Ballarini: "E' il Mondiale degli attaccanti. Tra le big, ecco la nazionale che ha giocato meglio"
Valentina Ballarini, giornalista, è intervenuta nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
È un Mondiale ricco di gol e di grandi bomber. Da Messi a Mbappé, passando per Haaland e Kane. Che impressione ti sta facendo questa competizione?
"È il Mondiale degli attaccanti in questo momento, però non siamo entrati nel momento clou e decisivo del Mondiale, quindi io aspetterei un attimo. Non è che mi stia entusiasmando tanto questo Mondiale. Noi giustamente stiamo elogiando Messi, per carità, è il più grande di tutti, non ci sono dubbi. L'Argentina però non mi convince al 100%. La Francia dietro non mi convince al 100% in difesa e poi voglio capire come Deschamps, quando arriva la fase a eliminazione diretta, quando iniziano a incontrare nazionali all'altezza, gestirà tutti gli attaccanti a disposizione. Stanno facendo turnover. Voglio capire un po' la gestione di Deschamps e comunque la Francia dietro è così così. Non per stare lì a puntare il dito, ma Upamecano. Detto questo, la Norvegia sicuramente, sulla scia di quello che ci ha fatto vedere negli ultimi due anni, ha dei talenti purissimi che mi piacciono un sacco. Ad esempio Berger del Bodø/Glimt è un gran calciatore e potrebbe starci benissimo in Serie A. Poi c'è Haaland, non è che lo scopro io. Quindi la Norvegia potrebbe essere una sorta di mina vagante, come il Marocco che mi sta piacendo tantissimo. Aspetterei un attimo perché, in generale, le grandi nazionali non mi hanno convinto. Neanche il Brasile mi ha convinto, ma per niente. Il Brasile non mi sta convincendo per niente, poi senza Raphinha voglio capire anche cosa farà Ancelotti. Quindi sui giudizi in questa fase, quando c'è la fase a gironi, andrei sempre molto cauta, anche perché poi chi parte male al Mondiale arriva fino in fondo e chi parte bene magari si ferma sul più bello".
Tra le grandi nazionali c'è invece una squadra che ti ha convinto particolarmente? A noi, per esempio, ha colpito molto l'Inghilterra.
"L'Inghilterra sì, nella prima sfida sicuramente tra le grandi è quella che ha giocato meglio, indubbiamente. A me sta piacendo il Marocco e non mi dispiace l'Olanda, però le altre in questo momento sono un grandissimo punto interrogativo. L'Inghilterra poi la vedremo stasera contro il Ghana, se non sbaglio, e cercheremo di capirla meglio. Sicuramente tra le grandi è quella che ha espresso il gioco più bello, il gioco migliore. L'Inghilterra di Southgate non era questa, la differenza la fa anche l'allenatore, perché comunque Tuchel è molto bravo. Ha fatto delle scelte anche impopolari, perché ha scelto Palmer e lasciato fuori comunque Foden, che è uno dei gioielli inglesi. Detto questo, secondo me l'Inghilterra è quella che ha fatto vedere il calcio migliore. Il Portogallo invece non mi è piaciuto per niente. Io puntavo molto sul Portogallo, puntavo tanto sul Portogallo, ma aspetto perché il centrocampo che ha il Portogallo e le fasce che ha il Portogallo ce le hanno in pochi".
Un ascoltatore ti chiede un giudizio su El Hainaoui e sul suo rendimento al Mondiale.
"Mi sta piacendo tantissimo El Hainaoui, ma lui ha chiuso in crescendo il campionato e la stagione. C'è stata quella fase in cui è stato in Coppa d'Africa, tra l'altro miglior giocatore del Marocco nella Coppa d'Africa, per distacco secondo me, e lì sicuramente ha risentito delle fatiche della competizione. Infatti il suo rendimento nei mesi di febbraio e marzo era in calando, è un po' sceso e non giocava praticamente mai titolare. C'era un centrocampo titolare con Cristante e Koné ad un certo punto. El Hainaoui mi sta piacendo tanto perché è comunque un giocatore che ha talento, che ha qualità, che ha quantità, ha molta qualità. Mi piacerebbe vederlo più incisivo in zona gol, nel senso che lui il tiro secondo me ce l'ha, gli serve un po' più di coraggio. Mentre Koné con i piedi fatica, cioè non sa proprio tirare in porta perché ha altre qualità, El Hainaoui invece il tiro ce l'ha e quindi mi aspetto questo miglioramento. Ovviamente, se fossi il direttore sportivo della Roma, terrei El Hainaoui".
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