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Dazn, Marrucci: “Napoli ancora imballato, Lindstrom non convince. Guardiola? Ci spero davvero”

Dazn, Marrucci: “Napoli ancora imballato, Lindstrom non convince. Guardiola? Ci spero davvero”
Oggi alle 21:20Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Giovanni Marrucci a Radio Tutto Napoli analizza Napoli-Arezzo, il mercato azzurro e il futuro della Nazionale.

Giovanni Marrucci, telecronista della Liga Portgual per DAZN, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Che indicazioni ti ha lasciato la sconfitta del Napoli contro l'Arezzo? Quanto conta davvero questo primo test?
"Sono d'accordo con chi invita a non dare troppo peso al risultato. Fa sempre impressione perdere in questo modo, ma il Napoli era soltanto al quinto giorno di lavoro e credo che il 3-1 vada contestualizzato. Più che il risultato, si può ragionare sulla prestazione. Ho visto una squadra ancora molto sovraccarica per il lavoro fisico, imballata, come è normale che sia in questa fase del ritiro. Se c'è una riflessione da fare riguarda le due novità tattiche proposte da Allegri: Lindstrom e Vergara in ruoli diversi. Vergara mi ha dato l'impressione di poter incidere in quella posizione, mentre Lindstrom non ha mai trovato una vera collocazione, ha toccato pochissimi palloni ed è sembrato non sapere bene quale ruolo interpretare. Se quello era un esperimento, direi che al momento non ha dato i risultati sperati. Per il resto bisogna ricordare che l'Arezzo ha iniziato la preparazione da circa quindici giorni e questo fa tutta la differenza del mondo. Mi aspettavo magari un po' più di orgoglio per evitare un passivo così pesante, ma anche lo scorso anno il Napoli perse la prima amichevole contro l'Arezzo."

Lindstrom potrebbe aver interpretato un ruolo pensato in futuro per De Bruyne?
"È una lettura interessante e ci può stare. Potrebbe essere davvero quella l'idea di Allegri, con un centrocampista più libero dai compiti difensivi e chiamato ad agire nella zona di rifinitura. È chiaro che oggi il tecnico deve lavorare con gli uomini che ha a disposizione. De Bruyne rientrerà soltanto a inizio agosto e dovrà essere inserito gradualmente. Vale per il Napoli ma anche per tutte le altre squadre che hanno avuto tanti giocatori impegnati al Mondiale."

Come vedi il futuro di Lorenzo Lucca? Può ancora rientrare nei piani del Napoli?
"Credo che Allegri stia ancora cercando di capire se possa essere utile al progetto. L'infortunio complica ulteriormente la situazione. Molto dipenderà anche dal livello che Lucca riuscirà a raggiungere: bisogna capire se possa fare il salto definitivo oppure se il suo valore resti quello di un attaccante da squadra di metà classifica. Se devo sbilanciarmi, penso che possa ancora rientrare nei progetti del Napoli, ma poi bisognerà vedere anche se arriveranno offerte concrete e quale sarà la volontà del club."

Quali giocatori ti hanno impressionato maggiormente in questa prima uscita?
"Alisson Santos è sicuramente il nome più facile da fare, anche perché lo seguo da tempo e ha confermato rapidità e qualità. Mi è piaciuto anche Vergara, che ha mostrato personalità e voglia di incidere. Gutierrez mi ha fatto una buona impressione soprattutto per la capacità di proporsi in avanti. Infine Prisco, che conoscevo poco: mi ha colpito per la personalità dimostrata contro una squadra di alto livello. Sono giovani che meritano di essere seguiti con attenzione."

Perché il mercato italiano sembra così bloccato?
"È un discorso molto ampio. Oggi senza risorse economiche è difficile fare mercato. I club di Premier League giocano ormai in un'altra categoria e il divario economico è enorme. Le società italiane fanno più fatica perché manca anche la possibilità di valorizzare e rivendere i giocatori a cifre elevate. Basta guardare al Portogallo, dove i grandi club acquistano giovani, li fanno crescere e poi li cedono per cifre importantissime. In Italia questo meccanismo funziona molto meno e inevitabilmente il mercato ne risente."

Chi immagini sulla panchina della Nazionale italiana?
"Non ho informazioni diverse da quelle che leggiamo tutti, però la mia sensazione è che qualcosa ci sia davvero intorno al nome di Pep Guardiola. Malagò e Maldini lo hanno citato apertamente e, quando si arriva a fare un nome così importante, credo che un dialogo ci sia stato. Più che una previsione è un augurio, perché un allenatore come Guardiola costringerebbe il calcio italiano a una vera rivoluzione. Mi fido molto del lavoro di Maldini e penso che, qualunque sarà la scelta finale, sarà ponderata. Certo, vedere Guardiola sulla panchina dell'Italia sarebbe qualcosa di straordinario."