Filardi contro Conte: "Brutta conferenza, mi sento tradito! Ora il Napoli vada su Italiano"
Massimo Filardi, ex calciatore del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: “Brutta conferenza stampa, davvero brutta. Si è soffermato sui pochi nemici invece di esaltare i tantissimi amici. Io adoro Antonio Conte, per me come allenatore è il numero uno in assoluto, uno che riesce sempre a trovare soluzioni anche nelle annate complicate. Dentro lo spogliatoio è un fenomeno, fuori invece spesso diventa un disastro nella comunicazione. Ieri doveva uscirsene in maniera elegante, enfatizzando il rapporto con i tifosi. Sono tantissimi quelli che lo amano e io stesso mi sento un po’ tradito, perché faccio parte di quelli che lo hanno sempre sostenuto. Mi aspettavo un’uscita diversa”.
Ti ha sorpreso l’atteggiamento di Conte?
“Sì, perché da uno della sua esperienza non me lo aspettavo. Quando ero calciatore sapevo bene che non tutti potevano vedermi bene, ma accettavo le critiche. L’unica cosa che contava davvero era il rapporto con i tifosi. Conte invece è entrato in sala stampa con astio, quasi con la voglia di liberarsi di quel momento il prima possibile. Era evidente. E sinceramente non l’ho trovato molto rispettoso nemmeno nei confronti di De Laurentiis”.
Come hai visto invece il presidente?
“Secondo me De Laurentiis era deluso. Loro si reputano amici e credo che il presidente non si aspettasse questo epilogo. Però con allenatori come Conte è difficile durare tantissimi anni. Lui dà tantissimo, chiede tantissimo, vive tutto al massimo. A volte succede che il messaggio arrivi a esaurirsi. O cambi sette-otto titolari oppure cambi allenatore. È umano anche da parte dei giocatori avere una sorta di rigetto dopo un certo periodo”.
Quanto valore dai al lavoro fatto da Conte a Napoli?
“Enorme. Io lo ringrazierò sempre. Ha portato uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto. L’anno scorso ha fatto un capolavoro. Tutti dicevano che senza coppe fosse facile, ma guardate il Milan quest’anno senza coppe: è arrivato quinto. Conte è riuscito a tenere la squadra competitiva anche tra mille difficoltà. Su questo è un fenomeno”.
Secondo te dopo uno scudetto bisogna cambiare sempre qualcosa?
“È difficilissimo mantenere certi livelli. Vincere a Napoli ti logora. I giocatori vanno oltre il 100%, arrivano al 110% e poi non è facile ripetersi. Per questo dico che o cambi tanti calciatori oppure cambi allenatore. È successo tante volte nella storia del calcio”.
Che profilo servirebbe adesso al Napoli?
“Io il nome lo faccio senza problemi: Vincenzo Italiano. Per me è perfetto per questo gruppo. È uno che viene dalla gavetta, ha sempre dato identità alle sue squadre, è cresciuto anno dopo anno e ha esperienza europea. Fa ruotare benissimo la rosa, valorizza gli esterni offensivi e propone un calcio moderno, aggressivo, con pressing alto e difesa alta. Questo Napoli è costruito proprio per un allenatore così”.
Italiano potrebbe valorizzare anche giocatori oggi in difficoltà?
“Assolutamente sì. Penso a Lang, che potrebbe finalmente giocare nel suo ruolo con continuità. Oppure ad Anguissa, che oggi sembra fuori dal progetto ma che con un altro tipo di calcio potrebbe tornare quello che conosciamo. Anche Lorenzo Lucca potrebbe essere recuperato. Con un nuovo metodo e nuove idee tanti calciatori possono rigenerarsi”.
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