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Ex prep. atletico Napoli: "Infortuni? Forse proposte di lavoro vanno riviste"

Ex prep. atletico Napoli: "Infortuni? Forse proposte di lavoro vanno riviste"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 20:50Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Non sei nello spogliatoio, ma che sta succedendo secondo te? Dipende dai campi di Castel Volturno, dagli allenamenti o è solo sfortuna?
"Guarda, ti dico solo due cose. I campi non credo c’entrino, perché io mi sono allenato sette anni e mezzo su quei campi e, a meno che non abbiano rivoltato tutto o messo massi e pietre sotto, onestamente non credo sia una questione di terreni. Sono sempre stati gli stessi e, anzi, erano anche ottimi.
Per quanto riguarda la sfortuna, uno, due, tre casi possono starci, ma quando arrivi a dieci, undici infortuni la sfortuna incide un po’ meno. Credo piuttosto che alcune proposte di lavoro non siano state smaltite bene dal gruppo e vadano riviste. Non sempre lo stesso tipo di allenamento è valido per tutti. Conosco la bravura dello staff tecnico e atletico, ma forse qualcosa va aggiustato, adattando il lavoro ai singoli giocatori. A questo punto è meglio non ricercare la performance assoluta, ma il benessere: meglio un atleta al 90% che uno al 100% ma a rischio infortunio".

Su Neres: cosa pensi sia successo? Forse era meglio evitare di farlo giocare quei 20 minuti col Parma?
"Io dico sempre che nella vita serve anche un po’ di fortuna. Magari non giocava col Parma, faceva qualche minuto in un’altra partita e l’infortunio si ripresentava lo stesso. Detto questo, conosco i professionisti coinvolti e li stimo, quindi non voglio dare colpe a nessuno, né allo staff medico né a quello tecnico. Però qualcosa non è andato per il verso giusto. Forse c’è stata un po’ di leggerezza: un giocatore che esce zoppicando e poi viene rimesso in campo senza un approfondimento totale può essere un rischio. Non so chi abbia preso la decisione e in che modo, magari è stato lo stesso giocatore a dire che stava bene. Però quando capitano certi problemi bisogna andare a fondo, soprattutto in una squadra con obiettivi importanti. Perdere un giocatore determinante per una leggerezza fa male".

Pensi che il tipo di calcio molto aggressivo e ad alta intensità possa essere una concausa di questi infortuni? "È ovvio che l’alta intensità porta a uno stress psicofisico e muscolare importante. Pressing continuo, corse, recuperi: il fisico ne risente. Non è una tattica sbagliata, ma richiede tempi di recupero maggiori. Faccio sempre un esempio: quando avevamo Higuaín, non si è mai fatto male perché veniva gestito in maniera diversa. Doveva giocare sempre, ma il giorno dopo la partita aveva mezza giornata di riposo, lavoro personalizzato, vasche caldo-freddo, lavoro posturale. Non faceva lo stesso carico degli altri, perché la sua assenza sarebbe stata un danno enorme. Alcuni giocatori vanno gestiti diversamente dal gruppo".

Si sono verificati molti infortuni sempre allo stesso distretto muscolare, in particolare al bicipite femorale. Cosa ne pensi?
"Credo si tratti di un carico sbagliato o comunque non adeguato al momento di equilibrio del giocatore. Faccio un altro esempio: ci sono giocatori che a fine partita hanno un’articolazione gonfia, ma con due giorni di lavoro personalizzato possono tornare in campo. È più importante far giocare un giocatore anche all’80-85% piuttosto che cercare sempre la forma perfetta e poi perderlo per infortunio. Io preferisco avere in campo un giocatore all’85% di qualità piuttosto che uno al 100% che rischia di fermarsi".