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Gila-Napoli, Forgione: "Mercato Lazio bloccato, la puoi prendere per il collo con contropartite"

Gila-Napoli, Forgione: "Mercato Lazio bloccato, la puoi prendere per il collo con contropartite"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli, Angelo Forgione parla di Gila, Conte in Nazionale, rivoluzione FIGC e confronto Messi-Maradona.

Il nostro opinionista Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli per commentare le recenti dinamiche di mercato che coinvolgono il Napoli e la Lazio.

La trattativa tra Mario Gila e il Napoli potrebbe coinvolgere Rafa Marin e Lucca come pedine di scambio con la Lazio. Secondo te potrebbero rientrare nell’operazione?
"Su Lucca abbiamo fatto ormai tanti discorsi, abbiamo detto tutto e non c'è bisogno di aggiungere altro. Credo che si possa provare magari a puntare su Rafa Marin, un po' meno appunto su Lucca, ma comunque queste sono valutazioni che il Napoli può fare serenamente. Qualche sacrificio in questi termini, se di sacrificio si può parlare, si può tranquillamente intavolare nella trattativa anche perché la Lazio ha il mercato bloccato, quindi fondamentalmente puoi prendere, è brutto dirlo in questi termini, il club biancoceleste per il collo e provare a offrirgli dei calciatori in contropartita per abbassare il prezzo, che è fondamentale in sede di calciomercato".

Quanto può avere senso spendere più di 15 milioni per un calciatore che è già nell’ultimo anno di contratto e che potrebbe arrivare a zero l’anno prossimo?
"L'importante è che l'ingaggio non sia alto, questo è il discorso. Ingaggiare un calciatore a parametro zero è sempre bene, poi bisogna capire un attimo qual è l'ingaggio. Sono tutte dinamiche di mercato che si possono fare serenamente. Quando un calciatore magari è di livello, io faccio l'esempio sempre di Vlahovic, magari non è il caso del Napoli, però se tu ti volessi per esempio liberare di un calciatore come Lukaku e andarti a prendere uno come Vlahovic potresti farlo a parametro zero pensando poi non al cartellino ma all'ingaggio, che è una spesa che potresti fare sperando che poi il calciatore renda, perché essendo un attaccante... Ma queste sono valutazioni che il calciomercato ci regala e che sono sempre un po' complicate da fare a monte, quindi bisogna sempre fare un bilancio, valutazione dei costi, benefici e tutti i rischi del caso".

Dopo l'elezione di Giovanni Malagò come nuovo presidente della FIGC, si parla anche di Antonio Conte come possibile commissario tecnico. Secondo te può essere l'allenatore giusto per l'Italia?
"Ieri ascoltavo Malagò, ma non mi ha stupito. Ha fatto capire chiaramente che non c'è trippa per gatti, nel senso che non ci sono soldi, quindi chi accetterà la nazionale dovrà accettarla con un ingaggio basso e io non sono assolutamente convinto, anzi tutt'altro, che Conte possa accettare un ingaggio che non sia sui 3 milioni, insomma quella è la cifra, 2 milioni e mezzo, 3 milioni al massimo credo si possa spingere la federazione in questo momento. Si è fatto tante volte riferimento a un ingresso, un intervento degli sponsor, oggi la nazionale ha Adidas, ma uno sponsor potrebbe fare un sacrificio del genere per una nazionale sulla cresta dell'onda? Oggi la nazionale italiana non lo è per ciò che sappiamo, ma anche per il patrimonio umano che non riesce a esprimere, quindi bisogna tirare fuori soldi dalle casse federali e di soldi ce ne sono pochi. Quindi per me la soluzione più plausibile, che non è una soluzione perché si tratta di un allenatore che comunque ha fallito, quantunque abbia vinto un Europeo, è Mancini, perché mi risulta che sia disposto ad accettare 2 milioni e mezzo, 3 milioni d'ingaggio pur di rientrare in nazionale dopo che si è arricchito altrove. Quindi secondo me Conte in questo momento è totalmente fuori gioco, chi fa il suo nome secondo me sta sbagliando".

Si parla anche dei ritorni di Mancini, Buffon e Bonucci con ruoli diversi. Se si vuole fare un cambiamento, è una buona premessa ripartire con gli stessi uomini che hanno contribuito ai fallimenti dell'ultimo periodo dell'Italia?
"Sì, è un rimpasto che sembra un po' gattopardesco, devo dire la verità. Con tutta la stima e il rispetto per Malagò, che comunque ha fatto bene con il Coni, però stiamo parlando sempre degli stessi nomi. Lo dicevo ieri sempre a voi, non mi convince tutto questo, non mi convince Malagò, non mi convince l'eventuale scelta di Mancini, se dovesse essere questa, non mi convincono questi nomi che hai fatto tu adesso. Quantunque si tratti comunque, al di là di Bonucci, di Buffon che è un monumento, quindi come team manager, come lo è stato in passato, ci può anche stare. Bonucci non so quanto possa essere considerato un elemento di spicco della storia del calcio italiano recente, quindi se deve rientrare anche lui non so quali santi in paradiso abbia Bonucci. Però io aspetto di vedere cosa si farà. Questa federazione ha bisogno di fare una rivoluzione, quindi la rivoluzione è tutt'altro rispetto a ciò che sto sentendo. La rivoluzione va fatta sicuramente nei settori giovanili, quindi ci vuole qualcuno che lavori in quel settore giovanile e, al di là di quelli che poi possano essere i nomi per la nazionale, che è l'apice, la punta dell'iceberg di tutto il movimento, oggi se abbiamo una nazionale a questi livelli è perché tutto il sommerso è veramente in condizioni critiche. Quindi bisogna lavorare in quel senso lì, andare a mettere mano ai vivai, ai settori giovanili, alle scuole calcio soprattutto. È un lavoraccio che va fatto e non so se Malagò ha capito che deve fare, ma lo spero di sì. Non posso pensare che sia stato eletto un Malagò che è un personaggio sgamato e che non sappia dove andare a mettere le mani".

Ieri è stata anche la giornata di Lionel Messi, doppietta nel giorno in cui Diego Armando Maradona nel Mondiale 1986 realizzò il gol della mano de Dios e il gol del secolo. È difficile fare un confronto, però è un segno del destino?
"Confronti io non li voglio fare, per me non c'è confronto, quindi già mi sono espresso anche con voi, è inutile tornarci. Chi parla di Messi a livello di Maradona evidentemente non ha visto Maradona, ma è inutile tornarci su, fermo restando che Messi è un fuoriclasse di livello assoluto, inarrivabile, è ancora lì. Però poi anche questo va valutato per quello che è, c'è troppo ricamo, troppo romanzo attorno a una storia bellissima per carità, anche romantica, le date che coincidono per quanto riguarda Maradona, Messi, l'Argentina e la storia del calcio. Però poi alla fine vai a vedere c'è Mbappé che è lì per lì, è pronto a soffiargli questo primato, quindi sotto il profilo della media realizzativa mi pare 16 gol in 16 partite lungo tutto il corso dei Mondiali disputati. In questo momento se devo puntare una fiche la punto su Mbappé e non su Messi".