristiche della squadra. Il titolo non è arrivato alla fine del triennio per motivi che tutti conosciamo e che appartengono ancora un po' ai misteri del calcio italiano. Abbiamo saputo però, tramite Massimiliano Allegri, che è venuto a provare a restituirceli. Al terzo posto metto Luciano Spalletti, perché stiamo parlando di un allenatore che, anche grazie a un gioco bellissimo, è riuscito a riportare lo Scudetto a Napoli. Questa è la mia graduatoria."
Abbiamo visto le immagini di Luciano Spalletti con una maglia a maniche lunghe sotto la t-shirt, probabilmente per coprire il tatuaggio. Che impressione ti ha fatto?
"Mi ha fatto sorridere. Io sono un boomer e mi ha ricordato uno dei protagonisti del cartone animato *Mila e Shiro*: si vedeva questa maglia con le maniche lunghe sotto la divisa. Forse era per coprire il tatuaggio, non lo so, ma sembrava davvero uno dei personaggi del cartone. Oggettivamente Luciano è un uomo di spettacolo oltre che di calcio. Ha fatto dello spettacolo in campo il suo cavallo di battaglia, ma sa stare anche davanti alle telecamere. Il primo giorno forse non sarebbe stato opportuno mostrare il tatuaggio, ha preferito fare una sauna e va bene così."
Che impressione ti ha fatto la conferenza stampa di Massimiliano Allegri? In particolare quando ha detto che il Napoli ha una rosa ampia e che questo gli consentirà di adottare diversi sistemi di gioco.
"Io sarò molto franco. Chi non ha mai indossato un paio di scarpini, nemmeno tra amici, probabilmente ha bocciato la conferenza stampa di Allegri, aspettandosi che spiegasse già tutti i movimenti tattici. Ma non può funzionare così. Se non ricordo male questi giocatori sono ancora in vacanza, sono in giro per il mondo, qualcuno magari sta seguendo il Mondiale. Non credo che Allegri abbia già incontrato la squadra. I primi giorni a Castel Volturno e poi il ritiro saranno fondamentali, perché ogni allenatore ha la propria idea. Magari c'è un allenatore che vede un giocatore in un ruolo e un altro che lo vede diversamente. Ogni tecnico esprime il proprio giudizio in base a quello che osserva nella persona e nelle caratteristiche tecnico-tattiche. Quando Allegri dice: 'Prima vi voglio vedere, vi voglio conoscere e soltanto dopo vi dirò in che modo potremo giocare', io ci vedo una grande sincerità. Nel suo concetto di base c'è comunque l'idea di alternare sistemi di gioco durante la stagione, senza restare ancorato a un unico dogma al quale tutti debbano adattarsi. Anche questo dimostra grande elasticità. Io quindi non boccio la conferenza stampa, anzi apprezzo la sincerità del mister."
Tra i giocatori che oggi si sono presentati a Castel Volturno, chi potrebbe essere più utile al Napoli di Allegri e chi invece vedi destinato a partire?
"Qui torniamo al discorso di partenza. Io posso esprimere un giudizio in base alla mia idea, non a quella del mister, perché se ancora non li ha conosciuti non possiamo sapere quali giocatori riterrà adatti alle sue caratteristiche. Parto dai portieri, perché mi incuriosisce molto capire come verrà gestita la situazione tra Meret e Milinković-Savić. Allegri è stato chiaro: ci sarà un primo e un secondo, ma anche se il secondo dovesse giocare quindici partite per lui andrebbe bene. Secondo me il primo sarà Meret. Dopo una stagione da titolare, dire a Milinković-Savić che farà il secondo non sarà semplice, quindi la gestione sarà importante. Mi sembra però di capire che nessuno abbia il posto assicurato: da Meret a Milinković-Savić, da Lang a Mazzocchi. C'è bisogno di capire quali saranno le strategie del club in base alle indicazioni dell'allenatore. In questo momento mi riesce davvero difficile fare nomi di giocatori in uscita. Magari arriva Allegri, vede Lang, tra i due nasce subito sintonia personale e professionale e il giocatore riesce finalmente a esprimersi al massimo. Aspettiamo i primi giorni di lavoro. L'unica indicazione abbastanza chiara emersa dalla conferenza stampa riguarda proprio il portiere: oggi Meret parte davanti a Milinković-Savić."
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