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CdS, Salvione: "Fiducia in Allegri! Il Napoli migliorerà col tempo"

CdS, Salvione: "Fiducia in Allegri! Il Napoli migliorerà col tempo"
Oggi alle 18:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Pasquale Salvione del Corriere dello Sport analizza la sconfitta del Napoli contro l'Inter e invita alla pazienza con Massimiliano Allegri.

Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Oggi guardare il campionato italiano sembra quasi vedere un altro sport, lo dico volutamente in maniera provocatoria. Il nuovo metro arbitrale ha cambiato molto le nostre partite. Può piacere o meno, ma sicuramente ha favorito lo spettacolo, ridotto le perdite di tempo, aumentato il gioco effettivo e avvicinato il nostro campionato al metro europeo. Probabilmente su alcune situazioni c'è ancora troppa permissività, ma bisogna dare tempo agli arbitri per trovare una quadratura".

La prestazione del Napoli ti ha lasciato anche sensazioni positive nonostante la sconfitta?
"Sì. È stata una partita bella e divertente, con tante occasioni da gol da entrambe le parti. Credo sia stata la gara con la migliore produzione offensiva del Napoli in questo avvio di stagione. Gli azzurri sono usciti sconfitti, ma secondo me anche con diverse consapevolezze in più rispetto alle prime due giornate. Sotto il profilo della capacità di creare davanti, si sono visti passi avanti importanti".

Quindi non credi sia il momento di essere particolarmente preoccupati?
"Credo che ad Allegri vada data fiducia. Qui sta nascendo adesso un nuovo progetto tecnico. Se confrontiamo il Napoli con l'Inter, con Chivu al secondo anno all'interno di un percorso già avviato, con la Roma di Gasperini o con il Como di Fabregas, parliamo di realtà che hanno più tempo di lavoro alle spalle. Il Napoli invece deve ancora trovare la propria quadratura e per farlo serve tempo".

Qual è l'aspetto che Allegri deve sistemare maggiormente?
"L'equilibrio. Abbiamo parlato della produzione offensiva, che a Milano è migliorata, ma non possiamo dimenticare i cinque gol subiti nelle ultime due partite. Questa non può essere una squadra di Allegri. Il lavoro da fare è ancora tanto. Nella sua carriera Allegri ha spesso avuto partenze nelle quali ha modellato progressivamente le proprie squadre. È uno che ama lavorare durante la stagione, quindi in questo momento la fiducia è quasi obbligatoria".

La sosta di ottobre può rappresentare un passaggio importante?
"Sì. Prima ci sono ancora due partite di campionato e la Champions, poi dopo la sosta inizierà praticamente un altro ciclo. Il Napoli dovrà farsi trovare pronto, anche grazie al rientro di McTominay, perché arriveranno moltissime partite ravvicinate. Lì servirà davvero tutta la rosa e serviranno soluzioni consolidate".

Prima però ci sono Arsenal e Bologna: con quali convinzioni deve affrontarle il Napoli?
"Sono due storie completamente diverse. L'Arsenal in questo momento è probabilmente una delle squadre migliori del mondo. È una formazione quasi ingiocabile, ha tantissime soluzioni offensive e forse nessuno sfrutta i calci piazzati come loro. Contro l'Arsenal, per ottenere un risultato, servirà un'impresa. Credo che questo sia chiaro a tutti, Allegri compreso".

E il Bologna?
"È una squadra che sta giocando bene e probabilmente raccoglie meno rispetto a quanto semina. È un avversario difficile, ma ormai in Serie A non ci sono praticamente più partite semplici. Anche le cosiddette squadre minori giocano bene e sanno metterti in difficoltà. Da questo momento inizieranno anche le rotazioni, quindi Allegri dovrà attingere molto alla profondità della rosa".

Come hai visto la staffetta Vergara-De Bruyne contro l'Inter?
"Vergara giocava praticamente per la prima volta in quella posizione, quindi va giudicato tenendo conto del contesto. De Bruyne invece è entrato in un momento molto diverso rispetto alle gare contro Como e Genoa: il Napoli stava subendo il ritorno dell'Inter ed era costretto a fare una partita molto più difensiva. Non era certamente la situazione ideale per esaltare le sue caratteristiche".

Più in generale, i cambi di Allegri hanno inciso meno del previsto?
"Sì, credo che i cambi di San Siro non abbiano dato quello che ci si aspettava. Però bisogna essere equilibrati nei giudizi. Badiashile ha commesso errori evidenti, ma era un giocatore che tornava in campo dopo sette-otto mesi e alla prima occasione non è stato fortunato. Lo stesso Neres sappiamo perfettamente quanto possa essere decisivo, ma oggi non è ancora nella migliore condizione".

Anche De Bruyne, però, ha rischiato di lasciare comunque il segno nel finale.
"Esatto. Nell'azione dell'occasione clamorosa nel finale il suo zampino c'è, perché il pallone al centro lo mette proprio De Bruyne. Se quell'azione fosse finita in gol, oggi magari parleremmo di Allegri eroico, di Napoli fantastico e di De Bruyne decisivo entrando dalla panchina. C'è sempre un filo molto sottile che cambia i risultati e di conseguenza anche i giudizi".

Quindi serve equilibrio anche nell'analizzare questo momento?
"Assolutamente. Non bisogna essere né troppo negativi adesso né troppo positivi quando arriverà un risultato importante. Bisogna guardare soprattutto lo sviluppo della squadra. Il percorso deve necessariamente essere lungo, perché all'inizio di una nuova gestione tecnica non puoi pensare di trovare immediatamente la perfezione".

Come giudichi invece la comunicazione di Allegri? Sembra sempre molto tranquillo anche nei momenti complicati.
"Credo faccia semplicemente parte del suo modo di essere. Ogni allenatore ha le proprie prerogative e il proprio stile comunicativo. Allegri magari a bordo campo può avere le sue sceneggiate, le proteste, le famose giacche lanciate, ma davanti alle telecamere e in conferenza stampa difficilmente perde le staffe. È una caratteristica che ha sempre avuto nel corso della carriera e credo sia semplicemente parte del suo DNA".