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Lukaku con Hojlund? Bacconi: "Possono funzionare, ma così perdi i trequartisti"

Lukaku con Hojlund? Bacconi: "Possono funzionare, ma così perdi i trequartisti"
Oggi alle 20:40Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Adriano Bacconi è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

"Giovane è un giocatore che ha caratteristiche diverse da Hojlund, questo va detto subito. È uno che cerca gli spazi, non il duello diretto con l’avversario. Si muove molto, anche in ampiezza, è tecnico e rapido. Ha però anche il senso del gol. Secondo me va a completare il reparto offensivo dal punto di vista delle caratteristiche. Se dovesse arrivare Lukaku, è chiaro che Lucca, al di là degli aspetti qualitativi, era molto simile a lui come profilo. In questo caso, invece, il Napoli porta a casa un giocatore diverso. Detto questo, non è neanche uguale a Neres, anzi, a Kvaratskhelia, né al giocatore ideale che Hojlund vorrebbe intorno a sé: un trequartista che può partire largo, accentrarsi e servire il passaggio filtrante. Lui resta comunque un attaccante, un giocatore che vuole l’ultimo passaggio per andare al gol. Non è complementare al 100%".

Qualcuno lo ha paragonato a Muriel. C’è qualcosa di simile secondo te? "Sì, nel portamento e nell’andamento c’è qualcosa. Come Muriel può essere un giocatore esaltante ma discontinuo, con qualche problema fisico e forse anche di attitudine al lavoro. Il vero tema, però, è un altro: è un ragazzo giovane, conosce da poco il calcio italiano e arrivare a Napoli a campionato iniziato, con le pressioni che ci sono oggi, è rischioso. Il salto mediatico è enorme, si passa da una realtà di provincia a una grande piazza. Anche Ngonge l’anno scorso ha vissuto una situazione simile".

E con Antonio Conte in panchina questo discorso si accentua? "Assolutamente sì. Conte vuole giocatori pronti, “cotti e mangiati”. McTominay non fece neanche un allenamento ed era già titolare. De Bruyne lo stesso. Con i giovani ha bisogno di plasmabilità, ma soprattutto di tempo, e Conte lo dice spesso: “non sono pronti”. Qui però il tempo non c’è. Questo è il vero punto interrogativo".

Entriamo nel modulo: nel 3-4-2-1 del Napoli, al posto di Neres, come cambierebbe l’attacco con questo innesto? "Lui non è un esterno che si accentra: è una punta. Potrebbe rendere meglio in un sistema a due, tipo 3-5-2, come fanno Thuram e Lautaro all’Inter. Uno viene incontro, l’altro attacca la profondità; uno va in ampiezza, l’altro occupa l’area. In questo senso Giovane è più adatto a quel tipo di gioco rispetto a fare l’esterno puro come Neres, Lang o Elmas. Bisognerebbe quindi cambiare qualcosa nelle posizioni: magari usarlo da sottopunta che poi attacca la profondità, con Højlund che gioca spalle alla porta, e ruotare l’altro trequartista, magari Elmas, più largo a sinistra. Così ci si avvicinerebbe a un 3-5-2".

A proposito di 3-5-2 e di Lukaku: l’idea di una coppia Lukaku–Højlund come ti sembra? "Può funzionare. Pensiamo alla Nazionale che gioca con Kane e Retegui: due attaccanti fisici. Però devi rinunciare ai trequartisti, devi giocare più su cross e palle lunghe. In una squadra così, Neres difficilmente troverebbe spazio. Possono convivere, ma sacrificando alcune idee di gioco e alcuni titolari che si sono consolidati".

In chiusura, si parla anche di Cambiaghi del Bologna come esterno sinistro. Potrebbe essere un profilo adatto a Conte? "A me piace moltissimo. È un giocatore di sacrificio ma anche di qualità: salta l’uomo, corre, vede la porta. Coprirebbe bene la “mattonella” di Lang. L’unico campanello d’allarme riguarda la tenuta fisica. Se non sei integro al 100%, prima o poi cedi. Il Napoli ha già diversi giocatori a rischio: Neres si fa spesso male, De Bruyne ha un passato importante di infortuni, Lukaku pure. Inserire un giocatore che ha avuto da poco un’operazione al crociato è un fattore di rischio da valutare attentamente".