Arsenal, l’esperto di Premier: "Tra le favorite Champions, vi racconto il gioco ed il progetto”
Nicolò Ramella, telecronista, esperto di calcio inglese, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Da grande esperto di Premier League, come descrivi l'Arsenal, prima avversaria del Napoli in Champions League?
"Eh beh, qui mi sa che parlano più i fatti che le descrizioni, direi, per una squadra come l'Arsenal, e anche i risultati. La cosa che piace molto dell'Arsenal, guardate, ne parlavamo oggi con dei colleghi, è che è un esempio anche di progettualità perché è arrivata a questo livello top e sicuramente credo anche voi possiate concordare, una delle favorite ancora una volta alla vittoria finale in Champions League. Ma ci è arrivata con pazienza, ci è arrivata non subito con i risultati, ci è arrivata con il lavoro, ci è arrivata con la fiducia data ad Arteta, ci è arrivata con il gioco, ci sta arrivando con l'evoluzione ancora di più del proprio gioco, rendendola più verticale e molto più veloce. Quindi io vedo un Arsenal, se vogliamo, ancora più forte rispetto alla passata stagione, appunto perché magari si specchiava troppo in alcuni momenti e qualche volta caratterialmente non riusciva ad affrontare le partite più importanti e credo che lo step in più lo stia già facendo. Ho visto la partita contro il Chelsea e reagire subito contro una squadra forte come il Chelsea ha dato ancora una dimostrazione al campionato e all'Europa che l'Arsenal è veramente la squadra da battere insieme naturalmente al Paris, al Bayern, ma mettiamoci anche l'Inter se dovesse fare un percorso senza i play-off."
Forse, visto anche il momento del PSG, l'Arsenal è la squadra più in forma del momento. Tatticamente, che tipo di squadra deve aspettarsi il Napoli? È davvero così speculativa come qualcuno sostiene oppure andrà a prendere alto gli azzurri?
"Bravissimo, bravissimo, hai proprio individuato il dato più importante: speculare quando vuole lui. Arteta è bravo anche per questo, perché gioca in maniera speculare nelle partite in cui bisogna giocare in maniera speculare. Il Chelsea lo ha dimostrato secondo me. Esattamente, comunque è un 4-2-3-1 neanche troppo classico perché le posizioni dei trequartisti sono interscambiabili, perché Havertz comunque è una punta tipica, poi c'è Gyokeres che non è ancora al massimo della forma, ma comunque sarà più che utile. Ha dei difensori che sanno fare gol e uno lo conosciamo bene perché gioca anche in Nazionale, che è Calafiori. Sicuramente i calci piazzati rimangono un fiore all'occhiello e un plus perché le statistiche dimostrano che più del 50% dei gol arrivano a calci piazzati, quindi Arteta ne ha fatto diventare la ciliegina sulla torta del suo gioco. Però, per esempio, Lewis-Skelly, che la scorsa stagione non era lì e comunque sembrava un acquisto un po' campato per aria, ha giocato nei due mediani con i tre trequartisti davanti, è un giocatore di sostanza, di pulizia, che va a recuperare il pallone. L'Arsenal è capace di riaggredirti, quindi di fare la fase di riaggressione e di partire con grande velocità unita ad una qualità del singolo straordinaria, quindi diventa un po' complicato. Però tu hai detto arriva in un momento di forma straordinario, sono d'accordo, partita fortissima, ma io credo anche il Napoli sia in un ottimo momento di forma. Emotivamente certo ti pesa aver perso una partita del genere contro l'Inter, ma a San Siro ho visto un ritmo molto vicino a quello della Premier League, è stata una bella partita."
Provando a individuare qualche punto debole dell'Arsenal, può essere la fascia destra con Ben White? E quanto possono incidere le posizioni molto ibride dei terzini, che spesso entrano dentro il campo e lasciano spazio alle spalle?
"No, no, no, Ben White sicuramente se non è in giornata può essere puntato nell'uno contro uno e il Napoli ha i giocatori per farlo. Solis che è arrivato, ecco, magari può anche pagare l'esordio con l'Arsenal in Champions League, dovesse giocare lui naturalmente. Vi dico che, pur essendo un giocatore che a me piace moltissimo, Konsa qualcosa ti può concedere. Hojlund può creare un bel duello, non deve andare su Gabriel ma deve andare più a giocare il duello con Konsa se vuole fare il duello, quindi qualcosa ti può dare una squadra che comunque ha inserito Hincapié, ha inserito Madueke alla fine, ha Gyokeres in panchina, è entrato Merino, è entrato Zubimendi, quindi ha lasciato in panchina Eze, Bruno Dimage e Dowman. Adesso non vogliamo dire sulla formazione, ma è una squadra che ha una rosa molto profonda. La cosa di cui vi parlavo prima, che è stato un po' il difetto, devo dire anche nella parte finale della scorsa Premier League, è che magari nelle partite così importanti, perché questa lo è, perché l'esordio in una Champions League se parti male poi diventa un po' tutto complicato anche se hai la possibilità di rimediare con la nuova formula, è che caratterialmente magari non riesce a reagire a dei momenti complicati. Con il Chelsea però obiettivamente nella parte finale della stagione ha dimostrato e ha fatto anche questo salto di maturità, quindi è sicuramente una delle favorite. Però, come hai individuato tu, la fascia destra può essere un punto debole, così come può essere la sinistra, perché Calafiori è un grandissimo giocatore, uno dei difensori più forti d'Europa, ma la tendenza ad andare troppo e a lasciarti scoperto ce l'ha."
De Bruyne è un simbolo della Premier League e ha 83 presenze in Champions League. Domani può essere anche la sua partita, soprattutto vista l'assenza di McTominay?
"Io mi metterei un De Bruyne sul comodino ogni volta che mi sveglio, quindi sfondate una porta aperta. Lo metterei lì perché sono innamorato di lui da quando sono piccolo e cosa vogliamo dire: qualità, quantità, giocatore intramontabile secondo me. Non secondo me, lo avete capito e lo ha detto anche lui chiaramente, ha vissuto una stagione con un allenatore che non combaciava con le sue idee di calcio. Io credo che Allegri in questo sia un maestro nel far sentire bene un giocatore, nella gestione personale, umana e tecnica del calciatore e quindi trova un insegnante giusto, perché poi anche se hai 83 presenze in Champions League, hai fatto la storia del calcio, hai bisogno sempre di insegnanti. Lo dimostrano lui, lo dimostra Modric e quindi io penso che poi oltretutto lui possa esaltarsi, complice la pesante assenza di McTominay, nel sentire il peso della responsabilità. Ci sono quei giocatori che vanno in crisi con la responsabilità, ci sono quei giocatori che si chiamano fuoriclasse che invece la responsabilità te la vanno a prendere."
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